"Le guerre italiane tra il 1935 e il 1945": è il titolo della rassegna cinematografica che si terrà al Ridotto del Teatro Sociale all'interno del progetto "Il Polesine e il Secolo breve". 4 proiezioni precedute da spezzoni dei cinegiornali Luce per dare risalto ad un periodo storico per molti aspetti ancora oscuro
Rovigo - Un ciclo di film dedicati alle guerre che hanno visto l’Italia coinvolta sia in territorio straniero sia in patria, in un periodo storico non ancora del tutto chiaro, perché troppo vicino al presente.
E’ questa, in sintesi, la rassegna cinematografica proposta dagli organizzatori del progetto memoria “Il Polesine e il secolo breve”, che verte intorno alle drammatiche vicende storiche dal 1° conflitto mondiale al 1948, anno delle prime elezioni libere.
Un lavoro di recupero di una vasta documentazione originale e di testimonianze orali dei protagonisti, guidato dall’idea di di creare nella nostra provincia un percorso organico che contribuisca a rendere visibile tale memoria, affiancando alle iniziative momenti di discussione e di incontro.
Tutto questo allo scopo di riscoprire i valori che animarono la lotta al totalitarismo.
La rassegna di film si colloca all’interno del progetto attraverso una serie di proiezioni pubbliche presso il Ridotto del Teatro Sociale e agli studenti della scuola media di Arquà Polesine, Costa di Rovigo, Castelnovo Bariano e alla Biblioteca comunale di Crespino.
Il programma delle proiezioni al Ridotto del Teatro Sociale, che si terranno tutte alle ore 21.00:
lunedì 20 aprile “Tutti a casa” di Luigi Comencini, commentato da Andrea Tincani;
martedì 21 aprile “Italiani brava gente” di Giuseppe De Santis, commentato da Andrea Tincani;
mercoledì 22 aprile “I piccoli maestri” di Daniele Lucchetti, commentato da Claudio Luciano;
domenica 26 aprile “El Alamein - La linea di fuoco” di Enzo Monteleone, commentato da Livio Zerbinati.
Ogni film sarà preceduto dalla proiezione di un cinegiornale Luce.
Il progetto è organizzato da Archivio di stato con Arci Rovigo e Arci Ridada, Comune e Provincia di Rovigo, Isers e gli istituti comprensivi di Castelmassa, Costa e Polesella; e interamente finanziato dalla Fondazione Cassa di risparmio di Padova e Rovigo.
Elisa Barion