Dalla voce di Andrea Bagno un Ungaretti poco noto, ma denso di emozione. Dalla chitarra di Chillemi e dal canto della Matarrese le suggestioni del Brasile di Villa Lobos ed altri amici del poeta italiano
Rovigo - E’ Ungaretti e il Brasile il titolo del secondo appuntamento dei tre incontri domenicali raccolti sotto il nome di Musica e poesia 2009 all’Accademia dei Concordi. Non si tratta però di quel poeta di poche parole, di quel primo Ungaretti che si studia a scuola, ma dell’artista che tra il ’37 e il ’42 visita il Brasile, assaporandone il gusto profondo, del poeta che nasce ad Alessandria di Egitto, studia alla Sorbona, vive a Roma, insomma dell’Ungaretti viaggiatore. Viaggio e patria quindi filo rosso di tutto il percorso artistico del poeta.
Andrea Bagno, attore, si fa voce di Ungaretti, recitandone le poesie. Lo accompagnano la chitarra di Luciano Chillemi e il canto della soprano Paola Matarrese. Poesia e musica si compenetrano, scivolando l’una nell’altra: inizia Bagno con i versi del poeta, la voce profonda, l’interpretazione intensa, poi a poco a poco ecco entrare la chitarra di Chillemi, il suono chiaro, pulito, prima accompagnamento poi solista, fino ad accogliere la voce della Matarrese, in un trasporto che è ancora musica, ma già poesia.
Le note sono quelle dei più grandi autori brasiliani: Heitor Villa-Lobos in primis, ricordato nel cinquantenario della morte, ma ancora Jayme Ovalle, Paurillo Barroso, Antonio Carlos Jobim. Nomi che per Ungaretti fanno parte di un’esperienza di vita: gli anni in Brasile sono densi di incontri con letterati e musicisti, con loro il poeta stringe amicizia, tesse un legame profondo. “La traduzione diventa strumento per portare la poesia brasiliana in Europa - spiega Luciano Chillemi - le poesie di Vinicius de Moraes vengono tradotte da Ungaretti in Vita Vissuta, le sue canzoni trovano invece spazio nell’album inciso nel ’69 insieme a Sergio Endrigo e allo stesso Ungaretti”. Non solo. Ungaretti traduce Antonio Carlo Jobim, pubblica articoli sulla poesia brasiliana, vorrebbe addirittura scrivere un libro. Non conosce invece Villa-Lobos. “Il legame tra i due è più che altro artistico - afferma Chillemi - Ungaretti scopre il barocco in poesia, Villa-Lobos nella musica”.
Ciò che colpisce Ungaretti negli artisti brasiliani è la continua ricerca delle proprie radici, di una tradizione insita nella loro terra che possa esprimersi però con un linguaggio nuovo. “Villa-Lobos associa alla scuola europea le tradizioni locali, in particolare quella cultura africana che si era fatta spazio in Brasile, dando vita ad una musica che richiama il genere gospel - afferma Paola Matarrese - Jobim e Vinicius de Moraes sono ancora più profondamente legati alla tradizione locale che stavolta viene influenzata dal jazz nordamericano”. La contaminazione artistica e i viaggi non possono però contrastare il legame profondo tra gli artisti e la loro patria, la loro definizione rimane perciò indissolubile dallo stesso Brasile.
Per Ungaretti invece la contaminazione non è solo artistica. I cinque anni vissuti in Brasile sono segnati anche dalla morte del fratello prima e del figlio poi. "Il Brasile - affermava Ungaretti - è il Paese nel quale lo scontro fra natura e ragione, come dice Leopardi, o tra memoria e innocenza, come dico io, mi è parso più evidente... il Paese dove mi è sembrato che questo scontro potesse trovare, non senza sofferenza, la sua soluzione". E’ un legame di dolore, ma anche di vita: “Il Brasile è la mia Patria umana” diceva.
L’iniziativa La Domenica ai Concordi invita i rodigini nella sala degli arazzi dell’Accademia. Dopo il successo dell’iniziativa Musica e pittura partita ai Concordi nel ’96, Accademia dei Concordi, conservatorio “Venezze”, Fondazione Banca del Monte di Rovigo e Assessorato alla Cultura del Comune di Rovigo propongono così il binomio artistico Musica e poesia.
Arianna Piva