Dolceria da Angelica, presenza storica a Rovigo da più di 40 anni
Andrea da Ferrara
Giampaolo da Giulianova
Assalto ai cosmetici
Giampaolo da Giulianova
Enrico da Napoli
Gabriele da Sciacca
"Arturo lo spremiagrumo del futuro"
Stefano da Campobasso
L'assessore comunale Nadia Romeo
Antonio Costato con l'amico Paolo Reale
Come hanno vissuto i commercianti ambulanti l'edizione della fiera di quest'anno? Varie le risposte, un'impressione generale: tutti soddisfatti
Rovigo - E' terminata la 526° fiera d’ottobre. Il via vai di persone ha affollato il centro da sabato, alternando momenti di grossa affluenza a momenti più tranquilli in mezzo alle bancarelle che offrono i prodotti più diversi. Anche Nadia Romeo, assessore al commercio e immagine del comune di Rovigo, nonché sostenitrice della valenza culturale e tradizionale delle bancarelle del centro era a passeggio tra la folla. Come è stato scoperto a curiosare tra una bancarella e l'altra il vicepresidente nazionale di Confindustria Antonio Costato.
Ce n’era veramente per tutti i gusti. Dai libri a 3 euro allo spremiagrumi di ultima generazione passando per le bacchette e i mattoncini di profumi ed incensi. Ma come hanno vissuto gli ambulanti l’evento quest’anno?
La fiera dalla parte di chi vende: soddisfazione generale
Andrea (di Ferrara) della bancarella “Angelica Barboni” che con i suoceri gestisce un banco di dolciumi: "I miei suoceri vengono a Rovigo da 40 anni, e grazie al numero elevato di presenze accumulate ci viene assegnato un posto in piazza Merlin”. “L’anno scorso è andata meglio di quest’anno, ma non mi lamento. Ho un giro consolidato di clienti che mi permette di vivere serenamente. E tornerò anche il prossimo anno”. Proseguendo lungo via X luglio, c’era Stefano (di Campobasso) della bancarella di articoli dimostrativi “sigillasacchetti, microtouch e pannospugna” che torna a Rovigo da dieci anni e ha lamentato la presenza di troppe bancarelle. Si ritiene però soddisfatto: “La fiera è strutturata bene, e poi avere una bancarella qui, costa meno che in altre città anche se il pubblico di Rovigo è fatto più per articoli da verdura...”. Un po’ più in là, in piazza Garibaldi, un folto gruppo di signore si accalcava intorno alla bancarella di cosmetici di Giampaolo (di Giulianova): con il suo banco sa di essere aver fatto breccia nel cuore di tutte le donne. L’anno scorso vendeva cravatte, ora quel banco lo ha ceduto al fratello. “Ho scelto di vendere cosmetici a 3 euro perché è una cifra che non spaventa le signore". Accanto a lui, Enrico (di Napoli) venditore di borse in pelle è presente a qualche fiera per rompere la monotonia della vita da negozio che ha a Lignano Sabbiadoro. “Vendo tutto made in Italy a partire da 60 euro in su, ma poi si contratta - dice con espansività tipicamente napoletana - anche se quest’anno si fa un po’ più fatica degli anni scorsi, la crisi è di poco, pochissimo più evidente”. Poco più avanti, sempre in piazza Garibaldi Gabriele (di Sciacca) venditore/dimostratore di “Arturo, lo spremiagrumi del futuro” ha affermato: “Credo di proporre una delle poche cose che funzionano!” Anche lui è soddisfatto dall’affluenza di gente. Poi rivela: “Prima di partire per il circuito fieristico, chi si conosce si accorda sui prodotti da portare in modo da non farci concorrenza spietata tra noi”.
Nadia Romeo: siamo oltre le aspettative
L’assessore comunale al commercio e all’immagine, coerentemente con il sostegno del Comune alla fiera d’ottobre, alle bancarelle c’era e ha comprato dei brucia oli essenziali. “C’è un’ottima affluenza all’appuntamento che è ormai tradizione, addirittura anche oltre le aspettative per quanto riguarda la presenza di visitatori”. In merito al costo di una bancarella, che a detta di tutti i commercianti è più basso rispetto ad altre città, la Romeo afferma: “I costi si attestano intorno ai riferimenti medi che ci sono in Veneto, mentre la questione della ricettività di tutti gli ambulanti che partecipano alla 4 giorni di bancarelle è materia degli enti gestori della fiera: Ascom e Confcommercio”.
Antonio Costato: fiera a misura delle tasche della gente
Antonio Costato, vice presidente di Confindustria guarda con simpatia la 4 giorni di bancarelle e il movimento di gente che provoca: “Quattro giorni all’anno ci stanno proprio - dice - e si riallacciano alle origini medievali della fiera rodigina, quando una sola volta all’anno si poteva entrare in città liberamente, senza pagare il dazio, da qui “marti franco” appunto”. Resta spazio per un’analisi veloce della logica commerciale dei venditori ambulanti: “La soglia di prezzo al pubblico individuata intorno ai 3 o al massimo 5 euro è una manovra di marketing assolutamente centrata, visto il target a cui la manifestazione si rivolge. Si punta alla quantità piuttosto che alla qualità. Rovigo per mobilitare tanta gente deve saper offrire una vasta gamma di prodotti a misura delle tasche di tutti”. E’ questo fattore, a sua detta, a dare unicità a Rovigo: la fiera è popolare perché conserva nel tempo una “mentalità” rurale.
21 ottobre 2008