RUGBY ROVIGO La semifinale di Coppa Italia vista da Flaviano Brizzante

Lottiamo sempre, fino alla fine. Parola di assistant coach

Flaviano Brizzante
Ronald Cribb
Juan Cruz Legora
Juan Pablo Orlandi
Tommaso Reato
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Flaviano Brizzante, figura carismatica della Rugby Rovigo, spiega come i rossoblu si stanno avvicinando alla semifinale di Coppa Italia di domenica 15 marzo



Rovigo - Con metà settimana trascorsa dal palpitante successo di Viadana nella quarta ed ultima giornata di Coppa Italia, una seconda metà di settimana separa la Femi-Cz Rugby Rovigo dalla semifinale in gara unica contro il Casinò di Venezia. Domenica, sul terreno di Favaro Veneto, il calcio d’inizio è fissato per le ore 15.
Ne parliamo con Flaviano Brizzante, assistant coach rossoblu e protagonista di quattro finali scudetto da giocatore; a lui il compito di introdurre il ritorno dei bersaglieri ad una semifinale, dopo ben tre stagioni sportive.
Flaviano, il ‘tuo’ Rovigo si era guadagnato la nomea di “animale da playoff”; che effetto fa tornare a giocarsi l’accesso ad una finale, stavolta dall’altra parte della barricata?
“Sicuramente, da parte di Massimo Brunello e mia, c’è la volontà di trasmettere la tensione giusta, sul filo sottile che separa dal caricare troppo i ragazzi o dal non caricarli affatto. La prova che stiamo lavorando bene è venuta a mio modo di vedere a Calvisano e Viadana, dove nonostante il fattore campo abbiamo recuperato la partita nei minuti finali”.
Quale atmosfera si respira in questi giorni al “Battaglini”?
“Tranquilla. Ci stiamo allenando bene, senza particolari differenze o novità. Non parliamo di semifinale né di finale, portiamo avanti soprattutto il carico fisico per essere pronti alla gara del 28 marzo a Calvisano. Ora fisicamente non possiamo, per forza di cose, essere al top”.
Pensieri particolari per la semifinale di domenica?
“Tendenzialmente cerchiamo di onorare ogni gara con estremo impegno ed il massimo rispetto per l’avversario. A Calvisano e Viadana siamo forse sembrati Davide contro Golia… io preferisco dire che lottiamo fino alla fine di ogni match e non smettiamo mai di crederci. Un atteggiamento che, lo abbiamo visto tutti, alla fine ripaga”.
Un atteggiamento che rivedremo anche nel prossimo weekend?
“Logico. Continueremo con il turnover previsto, perché in questa famiglia c’è spazio per tutti e tutti si fanno valere, ogni qualvolta ne hanno la possibilità, soprattutto i giovani”.
Tre venete su quattro in semifinale, con Venezia alla prima occasione importante per vincere qualcosa…
“Rispettiamo moltissimo il Casinò di Venezia che, delle formazioni messe in campo in Coppa Italia, credo voglia puntare a conquistare questo trofeo. La società ha investito molto in estate, la rosa sulla carta appare temibile, quindi normale vogliano riscattare un girone di andata magari non all’altezza delle aspettative”.
Da domani, dopo il carico svolto ad inizio settimana, inizierete a preparare la partita. Qualche idea per la formazione?
“Sarà un xv omogeneo e pragmatico, in considerazione del lavoro che stiamo svolgendo e dell’attitudine mentale determinata, sulla quale stiamo lavorando: giocare ogni gara indipendentemente dal fattore campo”.
Andrea Bacchetti, Simone Favaro e Tommaso Reato sono stati esclusi da Mallett per gli ultimi due impegni del 6 Nazioni. Qual è la condizione fisica dei tre?
“Andrea soffre di una piccola distorsione alla caviglia, effetto del grande lavoro che il c.t. ha voluto far svolgere ai convocati. Simone è febbricitante, a causa dello stress legato ai tre impegni ravvicinati che lo hanno visto ultimamente protagonista (Italia A, Mondiale Sevens, Nazionale Maggiore, ndr), mentre l’esclusione di Tommaso non me la spiego…”
Intendi da un punto di vista tecnico?
“Assolutamente; in questo momento vedo Reato molto più pimpante di Bortolami, Del Fava e Dellapè. Senza contare che, per come si è messo il torneo, l’unica cosa sensata da fare mi sembrerebbe quella di dare spazio ai giovani, testarli a questo livello e fargli acquisire esperienza internazionale. Il discorso è sempre quello: che differenza c’è tra perdere di 30 punti con i senatori o di 40 con i giovani? Sia io, come tecnico, che il pubblico credo apprezzeremmo di più la seconda alternativa”.
Tre rossoblu in nazionale; non accadeva da tempo. Come li hai visti al ritorno a Rovigo dopo questa esperienza?
“Per un atleta è estremamente appagante essere convocati in nazionale, oltre che un motivo per continuare a migliorarsi e dare tutto con il proprio club. Fisicamente hanno riposato meno, dovranno recuperare al contrario dei compagni, che hanno invece iniziato il carico fisico”.

Alberto Gambato
11 marzo 2009

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