Viaggio al canile sanitario di Rovigo

Visita agli amici a quattro zampe

Il dottor Luigi Tazzari
Gli ospiti del canile sanitario
Gli ospiti del canile sanitario
Gli ospiti del canile sanitario
La nuova struttura del canile sanitario a Fenil del Turco
La nuova struttura del canile sanitario a Fenil del Turco
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Il dottor Luigi Tazzari, veterinario del canile sanitario di Rovigo spiega come funziona l’unica struttura che, con il suo operato, copre l’intera provincia


Fenil del Turco (Ro) - Decidere di adottare un animale domestico è senza dubbio un’esperienza entusiasmante, che può servire da stimolo e talvolta può essere una utile terapia. In provincia di Rovigo esiste una struttura dedita all’accoglienza di cani smarriti, alla cura di cani abbandonati e feriti, alla restituzione degli animali ai legittimi proprietari, e a cui rivolgersi se si decide di adottare un cane, notoriamente il più fedele amico dell’uomo.
Il dottor Luigi Tazzari, veterinario responsabile del canile di via Argine Zucca a Fenil del Turco parla della struttura in cui opera: “Ospitiamo circa 39 cani al momento, ma ogni giorno ne arriva qualcuno”.
Il canile sanitario infatti è una struttura di ricovero temporaneo gestita dall’azienda Ulss 18, in cui i cani smarriti o abbandonati rimangono per 30 giorni, o al massimo 60 giorni in casi eccezionali, per essere sottoposti ai trattamenti sanitari (ad esempio vaccinazioni, sverminazioni, innesto del micro-chip) o per essere soccorsi. Successivamente, vengono spostati nella struttura adiacente, gestita dalla Lega del cane, il rifugio, che attualmente ospita circa 120 amici a quattro zampe.
Ma attraverso quali mezzi si mantiene il canile sanitario? Risponde il dott. Tazzari: “In linea con il tariffario regionale, i comuni polesani corrispondono 3 euro al giorno per ogni cane che ospitiamo e che è stato recuperato nel loro territorio - prosegue il veterinario - per quanto riguarda il cibo, invece, effettuiamo una gara di appalto che assicura che ogni animale sia nutrito al meglio: crocchette, riso soffiato, carne.”.
Il canile copre l’intera provincia di Rovigo: da quando l’omologa struttura di Adria è stata chiusa, si è reso necessario siglare un accordo anche con l’azienda Ulss 19, per provvedere al sostentamento e alla cura anche degli animali di quei comuni.
Per quanto riguarda la piaga degli abbandoni, combattuta di anno in anno a livello nazionale con campagne sociali di sensibilizzazione, il dott. Tazzari spiega: “Devo constatare con un po’ di rammarico che in questo ultimo anno il numero dei cani smarriti è aumentato. Però c’è una nota positiva - prosegue - grazie al micro-chip identificativo, a fronte di tale aumento, è aumentato anche il numero delle identificazioni dei proprietari, permettendo, nell’oltre 50% dei casi, la restituzione del cane”.
“In molti casi - afferma il dottore - non abbiamo a che fare con casi di abbandono volontario, quanto piuttosto di cattive abitudini dei padroni che lasciano i cani vagare per strada, magari perchè inavvertitamente il cancello o la porta di casa sono rimasti aperti o semplicemente i cani si allontanano per seguire il loro istinto riproduttivo”.
Fortunatamente, c’è chi si rivolge al canile sanitario non solo per segnalare lo smarrimento del loro amico, ma anche per adottarne uno: “Il numero delle adozioni - dice Tazzari - si assesta intorno ai 280/300 cani all’anno”.
Abitudine che, si auspica, aumenti.
14 novembre 2008

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