Primo appuntamento della rassegna Fiera delle Parole organizzata dall’associazione Cuori di Carta 2008. "La solitudine dei numeri primi", premiato con l’ambito premio Strega 2008, è il libro presentato al Censer
Rovigo - La scrittura presenta la scrittura. Anzi la giovane scrittura presenta la giovane scrittura. Accade sul palco della sala Bisaglia del Censer, in occasione della seconda edizione della Fiera delle Parole, voluta ed organizzata dall’associazione indipendente Cuore di Carta. All’anteprima di sabato sera i protagonisti erano il rodigino Mattia Signorini, classe 1980 e il torinese Paolo Giordano, classe 1982. Capelli spettinati, abbigliamento informale, linguaggio immediato, eccoli i due giovani autori raccontarsi al pubblico curioso e raccontare del piacere di scrivere e di creare. A Mattia Signorini, premio Tondelli con il libro “Lontano da ogni cosa” il compito di fare gli onori di casa e di introdurre il premio Strega Paolo Giordano e la sua “La solitudine dei numeri primi”.
A soli 26 anni, Paolo Giordano è il più giovane premio Strega della storia. Un riconoscimento importante per lo scrittore torinese, ma di cui dice di essersi “già dimenticato”. “A pensarci troppo rischierei di non fare più nulla”. E invece Paolo Giordano che si definisce “un fisico che si diletta con la scrittura e che oggi non sa più bene se è un fisico”, di cose ne ha molte da fare: il dottorato di ricerca in fisica, coltivare la passione per la letteratura americana, ma soprattutto la scrittura. E pensare che sognava di diventare un musicista famoso… Dalle note alle parole: è qui che Paolo ha trovato il giusto sfogo alla sua dimensione creativa e al bisogno di comunicare. Così, in poco più di nove mesi è nata “La solitudine dei numeri primi”. E’ la storia di Alice e Mattia, di due solitudini scelte, non imposte dall’esterno. “I due personaggi – ha spiegato Giordano sollecitato dalle domande di Signorini - hanno costruito pensieri, azioni intorno ad un buco nero della loro esistenza, che non hanno mai avuto la forza ed il coraggio di chiudere. Nell’isolamento consapevole, i due protagonisti si tormentano e si coccolano al tempo stesso. Arrivano al punto di non mettersi nemmeno più in gioco”. Due antieroi dei nostri giorni, emblematici della condizione di incomunicabilità e di solitudine di tanti giovani. Quella che lo scrittore ha raccontato in 300 affascinanti pagine per Mandadori è una storia nata dall’osservazione, dall’ascolto di esperienze, di testimonianze vere che con cura e scrupolo ha raccolto come fossero le prove di un test da laboratorio e reinterpretato.
Il libro di Paolo Giordano presto diventerà un film. Di Mattia Signorini si attende la pubblicazione prossima della sua nuova fatica letteraria. Nel frattempo l’associazione Cuore di Carta con il festival dedicato al libro nei prossimi giorni porterà “tra i due fiumi” i migliori autori del panorama nazionale.
Micol Andreasi