Rovigo che fino alla fine spinge sull'acceleratore e vince un match tirato sino all'ultimo secondo. Ora per la semifinale deve attendere il verdetto tra Overmach e Capitolina, sperando nella vittoria dei parmensi
Viadana - Impreventivabile. Sia dopo la sconfitta interna nell’ultimo turno di Coppa contro l’Overmach, ma soprattutto in seguito alla valutazione sulla disponibilità relativa alla cortissima rosa su cui Brunello e Brizzante possono fare affidamento (Calanchini e Britz out sino a fine mese).
Eppure, in quel di Viadana, è arrivata un’altra altisonante prestazione da parte della truppa rossoblu. E’ bastata una settimana di pausa - nel consueto turnover (fuori Giuria, Damiano e Canale) dopo il terribile trittico di gare in nove giorni - per ricaricare le batterie nervose ad un gruppo che già lunedì, nella prima seduta settimanale, aveva destato ottime impressioni alla coppia di tecnici polesani.
Il successo ottenuto in terra mantovana - oltre a candidare la Femi-Cz come possibile semifinalista a spese proprio dell’Mps Viadana, in attesa del decisivo incontro tra Overmach Cariparma ed AlmavivA Capitolina - verrà ricordato negli anni a venire per la rimonta operata nella seconda frazione dai Bersaglieri. Capaci di risalire lo 0-13 iniziale, in una prima frazione contraddistinta dallo sterile possesso e dominio territoriale dei padroni di casa - con tredici titolari e ben dodici madrelingua inglese - ai quali capitan Bustos e compagni erano stati in grado di opporre una difesa ordinata e la razionalizzazione massima dei propri possessi. Dagli unici tre palloni conquistati da fase statica nella metacampo avversaria, Rovigo ha infatti raccolto due difficili penalty (entrambi mandati a lato) ed una netta occasione da meta con Cribb, che anziché allargare a destra per il sovrannumero, ha preferito uno spettacolare ma complicato crosskick per Immelman, anticipato in ricezione da McCann.
Ingiusto dunque il parziale a discapito della Femi-Cz, punita con 7 punti dall’unico errore non provocato, sull’imprecisa ricezione di un up and under da parte di Boarato.
Un Rovigo che, nonostante il gap scavato dalla compagine giallonera, è stato però abile nel mantenere concentrazione e piano di gioco nello sviluppo del match, considerate le numerose indecisioni del fischietto Sironi, apparso spesso in confusione ed incapace di imporre un’omogeneità di lettura delle varie situazioni di gioco.
La rimonta rossoblu nel secondo tempo, coincisa con un progressivo calo fisico in mischia ordinata (Cribb in difficoltà con il pack retrocedente), nasce proprio dal maggiore adattamento al metro di giudizio del fischietto laziale da parte della Femi-Cz. Il penalty di Boarato giunge per tuffo sulla ruck di Harvey quando Rovigo è ancora in 14 per il giallo a Bustos, mentre la meta di Badocchi arriva sugli sviluppi del secondo blitz in pochi minuti da parte di Pizarro, servito sul lato sinistro del campo. Poco dopo è il mediano argentino a sancire il -2 con un penalty concesso per fuorigioco in campo aperto. Un parziale di 0-11 in 10’ che anziché cambiare volto alla gara ha - se possibile - inasprito velocità nella trasmissione e minutaggio nell’occupazione del campo avversario da parte di Viadana, con il prevedibile aumento di errori e palloni perduti, per in avanti o scelte di gioco errate. Strano a dirsi per un atleta della sua esperienza e classe, tuttavia è stato proprio Charlie Hore (una vita in NPC e Super14) a dirottare prima in rimessa laterale un penalty piazzabile (sul 13-11 e con pochi minuti da giocare), quindi a cercare - e mancare - una rimessa proibitiva a tempo praticamente scaduto. Un pallone di fatto regalato a Sanchez, che con un ancora superlativo Legora ha innescato il contrattacco sui cui sviluppi è nato il penalty del sorpasso definitivo.
Il tutto dopo la grave ingenuità di Curle, che ha platealmente allontanato un pallone portato in touche sui propri 5 metri.
Rovigo attende dunque di conoscere la propria sorte nella giornata di domenica, al termine dell’incontro tra parmensi e romani. La speranza, in caso di notizie positive dal neutro di Modena, è ovviamente quella di recuperare tutti gli elementi usciti anzitempo dallo “Zaffanella”. Basson e Di Maura hanno ricevuto duri colpi al volto, Buquete e Vicerè sono usciti per contusioni alla coscia ed al ginocchio, Fortuna lamenta una sospetta frattura alla clavicola. Inutile nasconderlo: l’assegnazione della finale di Coppa Italia al “Battaglini” rappresenta una marcia motivazionale in più per i ragazzi di Brunello e Brizzante. Una truppa, quella rodigina, che già orfana dei nazionali rischia di assottigliarsi pericolosamente, soprattutto in vista della ripresa di Super10, come sottolinea il presidente Susanna Vecchi:
“Ovviamente siamo penalizzati dalla rosa corta, un problema di cui siamo consapevoli da inizio stagione, ma che esalta la capacità - da parte dei ragazzi - di stringersi ancor di più per raggiungere un obiettivo comune. C’è determinazione e voglia di soffrire anche nell’impossibilità di giocare il rugby che più ci piace. Un plauso enorme ai giocatori ed allo staff tecnico, semifinale di coppa italia o meno”.
Leggi la cronaca della partitaAlberto Gambato