RUGBY EUROPEAN CHALLENGE CUP Gli Irish vogliono ottenere la miglior vittoria del girone contro la Rugby Rovigo

Solo una sgambata e niente di più per i London Irish

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Niente rifinitura per gli Irish, solo una leggerissima sgambata al Battaglini per verificare la tenuta del terreno. Ma le furie verdi di Londra sicuramente alle 15.00 utilizzeranno le loro doti migliori contro un Rovigo che li attende con il coltello tra i denti


Rovigo - La squadra londinese è approdata oggi a Rovigo attorno alle 15, ma il Captain’s Run, come si usa dire nei test match, è arrivato molto tardi, dopo le 19 e francamente tutto è stato meno che una rifinitura di preparazione al match di sabato. Meno di 15 minuti effettivi sul prato del Battaglini illuminato per l’occasione a tutto watt, ma nessuno schema, nessuna prova di rimesse laterali, nessuna mischia o raggruppamento, nessun contatto fisico, niente di niente, solo una sgambata, un po’ di passaggi e qualche pallone sparacchiato di piede scherzosamente verso i pali. Qualche giocatore si è limitato a passeggiare per il campo, un briefing collegiale a metà campo, poi di nuovo passaggi, corsette, calcetti. Nient’altro. Forse non hanno nemmeno sudato. Noblesse oblige. E per far sentire ancor di più a casa propria gli irlandesi di Londra è cominciata a scendere dal cielo una soffice pioggerella di sapore tipicamente britannico, sufficiente però per far sbattere le suole delle scarpe per togliere il fango, rimettere le tute in borsa e salire sul pulman che li ha riportati al Best Western e al Regina Margherita per la cena italiana. E se il Rovigo vuol vendere cara la pelle, il London Irish ha altre necessità. Per esempio far rifiatare giocatori con alto minutaggio come il capitano, il saltatore irlandese Bob Casey, un passato nel Leinster e fresco di convocazione per l’Irlanda del 6Nazioni, il centro samoano Mapusua, 70 partite e 12 mete nell’NPC con Otago, l’ala Topsy Ojo e altri 4 players tecnicamente recuperati ma deliberatamente lasciati a Londra per un prudente turnover. Come dice Patrik Lennon, Media Officer del club londinese “La squadra che giocherà contro il Rovigo non sarà la squadra di prima scelta, ma è una ottima squadra, con una grande voglia di vincere e di fare il miglior risultato nella competizione europea”. Vincere la European Challenge Cup e la Guinness Premiership (il campionato inglese, ndr) sono davvero i vostri obiettivi? “La Challenge Cup senz’altro, ma il nostro obiettivo primario è raggiungere i primi quattro posti in Premiership per assicurarci la partecipazione alla Heineken Cup dell’anno prossimo (i London Irish sono stati battuti in semifinale da Tolosa 2 anni fa, ndr) e disputare i playoff. Non scommetterei con i miei soldi - dice affabile Patrick - su un successo anche in Premiership, ma i giocatori della nostra squadra hanno voglia di vincere il torneo” . I London Irish hanno perso l’ultimo match di Sale contro gli Sharks di McAllister e Chabal ma sono al comando con 39 punti in 12 partite, 2 più del Bath e 3 più dei Sale Sharks. Otto atleti nella nazionale inglese verso il 6Nazioni più un atleta nel XV d’Irlanda, 9 aziende sponsor tra cui la compagnia aerea Cityjet che collega quotidianamente migliaia di persone tra Londra, Dublino e Parigi..non c’è che dire..un altro mondo forse un altro universo rugbystico è approdato a Rovigo. Eppure, al contrario di Patrick Lennon, io scommetterei con i miei (pochi) soldi che il Rovigo operaio di queste ultime settimane abbinato a qualche lampo di magia e al clima caliente del “Battaglini” riuscirà a far sentire anche agli irlandesi di Londra la ruvida carta vetrata del rugby rossoblù. Il rugby è uno sport dove vince sempre il più forte, ma il più debole può lasciare ricordi indelebili.


Alberto Guerrini

23 gennaio 2009

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