SANITA' L'Ulss 19 di Adria vara la "rete Alzheimer” per essere più vicini alla patologia

Dare un sostegno concreto ai pazienti e ai loro cari

Luciano Finotti
IL POZZO MAGICO



L'Ulss 19 di Adria ha varato la "rete Alzheimer": una serie di iniziative volte ad assistere i malati affetti da questa patologia degenerativa, e ad offrire alle famiglie dei pazienti un concreto sostegno psicologico



Adria (Ro) - Predisposto il progetto per la “rete Alzheimer” del Basso Polesine.
Lo ha presentato lo psichiatra Luciano Finotti responsabile del Centro decadimento cognitivo dell’azienda Ulss 19 di Adria nel corso del convegno “Le demenze tra bisogni e servizi” che si è tenuto venerdì 22 maggio ad Adria.
Un’occasione anche per fare il punto della situazione per quella che si profila come una vera e propria emergenza.
Secondo quanto ipotizzato da Finotti, che ha illustrato l’andamento locale delle demenze, infatti, ogni anno insorgono, a livello locale, circa 200 nuovi casi affetti da queste patologie.
Il centro dell'azienda sanitaria ha, sinora, valutato 1.196 persone prendendo in carico ambulatoriale 107 persone nel corso del 2008. Un’emergenza, quindi, che necessita di ampliare la rete dei servizi offrendo soluzioni concrete alle famiglie, sulle quali grava il carico di assistere i loro congiunti affetti da demenza, malattia cronica e progressivamente invalidante con pesanti alterazioni del comportamento e, quindi, delle relazioni familiari.
Il primo obiettivo è quello di sostenere queste famiglie affinché non si sentano sole ad affrontare un percorso di assistenza che può arrivare a durare parecchi anni.
La “rete Alzheimer” progettata dall’Ulss 19 si basa sulla volontà di migliorare la qualità della vita del malato e della sua famiglia attraverso la rete di servizi territoriali, come l’assistenza domiciliare, di servizi semi residenziali e di servizi residenziali con la qualificazione delle case di riposo per trattare le persone con demenza.
Nel frattempo, il presidente dell’associazione italiana di Psicologia gerontologica “Freia” Giorgio Pavan, che ha collaborato alla stesura di tale progetto, ha illustrato il gruppo di lavoro già attivo per definire le azioni da mettere in atto, tra cui l’attività di informazione e sensibilizzazione partita con il convegno di Adria, ed entro il 2009 partirà l’iniziativa “sostenere chi sostiene”, i “caffè Alzheimer” e sarà abilitata una linea telefonica dedicata alle famiglie, al fine di assisterle e sostenerle nel gestire al meglio le alterazioni del comportamento del loro congiunto.
Altro impegno dell’Ulss 19 di Adria è la prossima attivazione di sei posti letto per malati di Alzheimer all’interno dell’unità di lungodegenza dell’ospedale di Adria, da approntare per le situazioni critiche che necessitano, provvisoriamente, di un ricovero ospedaliero.
La “rete Alzheimer” sarà sostenuta anche dal mondo del volontariato, come ha sostenuto nel suo intervento di chiusura la presidente dell’associazione Alzheimer Polesine Anna Maria Pellegrin.
3 giugno 2009
Il telefonino di Rovigo

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