VILLA SELMI Folla per l’artista Fabio Volo in versione deejay a Rovigo

E' una vita che ti aspetto... e mi mandi su Google

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Fabio Volo in versine "deejay per una notte" intrattiene gli ospiti di Villa Selmi a Rovigo



Rovigo - Non te lo aspetti. Che Fabio Volo fosse spocchioso non ce lo si immaginava proprio. Tant’è. L’artista, ospite della discoteca Villa Selmi di Rovigo, tra un flash dei fans e una canzone alternativa mixata da lui stesso, sale sulla consolle per quello che si può etichettare come un ritorno ai suoi esordi.
Appena scende dal mixer si prova a scambiare una battuta e viene spontaneo chiedergli: “I tuoi progetti futuri?”. La risposta: “Cerca su Google e trovi tutto” risponde il poliedrico artista.
Poi, evidentemente capendo quanta spocchia si potrebbe leggere nella sua risposta, si ravvede: “Niente tv il prossimo anno, sto lavorando ad una sceneggiatura, al prossimo film ed è in uscita il mio prossimo libro”.
Camicia blu, jeans e una chioma disordinata che lascia intravedere un inaspettato diradamento. Ma la “piazza” che conta, in questa serata, non è quella che Volo ha in testa, bensì, quella che è incaricato di animare.
Partendo da “Tanto per sogna’”, spaziando dai Nirvana, ai Red Hot Chili Peppers, attraverso Vasco Rossi, per concludere con i Beach Boys e un bell’ “Ohi vita mia” che non fa mai male (soprattutto di questi tempi!) si esaurisce il tempo dell’artista in veste deejay.
“Dimostriamo che non siamo tutti figli di Maria De Filippi” è il penultimo appello lanciato dal palco, mentre l’ultimo, annesso al classico saluto con urlo, è: “Divertitevi voi che siete giovani! Mentre io che sono vecchio me ne vado!”.
Fabio Volo, classe 1972, all’attivo diverse trasmissioni in radio e in tv, autore di 6 libri, e protagonista di 7 film, sembra inarrivabile da vicino molto più che dalla consolle.
Il tempo a disposizione con lui finisce qui. La folla che stava adorante sotto il palco, si è già riassiepata intorno a lui, come mosche sul miele.
A questo punto non resta che Google... ma che me ne frega, ormai il mito è crollato!

Elisa Barion
16 maggio 2009

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