ECONOMIA E POLESINE Unindustria: indagine terzo trimestre 2008 e previsioni per il quarto

Crisi sì, ma più soft per la provincia di Rovigo

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I dati che riguardano il Veneto testimoniano la crisi del settore manifatturiero dell’industria, mentre il Polesine, nonostante il ribasso generale, sembra ancora salvo



Rovigo - Lo scenario dell’economia tradizionale sta vivendo un momento di crisi generalizzata, e con esso, inevitabilmente, anche le realtà economiche regionali e provinciali. Confindustria Veneto ha elaborato i dati congiunturali del terzo trimestre 2008 sia per il Veneto che per le singole province, stilando anche le previsioni per il quarto.
Se a livello regionale il consuntivo evidenzia un calo per quasi la totalità degli indicatori economici, rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente (produzione industriale -1,3%, ordini totali -1,4%, occupazione -0,1%), la situazione sul piano provinciale sembra più confortante, anche perché il settore manifatturiero dell’industria non è la colonna portante dell’economia polesana.
Non bisogna sottovalutare un dato: tale settore nella nostra provincia conta la maggior concentrazione di aziende nella fascia di fatturato che arriva fino a 5 milioni di euro annui, e nessuna azienda nella fascia oltre i 100 milioni, mentre i dati regionali registrano un 1,7% di aziende che rientrano in quest’ultimo settore.

Produzione: in Polesine non è ancora arrivato lo tsunami della crisi
Sul piano della produzione, i dati relativi alla provincia di Rovigo mostrano che il settore del legno e della sua lavorazione ha subito un leggero incremento, pari al 0,3%, così come il settore dei minerali non metalliferi, che si attesta intorno al +7,4%. In leggero calo, al contrario, il settore metalmeccanico (-0,6%) ed il tessile (-1,7%). A livello regionale, gli stessi settori riportano quasi tutti un segno negativo: il legno è a -1,0%, -8,5% quello dei minerali, in crescita il metalmeccanico, mentre ancora negativo il tessile (-5,6%).
Le previsioni per il prossimo trimestre non lasciano molte speranze, né per la provincia né per l’intero Veneto: tutti gli indici economici subiranno una contrazione. Commenta il presidente di Confindustria Veneto Andrea Riello: “E’ poco opportuno azzardare previsioni. Il difficile periodo di turbolenza economica, caratterizzato da altissima volatilità dei prezzi di tutti i fattori produttivi,  incluso il costo del denaro, ci consiglia prudenza ed attenzione. In tale contesto non pensiamo vi possa essere un’inversione di tendenza di questi andamenti nel breve periodo”.

Ordini di produzione: panorama preoccupante
Se gli indici di produzione per l’industria della provincia non sembrano dare segnali del tutto preoccupanti, la stessa cosa non si può dire se si vanno ad analizzare i dati degli ordini di produzione. Industria tessile e abbigliamento, metalmeccanica e minerali riportano tutti segni negativi rispetto al trimestre precedente (-3,2%, -4,2%, -2,2%) e nonostante il settore della lavorazione del legno sia l’unico che riporti un segno positivo, +6,3%, pare avrà poche speranze di mantenersi tale. Si prevede che sarà infatti quello che subirà il calo più drastico nel prossimo trimestre: -13,8%. Come a dire che la crisi arriva prima o poi per tutti e non si salverà nessuno.
Stesso scenario a livello regionale: tutti i settori industriali presentano indicatori negativi, che subiranno un ulteriore calo a detta delle previsioni.

Occupazione: concordanza di dati in flessione tra provincia e regione
Il dato occupazionale, se sul piano regionale ha subito un leggero calo, ma si mantiene stabile intorno a -0,1%, non deve ingannare, poiché si sta riscontrando nel periodo una rilevante crescita degli strumenti ordinari di riduzione delle ore lavorate, quali ad esempio la cassa integrazione. Nella provincia di Rovigo, l’occupazione è tendenzialmente in calo in tutti i settori (la media manifatturiera è a -2,6%), ma subirà una ripresa nel prossimo trimestre, portandosi a -0,6%.

Export in calo soprattutto nella provincia di Rovigo, il Veneto mantiene segno positivo
I dati riguardanti l’export sono opposti tra i due territori presi in considerazione: il Veneto registra un leggero calo in ogni settore, ma nel complesso, l’indice di esportazioni risulta ancora positivo a +0,5%, nella provincia rodigina ha segno negativo il dato generale per le esportazioni all’estero, -0,3%, con la punta più negativa nei minerali non metalliferi, -4,1%, seguito dal settore metalmeccanico a -3,4%, e del legno a -1,7% (il dato per il tessile e abbigliamento non è disponibile). Mentre, i dati delle esportazioni in Italia registrano segni largamente positivi: la media del settore manifatturiero è di +21,2%. In particolare risulta in aumento l’industria metalmeccanica, il cui dato si attesta intorno al +24%.

Aumento di prezzi generalizzato sia per le materie prime che per i prodotti finiti
I dati che invece riportano tutti un segno positivo, senza eccezioni riguardano i prezzi. In Veneto, quelli delle materie prime sono tutti in aumento, con un picco in particolare nella metallurgia: +27,3%, e la media dell’intera industria si assesta intorno al +6,3%. Questo si riflette in una certa misura sui prezzi dei prodotti finiti: la media generale indica un +3,3%, e il settore in cui aumentano di più è sempre la metallurgia: +22,2%.
Stessa tendenza anche nella provincia rodigina, l’aumento delle materie prime si attesta sul +69,6%, quella dei prezzi dei prodotti finiti sul +47,8%.

“Stiamo lavorando per trovare soluzioni pragmatiche ed incisive per superare questo difficile momento - commenta Riello - In questa fase così delicata è fondamentale che il sistema finanziario garantisca alle imprese liquidità per gli investimenti ma soprattutto per l’attività corrente. Spetta alla politica economica attuare degli interventi utili per non cadere in una spirale recessiva e cercare di ridare fiducia ad imprese e consumatori, varando dei provvedimenti che possano consentire di disporre dei mezzi finanziari necessari”.
Conclude esprimendo fiducia nelle potenzialità del nostro territorio: “L’economia veneta vanta un’alta qualità di prodotti, presenza e credibilità sui mercati internazionali - afferma - Rimaniamo determinati a non disperdere un valore creato in anni di duro lavoro e sacrifici”.

Elisa Barion
3 dicembre 2008

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