Fratta Polesine - Nella sala G. Matteotti del municipio proseguono gli incontri organizzati dall'associazione polesana "Viva la Costituzione" sul territorio polesano nell'ambito del progetto "Conosci la Costituzione" che vede la sinergia tra l'Università degli studi di Ferrara-dipartimento di scienze giuridiche, la provincia di Rovigo, l'Accademia dei concordi e il finanziamento della Fondazione Cariparo.
Ieri sera è stata la volta del Dott. Giovanni Palombarini, sostituto procuratore generale in Cassazione che ha tenuto magistralmente un'interessantissima lezione dal titolo "Attualità della Costituzione, modificarla?". Il relatore ripercorrendo a ritroso l'origine della nostra Carta costituzionale ha messo in evidenza come oggi la "gestione della cosa pubblica" stia regredendo. A fronte infatti di quel grande accordo che ha dato origine alla legge fondamentale dello Stato e che ha visti uniti un crogiolo di anime e di teste così differenti per cultura ed estrazione sociale, memori della tragica esperienza del fascismo, si è voluto fare quel "passo in più" - così lo definisce Palombarini - per passare dallo Stato liberale classico all'affermazione di nuovi valori di rilevanza sociale. Il tutto si è potuto tradurre in norme dal contenuto programmatico ancora oggi di grandissima rilevanza ed attualità: dall'art. 41, il libero esercizio dell'attività economica la quale non può essere in contrasto con l'utilità sociale, all'art. 43 che contempla la possibilità dello stato per ragioni di utilità generale di espropriare determinate imprese. “Ma non basta - aggiunge Palombarini - perché accanto alla regolamentazione dei rapporti economici la nostra Costituzione ha dato grande rilevanza anche al sistema delle libertà che hanno permesso di realizzare per l'appunto quello stato democratico sociale ancora oggi "copiato ed invidiato" da altri Paesi, e rispetto al quale il principio di uguaglianza rappresenta il completamento del cerchio dove quindi al termine “diritto” possiamo trovare strettamente collegato quello di “effettività”, inteso come possibile godimento e fruizione di tali diritti da parte di tutti i cittadini”.
“Oggi - continua il relatore - siamo di fronte a una Costituzione materiale distante mille miglia da quella formale. La società dell'economia globale impone scelte rapide, senza intermediazioni e soprattutto senza controlli, in virtù del voto popolare. Alla centralizzazione delle decisioni da parte dell'esecutivo del momento corrisponde così il più delle volte un accentramento populistico-personale, non rispondendo ai veri problemi del Paese”.
In conclusione Palombarini si dichiara favorevole a qualche modifica della nostra Carta costituzionale, in riferimento ad esempio al bicameralismo perfetto oppure al federalismo fiscale che non vuole dire "devolution" il cui progetto originario stava rischiando di smantellare l'intero sistema istituzionale, che non vuol dire riforma della giustizia facendo a pezzi il principio dell'obbligatorietà dell'azione penale sancita costituzionalmente e che si tradurrebbe in una subordinazione del pm all'esecutivo, che non vuol dire in definitiva modificare pezzi interi di carta con stravolgimenti irreparabili. Sì alle modifiche ma sull'esempio statunitense che vede nel corso di più di due secoli una Costituzione intatta ritoccata solo in virtù di qualche emendamento. Le costituzioni infatti nascono, vengono strutturate per affermare i diritti, per far crescere la personalità umana.
25 ottobre 2008