Una serie di cinque incontri nel Polesine per rimembrare il ricordo andato perso nel dopoguerra
Rovigo - Il “secolo breve”. Un periodo storico che va dalla nascita del fascismo e della dittatura alla guerra, alla Resistenza, al Dopoguerra.
Tuttora un periodo segnato dai cliché e dagli stereotipi, in cui la disinformazione e la strumentalizzazione hanno oscurato la ricerca storica e la verità documentaria.
Ecco le motivazioni che, unite al 60° anniversario della promulgazione della carta Costituzionale, hanno spinto vari enti a lavorare insieme al progetto “Memoria: il Polesine e il secolo breve”.
Si tratta di un’operazione di ricostruzione della memoria e della storia locale rivissuta tramite i suoi protagonisti che si svilupperà lungo 5 incontri. L'ha spiegato bene il presidente della Provincia Federico Saccardin durante la conferenza stampa di presentazione a Palazzo Celio, avvenuta assieme a Fabio Ortolan della Fondazione Cariparo e a Valerio Galvan sindaco di Villamarzana.
In quattro paesi ed in città, storici di fama nazionale affiancati da studiosi locali discuteranno argomenti di portata nazionale proiettandoli anche nella realtà locale.
Il percorso inizia lunedì 23 marzo, presso la sala consiliare del Comune di Lusia alle ore 21.00 con l’incontro “Il paese sotto le bombe”. Si prosegue giovedì 2 aprile alle 18.30, al Circolo unione di Adria con “L’antifascismo”, giovedì 23 aprile presso il teatro parrocchiale di Villamarzana alle 21.00 per “Stragi e violenze naziste e fasciste nell’Italia del ’43 - ’45”. Si riprenderà poi martedì 29 settembre al Ridotto del Teatro sociale di Rovigo, alle ore 17.30 con “Il consenso al fascismo” e si concluderà venerdì 27 novembre presso la sala consiglio del Comune di Villamarzana alle ore 21.00 con “Il totalitarismo nel ‘900”.
Il progetto, interamente finanziato dalla Fondazione cassa di risparmio di Padova e Rovigo per una cifra pari a 150 mila euro, avrà una durata triennale e trova la collaborazione dell’Archivio di stato di Rovigo, della Provincia e dei comuni di Rovigo, Lusia, Villadose, Adria e Villamarzana.
All’interno del progetto è prevista una ricerca ed un’operazione di recupero della vasta documentazione prodotta in quegli anni dalle diverse strutture (prefetture, questure ed archivi vari), oltre alla raccolta di testimonianze dirette. Grazie a questo lavoro, molte immagini sono state anche acquisite in digitale.
Elisa Barion