Al ristorante Cà Cornera di Porto Viro Cesare Stella ha presentato la sua fatica "I fiori dell’elicriso" in maniera semplice
Rovigo - E’ il racconto di una vicenda racchiusa in tre giorni, un flashback nel passato. Una storia che ripropone la ricerca dell’identità: in particolare quella, spesso impenetrabile, dei senti-menti. Tre giorni per raccontare il tempo di un incontro dopo quindici anni dalla fine di un’importante storia d’amore. Una storia segreta, des amants, che lei aveva voluto chiudere per il peso di quella clandestinità e per le difficoltà di una scelta. E’ il destino che li divide e riunisce, nella terra del Delta del Po, nei luoghi dove, anni prima, avevano vissuto il momento della loro separazione. Una storia semplice, che svela immagini e segni nella riscoperta delle specificità di quel territorio, come il fiore dell’elicriso, pianta del Delta in grado di curare i mali del corpo e alleviare le ferite del cuore e dell’anima.
INTERVISTA CON L’AUTOREI fiori dell’elicriso, perché?"Il titolo del romanzo fa riferimento ad una particolare pianta del Delta del Po, un arbusto, che nasce sulle dune, sui terreni sabbiosi prospicienti le spiagge, ma non solo. L’elicriso appunto, che simbolicamente rappresenta uno specifico anello di congiunzione nella trac-cia narrativa della storia".
Perché ha scelto di parlare e scrivere d’amore? Non le sembra un argomento già ab-bondantemente trattato?"Potrebbe sembrare stravagante ma credo che se mettessimo l’amore, inteso nelle sue peculiarità più positive, al centro della nostra vita, probabilmente ne avremmo un beneficio Tutti noi. Credo che l’amore sia una importante terapia creata millenni fa per affrontare meglio i tanti ambiti dell’esistenza, i desideri, i sogni, ma anche i disagi, le difficoltà, com-presa quella di vivere. Quindi penso sia meglio continuare a parlare d’amore, ma soprat-tutto sia ancora meglio praticarlo, giorno dopo giorno. Per sempre. E’ l’augurio che faccio a Tutti noi".
Perché una storia d’amore dovrebbe essere “semplice”?"Se guardiamo al senso etimologico del termine, possiamo ricavarne una specifica in-terpretazione. Quella della naturalezza, della spontaneità, della autenticità. Le storie d’a-more, come quella del romanzo, molto spesso sono complesse, tormentate. Il mio vuole essere essenzialmente un augurio originale per i due protagonisti".
All’inizio di quasi tutti i capitoli lei inserisce un cameo poetico. E’ forse un omaggio al suo essere prima di tutto un poeta?"Come i lettori si accorgeranno questi brevi versi poetici appartengono ad illustri artisti, ma non solo. Ho messo in bella evidenza poeti che si sono maggiormente distinti anche in altri campi, come quello della musica. Non vuole essere solo un omaggio, una lode; ho cercato, soprattutto, attraverso i loro versi, una testimonianza competente".
A chi e perché consiglierebbe la lettura de “I fiori dell’elicriso, una storia semplice”. Quale il target dei lettori? "Quando si scrive si racconta quello che i vari protagonisti suggeriscono per la loro storia. Più direttamente, con il mio romanzo, ho cercato esclusivamente di comporre una trama sentimentale di parole, di sensazioni ed emotivamente coinvolgente, nella quale qualsiasi lettore possa sentirsi rappresentato. Non è un romanzo rosa, è la storia di un amore, nella quale ogni donna e ogni uomo possono scoprire un po’ delle loro esperienze di vita. Con l’augurio di ritrovare anche l’emozione attraente degli inizi".
Tra le ambientazioni del volume spicca il Delta polesano. La scelta è una dedica alle sue origini, alla sua terra?"Amo la terra del Polesine, la mia terra. Da alto polesano ho imparato ad amare anche il Delta del Po, il suo paesaggio, le sue specificità e la sua Gente. Ho quindi voluto dare testimonianza a questo amore facendo nascere il protagonista in un angolo del Delta, ma, soprattutto, creando per i due protagonisti quasi una nicchia protettiva, dopo le tempeste di una vita. Un’ambientazione che vuol far risaltare un lato di questo territorio magari non ancora del tutto conosciuto o dato quasi per impraticabile. Ho tentato di rendere visibili, effettivi e concreti quelli che fino a qualche attimo prima, pensavamo solo simboli, sogni o sensazioni".
