COLDIRETTI Mobilitazione per la crisi economica: "Chi sta facendo i prezzi?"

Più trasparenza per i consumatori e più rispetto ai produttori

Valentino Bosco
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Bosco: "La non-trasparenza inganna i consumatori e danneggia i produttori agricoli". Toffoli: "Non vogliamo guerre tra categoria economiche, ma trasparenza sulle provenienze dei prodotti commercializzati"



Rovigo - Il Consiglio provinciale di Coldiretti Rovigo, riunitosi ieri sera, ha deciso di prepararsi ad una mobilitazione di piazza per il 21 luglio prossimo. La trasparenza del mercato è l’urgente richiesta dei produttori, affinché il consumatore sia messo in grado di scegliere “italiano” e “locale”.
“La mancanza di trasparenza inganna il consumatore e danneggia le nostre aziende. – spiega il presidente provinciale di Coldiretti, Valentino Bosco - La situazione del prezzi dei nostri prodotti agricoli è diventata insostenibile e la causa principale è l’invasione dei prodotti esteri a basso costo che, in mancanza di misure di trasparenza sulla loro origine, si confondono con il “made in Italy”, mettono fuori strada il consumatore e producono una concorrenza sleale nei confronti delle nostre aziende, costrette a vendere sottocosto le loro produzioni di eccellenza. Tanto più che, mentre i nostri produttori osservano scrupolose misure e normative, chiaramente stabilite, a garanzia della qualità e della sicurezza igienico-alimentare, al contrario, sui prodotti stranieri non si conosce nulla e niente si può dire sul piano qualitativo e sanitario. Per questo – dichiara Bosco – chiediamo interventi immediati di trasparenza sul mercato da parte del Governo che obblighino tutta la distribuzione ad indicare la provenienza dei prodotti, così che i consumatori possano scegliere il “made in Italy”, perché la nostra indagine sul gradimento dei “farmers market” ha dimostrato che il 94,1 per cento vorrebbe acquistare prodotti locali; e, ancora: chiediamo che vengano fatte applicare le leggi che a fatica, a suon di firme, Coldiretti ha ottenuto, come la legge sull’etichettatura d’origine obbligatoria e la legge regionale che introduce i prodotti locali nelle mense pubbliche e nei supermercati”.

“Coldiretti non vuole innescare una guerra tra le categorie economiche, tra produttori, commercianti e distribuzione. – commenta il direttore di Coldiretti Rovigo, Adriano Toffoli – Il vero problema è che il mercato non è più in grado di stabilire il prezzo dei prodotti. Chi è che lo sta facendo? In Polesine stiamo assistendo ad una situazione paradossale – specifica il direttore Toffoli - in cui il prezzo dei nostri cereali non copre i costi di produzione, eppure a livello mondiale è aumentata la domanda, basti pensare che perfino l’Argentina (tradizionale esportatrice) sta importando grano. E fin che i cereali calano di settimana in settimana – rincara il direttore – i prezzi del pane e della pasta non sono affatto diminuiti rispetto all’anno scorso, quando il grano valeva il doppio”.
“Anche le aziende ortofrutticole stanno vendendo sottocosto – aggiunge il direttore Toffoli – I meloni vengono pagati al produttore 20 centesimi, le lattughe non più di 30, ma possiamo constatare tutti che al supermercato i prezzi si moltiplicano per sei-sette volte, mentre la grande distribuzione si rifornisce di ortofrutta che arriva dal Nord Africa o dal resto del mondo e che viene pagata poco più di un tozzo di pane alla manodopera locale”.
“La filiera corta dei nostri distributori di latte crudo – spiega il direttore Toffoli – mette in luce la differenza di qualità, sicurezza e trasparenza tra il prodotto locale ed il prodotto straniero. Da un lato l’assoluta certezza perfino sulla faccia del produttore ed un prezzo equo per il consumatore, dall’altro cosa abbiamo? Abbiamo 12 milioni e 286 mila quintali di latte equivalente straniero che entra nella sola regione Veneto e di questo quantitativo, ci sono 101 mila quintali che arrivano proprio nella nostra provincia di Rovigo, su un totale prodotto di 250 mila quintali di latte equivalente. Significa che quasi la metà dei latticini lavorati in Polesine arrivano qui come (o sono prodotti con) cagliate, mozzarelle e pasta filata, edam, emmenthal, grattugiati, similgrana, formaggi fusi e destinati alla trasformazione, latte liquido crudo, latte liquido pastorizzato, latte liquido termizzato, latte confezionato uht provenienti da Germania e Austria, ma anche Romania, Slovenia, Ungheria, Repubblica Ceca, Lituania. Le provenienze di questo latte e derivati stranieri lavorati in Polesine, si ritrovano nelle rispettive etichette finali? Ognuno si risponda”.
12 luglio 2009

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