INIZIATIVA “DRINK NOT DRUNK” L’alcol e gli stupefacenti tra i giovani

Essere sobrio oltre a far bene, premia

Mattia Maniezzo vice presidente dell'associazione Orius
Il prof. Luigi Galimberti
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Nella sala del cinema Odeon un incontro tra esperti del mondo medico sanitario, le istituzioni, le associazioni e gli studenti delle scuole per discutere il tema dell’abuso di alcol e stupefacenti tra giovani e sulla pericolosità che comportamenti del genere possono comportare


Rovigo -  “Il protagonismo dei giovani nel fare fronte alla problematica dell'alcol e della droga è un segno di maturità e di consapevolezza”. Si apre con le parole del sindaco di Rovigo Fausto Merchiori il convegno “Abuso di alcol e sostanze in bambini ed adolescenti - Dov’è finita la famiglia?” promosso dall’associazione culturale Orius, che si è svolto presso il multisala Odeon sabato 29 novembre.
Oltre al sindaco, presenti in sala a dare il proprio plauso all’iniziativa: il prefetto di Rovigo, Aldo Adinolfi, il questore Amalia Di Ruocco e l’assessore comunale allo sport e alle politiche giovanili Giovanni Cattozzi che sono intervenuti in apertura del convegno. “Non dobbiamo dimenticare che la tematica tocca non solo i giovani, ma coinvolge anche gli adulti - ha spiegato il prefetto - perché anche gli adulti assumono alcol, e spesso si mettono al volante in condizioni non adeguate”.
Nel corso dell’evento sono intervenuti diversi relatori, provenienti da esperienze professionali diverse, cosicché si è potuto delineare, intervento dopo intervento, un’analisi eterogenea dell’argomento.
Ad aprire gli interventi è stato il dottor Francesco Noce, presidente dell’ordine dei medici e degli odontoiatri di Rovigo, che ha presentato nello specifico il progetto Epicuro, che si propone di promuovere, attraverso molteplici iniziative, stili di vita positivi tra i giovani finalizzati alla prevenzione degli incidenti stradali. Oltre a Noce, hanno preso la parola Bruno Agazia, direttore del distretto socio sanitario Ulss 19 Adria, Luigi Gallimberti medico di tossicologia clinica delle farmaco dipendenze dell’università di Padova, Mario Sarno, comandante del corpo provinciale dei vigili del fuoco di Rovigo, Giuseppe Maccario dell’ispettorato della motorizzazione civile di Venezia, Paolo Battistini in rappresentanza dell’associazione familiari e vittime della strada, Romeo Zurro coordinatore dell’ufficio scolastico provinciale di Rovigo per l’educazione fisica e sportiva, Baldassarre Pastore, preside della facoltà di giurisprudenza dell’università di Ferrara ed infine Antonioluigi Costato che ha presentato il progetto “Drink not drunk”, vicepresidente di Orius, associazione culturale non riconosciuta, nata nel 2008 per volontà di un gruppo di studenti universitari di Rovigo.
Il dato su cui si è centrata la discussione è stato in particolare l’età dei giovani che in maniera dilagante sono avvezzi all’uso di alcol e stupefacenti, con effetti devastanti sullo sviluppo cerebrale: tra i 14 e i 18 anni, la percentuale di ragazzi risultati positivi ai test è stata quantomeno notevole, il 20%.
Per questo motivo, durante il convegno, è emersa la necessità di sensibilizzare i ragazzi sul tema, parlando loro non con autorità ma con dati alla mano.
Infine, particolare importanza è stata data alla presentazione del progetto “Drink not drunk”  che vuole premiare tutti i ragazzi che si sottoporranno spontaneamente, presso postazioni attrezzate ad hoc dall’una alle quattro di notte fuori da alcune discoteche e locali, ad alcol test e che risulteranno negativi, in virtù del principio meritocratico che va sempre premiato. Chi risulterà, al contrario, positivo, potrà usufruire dell’assistenza di volontari che proporranno la fruizione del servizio taxi a tariffa agevolata.

Elisa Barion
29 novembre 2008

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