Cena all’agriturismo “Le Clementine” per riscoprire il “salame gentile”

Per non perdere i sapori di un tempo

Clementina e Beppe Tomaini, titolari dell'agriturismo 'Le Clementine'
Orietta mostra il pasticcio in brodo
Il 'salame gentile' al taglio
Un'altro salame della tradizione, la 'zia'
La signora Clementina mostra i salumi protagonisti della serata
A destra il 'salame gentile' e a sinistra la 'zia'
Il 'salame gentile'
Mauro Pasquali rappresentante di Slow Food Veneto con la titolare e la signora Bellettato di Coldiretti
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Protagonista della serata gastronomica il salame gentile, un prodotto tipico della tradizione polesana la cui produzione è riposta in poche ultime mani capaci



Badia Polesine (Ro) - Accolti nella tipica corte di campagna, elegantemente recuperata, dell’agriturismo “Le Clementine” di Badia Polesine, diventata punto di riferimento per il turismo locale ed internazionale, si è svolta una cena voluta da Coldiretti e dall'associazione agriturismi Terranostra, in collaborazione con Slow food Veneto sul tema “Il salame gentile”.
L’evento si è proposto di far conoscere ai circa sessanta intervenuti un prodotto gastronomico molto particolare la cui produzione è oramai riposta in poche mani capaci fra cui quelle di Clementina e Beppe Tomaini titolari dell’agriturismo.
Attraverso un antipasto rustico, il bizzarro pasticcio in brodo, il salame gentile con mosaico di verdure gratinate tra cui la zucca come secondo piatto, il pane fatto in casa detto schizzotto, i zaeti e bruti e lo strudel come dessert la serata è scivolata attraverso i racconti di vita vissuta della signora Clementina e di come è nata l’idea di aprire nel lontano 1989 uno dei primi agriturismi della provincia di Rovigo.
Protagonista indiscusso della serata il salame gentile che nelle campagne polesane veniva prodotto in un unico esemplare per ogni maiale macellato, utilizzando uno speciale budello detto “gentile”, cioè il retto dell’intestino del maiale, che per la sua doppia consistenza rispetto al normale budello, permette alla carne di mantenere per molto tempo una tenera consistenza.
La particolarità del budello obbliga ad una stagionatura molto attenta: occorre prestare molta attenzione al grado di umidità all’interno dell’insaccatura, all’areazione e alla temperatura dei locali predisposti per non dover buttare via tutto al minimo errore.
Aglio, sale, vino, pepe per un prodotto nobile che costituiva il massimo degli omaggi che i nostri nonni contadini riservavano ai padroni dei loro fondi.
Alla serata erano presenti alcune autorità fra cui il sindaco di Badia Polesine Paolo Meneghin, l’assessore all’agricoltura Mario Cabassa, Lorenza Bellettato responsabile di “Campagna amica” e di Terranostra in Coldiretti Rovigo e Mauro Pasquali membro del coordinamento del direttivo regionale di Slow food, l’associazione internazionale che promuove la riscoperta del piacere del cibo e dei sapori.
Un clima caldo, piacevole secondo la tradizione gastronomica polesana.
8 novembre 2008

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