PARI OPPORTUNITA' Donne vittime degli uomini, Rovigo nella media nazionale

Tutti contro una vita violenta

Floriana Nicolè
Fiorella Cappato presidente del consiglio provinciale con il sindaco di Rovigo Fausto Merchiori
Lucia Basso
Giovanna Pineda e Floriana Nicolè
Caaf Cigl mordest 730x90



La commissione Pari opportunità relaziona al consiglio comunale le attività intraprese nel 2008. Troppa violenza tra le mura domestiche


Rovigo - Tante volte abbiamo detto “l’8 marzo dovrebbe essere tutto l’anno”. A Rovigo non è più solo un modo dire, si è concretizzato. I servizi che sono stati attiviti nel 2008 stanno dando i loro frutti e anche mostrando uno scenario sconosciuto: la violenza c'è e si trova dentro le case delle persone.

Un anno di attività
- Giovedì 12 marzo, in sede di consiglio comunale, è stato presentato il bilancio di un anno di attività per le pari opportunità. Il trend intrapreso proseguirà nel 2009 e oltre, vista l’adesione che ottengono.
Trattasi del lavoro svolto dall’assessorato comunale alle Pari opportunità in concerto con la commissione comunale Pari opportunità, il Consiglio provinciale, il Centro donna interculturale e il Servizio antiviolenza, attivo da circa un anno sul territorio.
Ciò che è emerso è che se sul fronte lavorativo la parità delle condizioni tra il lavoratore uomo e donna è ancora un’utopia, ma c’è un dato ancora più allarmante: la violenza di genere.

La violenza parla italiano - In particolare, la relazione che illustra l’attività del Servizio antiviolenza mette in luce dati a dir poco inquietanti, che vanno a confermare quanto rilevato dall’Istat sul piano nazionale.
La maggior parte delle violenze si consumano tra le mura domestiche ad opera di uomini che le vittime spesso conoscono molto bene. Si tratta di mariti, conviventi, ex mariti o ex fidanzati. A farla da padrone sono ancora la violenza psicologica (37% dei casi), le botte (33%) e il ricatto economico (30%). Non allarmanti i casi di stupro: su 112 casi se ne sono contati 5.
Commenta Giovanna Pineda, assessore comunale alle pari opportunità: “Da questi dati si vede come la violenza sulle donne non sia legata al fenomeno migratorio, ma che esiste un substrato di cui si parla ancora troppo poco”.
Il Centro antiviolenza di Rovigo ha preso in carico in un anno 48 casi di violenza, dei 112 segnalati, di cui solo 20 sono sfociati in una denuncia. L'assessore Pineda a tal proposito ha aggiunto: “Solo il 6% delle donne trova il coraggio di denunciare il proprio aggressore, e solo l’1% di questi arriva a processo: è gravissimo”.

Il profilo della violenza
- Grazie alla statistica dei dati relativi a Rovigo, è possibile quindi disegnare il profilo dell’uomo più violento.
E’ il marito della donna aggredita, italiano di età compresa tra i 56 e i 65 anni, con un titolo di studio di scuola media, che fa l’operaio.
Generalmente sposata con il suo aggressore, la vittima può essere sia italiana che straniera, di età compresa tra i 25 e i 35 anni. Ha un lavoro in regola e un diploma di scuola media superiore.

Ora anche la crisi sul lavoro - Lucia Basso, consigliera di parità del Veneto commenta così i dati presentati: “Le pari opportunità non sono ancora radicate nell’assetto sociale. Questo dipende dalla cultura diffusa che vede mercificato il corpo femminile - prosegue - le donne devono essere in grado di fare rete per sostenersi tra loro ed essere solidali”.
“Purtroppo - conclude Basso - la crisi economica che ha investito l’economia pesa prevalentemente sulle donne che lavorano, anche se guardando i numeri non sembra una crisi in rosa. In realtà i suoi effetti stanno esasperando il mondo del lavoro femminile”.

Elisa Barion
12 marzo 2009

Correlati:

CAAF CISL 730X90