Il benessere e la sicurezza di una relazione amorosa stabile sono meglio del vivere un sentimento di amore passionale e travolgente. E’ questo il messaggio che vuole tras-mettere in un momento di incertezza globale?"Credo che non esistano regole fisse, o sicurezze definite, nel vivere un’importante storia d’amore. Ogni storia è rappresentativa delle scelte personali dei protagonisti. Quella de “I fiori dell’elicriso” ruota, in particolare, attorno alla figura della protagonista. Una donna che vive le suggestioni e l’incanto di una grande passione sentimentale senza avere co-munque la forza di scegliere esclusivamente in nome dell’amore. Una non scelta che coinvolge i due protagonisti. I quali restano abbandonati in balia della casualità delle loro vite. Preferirei lasciare ad ogni singolo lettore l’analisi di un eventuale messaggio e di un contestuale giudizio".
Dopo la poesia, la narrativa. Cosa è cambiato? E’ una nuova sfida?"Non ci sono stati cambiamenti nell’ambito della creatività e dell’ispirazione. La poesia rimane per me un punto stabile. Perché ci sono sensazioni e particolarità dell’animo umano che si possono rappresentare solo attraverso i versi di una poesia. La narrativa è una nuova esperienza che mi ha permesso di descrivere meglio tutti gli aspetti che de-terminano le vicende umane legate ai sentimenti. Esaltando anche l’importanza e le specificità dei singoli dettagli che possono arricchire una semplice storia".
Esistono realmente E… e M…?"Posso rispondere che la storia di E… e M… è costruita anche sui simbolismi e sulle metafore ma è una storia rappresentativa di una realtà che può essere parte di ognuno di noi, in particolare nel contesto dei sentimenti e delle passioni condivise. Anche per questo posso affermare che, al di là dell’intreccio narrativo, E… e M… esistono realmente".
La lettura del romanzo e corredata da immagini fotografiche del Delta del Po del prof. Francesco Sprocatti. E’ l’omaggio ad un paesaggio ispiratore? Com’è nato questo connubio artistico?"Il desiderio ed anche l’intenzione sono stati quelli di dare visibilità ad uno dei protagonisti del romanzo che non ha voce ma che è egualmente rappresentativo e significante. Ho trovato la soluzione nella sensibilità artistica e nella professionalità rivelatrice dell’amico Francesco Sprocatti, illustre fotografo. Il paesaggio del fiume Po ne esce rappresentato in maniera sublime facendo risaltare dettagli che raccontano, attraverso l’espressività delle immagini, il connubio tra i protagonisti ed il territorio che li accoglie, li protegge e ne rappresenta le emozioni. La presenza di questo grande artista della fotografia, al quale va la mia ammirazione, la considero un grande dono che arricchisce ancor di più questo progetto".
Il suo libro ha come obiettivo quello di aiutare finanziariamente due Associazioni. L’AIDO e l’A.C.T.I. Sezione “V. Gallucci” di Verona. Perché questa volontà?"E’ una scelta che ho già promosso in precedenza con altri miei libri e con diverse Associazioni. E’ un modo personale di raccogliere contributi economici a favore della loro importante attività di ricerca scientifica e sociale. Con il romanzo “I fiori dell’elicriso”, oltre a questo, vorrei cercare di portare ad una sensibilizzazione più determinata del significato etico e morale della donazione di organi".
Ha dei progetti per il prossimo futuro?"Sto lavorando ad un progetto teatrale sulla mia produzione poetica e, come è facile capire, sto prendendo in esame la possibilità di dare ancora voce ai due protagonisti de “I fiori dell’elicriso”. Sento che vogliono raccontare una nuova parte della loro storia d’amore".
Biografia dell'autore:Cesare Stella vive e lavora a Trecenta, terra del Polesine. Insegnante ed educatore sco-lastico. Appassionato di letteratura contemporanea, da diversi anni si dedica, in qualità di autore, a produzioni di poesia e prosa. Ha pubblicato diverse raccolte tra cui: “Il colore della notte” Book Editore 1989, “A occhi chiusi” 1994, “Il canto dell’Ibis” 1998, “La voce dei ricordi” 2001, “In silenzio” 2004, “Remember, intorno a te” 2006, tutti editi dalla Casa Editrice CIAC di Verona, raccogliendo importanti consensi critici per la qualità ed espressività dei temi trattati. Appassionato di teatro ed arti teatrali. E’ inserito con tutte e sue opere nell’OPAC degli autori e scrittori della Regione Veneto e ha ricoperto per due mandati il ruolo di Assessore alla Cultura del suo paese. Attualmente è consulente culturale e collaboratore artistico della Fondazione AIDA di Verona, vincitore del primo premio Concorso Letterario Nazionale Villa Morosini di Polesella (RO) sezione Poesia inedita 2009. “I fiori dell’elicriso, una storia semplice” è il suo primo romanzo.