Ultimati i lavori di ristrutturazione, inaugurata la casa della famiglia Matteotti che diventerà presto museo dedicato al deputato socialista Giacomo Matteotti
FRATTA POLESINE - A distanza di 85 anni dalla morte di Giacomo Matteotti, domenica 31 maggio 2009, è stata consegnata alla cittadinanza la casa-museo a lui dedicata. L'indimenticabile deputato socialista nato a Fratta Polesine il 22 maggio 1885 e morto a Roma il 10 giugno 1924, è a tutt'oggi la personalità politica che nel mondo può vantare come nessun altro piazze, vie e viali recanti il suo nome. La sua carriera politica pur breve è perà stata molto intensa, basti pensare che nel 1910 venne eletto consigliere provinciale a Rovigo e consigliere comunale a Villamarzana (dove fu anche sindaco dal 1912 al 1914), Villanova del Ghebbo, Fratta Polesine (dove fu vicesindaco), Frassinelle, San Bellino, Castelguglielmo, Lendinara, Badia Polesine, Fiesso Umbertiano, Pincara, Boara Polesine. La legge elettorale di allora permetteva infatti di votare e di essere eletti in tutti quei comuni nei quali si pagavano le tasse (dove si avevano cioè delle proprietà). Nel 1914 grazie all'impegno di Matteotti i socialisti conquistano la maggioranza in 32 comuni della provincia di Rovigo, contro i 7 ottenuti quattro anni prima. Nel 1920 il partito del garofano fa incetta di voti, vincendo in tutti e 63 i comuni polesani, mentre nel consiglio provinciale fa suoi 38 dei 40 seggi. Eletto deputato nel 1919, Matteotti viene riconfermato nel 1921, prima di essere nominato segretario nazionale nel 1922. Nel 1924 è scelto per la terza volta come deputato però questa volta in un collegio laziale. Alla Camera il socialista si distingue per la sua conoscenza dei problemi della scuola e come esperto di economia e diritto. La sua condanna a morte avvenne all'indomani di un suo discorso memorabile contro i brogli elettorali perpetrati dal governo, tramite l'impiego delle Camice Nere, nelle elezioni del 1924. Il 10 giugno dello stesso anno, mentre usciva di casa per recarsi al Parlamento, viene rapito da una squadra fascista in Lungotevere Arnaldo da Brescia e quasi sicuramente fu subito ucciso. Il suo corpo sarà ritrovato il 6 agosto nel bosco della Quartarella (a nord di Roma) dal brigadiere dei carabinieri Ovidio Carapelli, in un terreno di sua proprietà. Il 21 agosto ai funerali celebrati nella sua Fratta Polesine, erano presenti più di 10mila persone. Con la ristrutturazione e il restauro della casa della famiglia Matteotti, si è dato seguito agli ideali del martire socialista: difesa dei poveri, legalità e libertà per quello che sarà sempre ricordato come il simbolo di giustizia. A presenziare ai tre momenti organizzati per ricordare l'85. Anniversario della morte di Matteotti hanno voluto essere presenti: oltre al sindaco Riccardo Resini, l'assessore provinciale all'ambiente e protezione civile Giancarlo Chinaglia, il segretario provinciale dei socialisti Giovanni Giribuola, l'oratore ufficiale della commemorazione Michele Mariotti, il presidente dell'Accademia dei Concordi Luigi Costato, il sindaco di Pejo (paese di origine della famiglia Matteotti) Angelo Dalpez, Davide Mantovani del comitato scientifico e le vedove dell'onorevole Pietro Amnedola e del figlio di Matteotti, Giancarlo, ossia le signore Lara e Zara giunte apposta dalla capitale.
Marco Scarazzatti