Una galleria di sguardi al Roverella, con esposizioni che spaziano dalla pinacoteca alla mostra sulla raffigurazione del personaggio creato da Collodi, Pinicchio
Rovigo - Con un tempo così, conviene stare al riparo! Niente passeggiate sui colli. Nessuna biciclettata tra le valli del Delta del Po. La pioggia, almeno per il fine settimana della festività di tutti i Santi, non lo permette! Quale momento migliore, allora, per una capatina a Palazzo Roverella, scrigno prezioso di storia e d’arte?
Fu l'anziano e potente cardinale Bartolomeo Roverella, nel 1474, a volerne la costruzione, proprio nella piazza maggiore della città di Rovigo. Secondo le intenzioni del committente, con la sua mole, il maestoso palazzo avrebbe dovuto testimoniare il grande prestigio raggiunto dalla famiglia dei Roverella, stabilitasi a Ferrara, ma originaria di una località omonima tra Rovigo e Lendinara. Pare che a progettare l’edificio il Roverella abbia voluto l’illustre architetto Biagio Rossetti, noto nella città emiliana per l’Addizione Erculea e la realizzazione di palazzo Diamanti. L’ambizioso cardinale non riuscì, però, a vedere l’opera realizzata. La morte glielo impedì.
Il palazzo fu completato non senza difficoltà. Anche la sua destinazione d’uso fu modificata più volte, con il mutare della proprietà. Poi, nel corso del XIX secolo, entrò in un lento e progressivo stato di abbandono e di declino tale da renderlo irriconoscibile. Solo nel duemila iniziarono i lavori di ristrutturazione e dal 2006, recuperata la sua nobile dignità architettonica, palazzo Roverella è diventato pinacoteca cittadina. Accogliendo la collezione della Concordi è, a diritto, la sede ufficiale della cultura rodigina.
Vi si accede da via Laurenti, la strada che collega il Corso del Popolo a piazza Vittorio Emanuele. Un’insegna al civico 8, indica l’accesso alla museo e alla pinacoteca. Nelle sale ristrutturate e allestite dall’architetto Ettore Vio, oggi, trovano spazio oltre alla pinacoteca, anche una mostra temporanea dedicata al burattino di legno più famoso del mondo, Pinocchio. Disegni da tutto il mondo raccontano le avventure del bambino di legno, di suo padre Geppetto e del mondo fantastico inventato da Collodi. Continuando il percorso tra le sale del Roverella, l’illustrazione dedicata a Pinocchio cede il passo alle tele ed alle tavole dipinte tra il Trecento ed il primo Ottocento. Quello della pinacoteca dei Concordi è un patrimonio inestimabile, ancora poco conosciuto dai rodigini, rimasto per molti anni all’ultimo piano del palazzo che oggi ospita ancora la biblioteca, proprio di fronte al Roverella. Giovanni Bellini, il suo allievo Marco Bello, Palma il vecchio ed il figlio, Dosso Dossi, Frà Galgario, Rosalba Carriera, Giambattista Tiepolo,Giambattista Piazzetta, Alessandro Longhi sono alcuni dei nomi illustri che le sale del Palazzo raccolgono ed espongono secondo un percorso cronologico che racconta l’evoluzione dell’arte ed il mutare dei gusti dei collezionisti di Rovigo. Nobili famiglie come quella dei Campo, dei Casilini già dal 1700 cominciarono ad appassionarsi e a collezionare opere pittoriche, soprattutto quelle del Quattrocento e del Cinquecento veneto. La loro più grande passione fu la ritrattistica. A nomi di fama come il Piazzetta , Tiepolo o Longhi commissionarono i ritratti di componenti della famiglia, antenati, amici. E’ una galleria di sguardi quella che il visitatore si accinge ad attraversare entrando al Roverella. Sono gli sguardi dei testimoni della storia di Rovigo che i maestri della pittura italiana hanno saputo immortalare perché, a distanza di secoli continuassero a parlare e ad invitarci all’orgoglio di una città che ha ancora molto da dire.
Il biglietto costa 5 euro ed è gratuito per i bambini fino a 6 anni e per gli over 65.
Micol Andreasi