EUROPEAN CHALLENGE CUP Uno strepitoso Rovigo tiene a bada la corazzata inglese

70 minuti capolavoro

Da sinistra i tecnici inglesi dell'Academy dei London Irish: Robert Neal Palmer e Neal Hatley
Provincia di Rovigo 1 milione



La Rugby Rovigo rimane in partita per più di 70 minuti per poi cedere nel finale, l’unica squadra della Poule 1 di Challenge Cup 2008/09 in grado di negare il bonus mete ai London Irish



Rovigo - La Rovigo ovale aveva preparato nei minimi dettagli l’ospitalità della secondo club rugbystico in Europa, attraverso l’accoglienza semplice ma calorosa per gli oltre cento tifosi giunti da Londra.
Lo stesso aveva fatto l’entourage tecnico rossoblu, con Brunello coraggioso e lungimirante nel ridisegnare una linea di trequarti inedita, appesantita e disposta alla difesa nell’1vs1, per effetto del triangolo allargato senza amalgama Calanchini/Pizarro/Sanchez.
Con la conferma di Canale dietro il pack, i primi 8 uomini vedevano impiegati come unici non titolari Fortuna ed Anouer, con Giuria spostato in seconda linea. Cribb alla seconda gara consecutiva da n.° 8 ed Immelman flanker.
Al termine degli 80’ il verdetto del campo ha arriso in modo clamoroso ai rossoblu, l’unica squadra della Poule 1 di Challenge Cup 2008/09 in grado di negare il bonus mete ai London Irish.
Era dal lontano 13 settembre 1992 che Rovigo non rimaneva in partita per più di 60’ contro una squadra di categoria e prestigio assoluti. Il precedente risale al match di addio al rugby giocato di Tito Lupini, contro il Northern Transvaal di Naas Botha, per l’occasione guidato proprio dall’apertura sudafricana. 30-39 il punteggio di quel match,
17 anni dopo è toccato a Mahoney e Cribb, ad Anouer ed Immelman, a Canale ed Ambrosio, dare vita da una giornata storica per i colori polesani. Quasi banalmente soverchiata in touche ma molto lucida negli ingaggi in mischia ordinata (3 calci di seconda guadagnati da trio Fortuna/Mahoney/Orlandi nei primi 40’) e disciplinata sui punti d’incontro (Mahoney uomo ovunque), la Femi-Cz ha retto in modo ottimale all’onda d’urto degli Exiles, trascinata da un Cribb in crescita sui lanci di gioco da mischia ordinata e nel sostegno a tutto campo.
Al largo, la sofferenza sui ricicli veloci dei capoclassifica della Guinness Premiership è stata tamponata con la rapidità e la freschezza di Bustos, Di Maura ed Ambrosio, puntualissimi nella difesa rovesciata.
Presupposti ideali per uno 0-0 da conservare per più di metà della prima frazione e per il 3-8 di assoluto prestigio di fine primo tempo, grazie al penalty per fuorigioco conquistato d’autorità in seguito al break di Calanchini ed alla miniruck veloce sul lato opposto orchestrata da Bustos. La disciplina sui punti d’incontro ben si conciliava con il nervosismo degli Exiles, costretti a concedere la superiorità temporanea per lo stampino di Johnson su Anouer.
Il resto, ad inizio secondo tempo, lo compiva la pericolosità della Femi-Cz sui palloni di recupero. Rovigo era addirittura momentaneamente in vantaggio per 9-8 con pieno merito, capace di soffrire senza capitolare. Dapprima costringendo al tenuto gli Irish dopo una tambureggiante e prolungata zione nei 22 locali. Quindi grazie ai due penalty in 5’ messo dentro da Bustos. Entrambi conquistati da un Mahoney stratosferico nel turnover, che prima lanciava Orlandi per 40 metri e successivamente consegnava all’apertura mendocina un pallone in avanzamento sui 22 avversari per la pressione di Immelman, Cribb e Pizarro.
Un gruppo rodato e di grande compattezza, quello di Brunello e Brizzante, incapace di scomporsi dopo i tanti cambi effettuati e rimasto sotto il break (9-16) sino al 77’, nonostante un finale in piena emergenza con Canale schierato all’ala.

Alberto Gambato
 
Leggi la cronaca della partita
25 gennaio 2009

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