CENTRALE ENEL DI PORTO TOLLE Il ministro all'Ambiente Stefania Prestigiacomo ha firmato il decreto Via per la riconversione

Carbone, avanti tutta

Emanuela Munerato
Fondazione Cariparo Nuove Generazioni



Dopo il "Sì" della Regione Veneto, anche il Ministro dell'Ambiente Prestigiacomo ha firmato il decreto Via per la conversione a carbone pulito della centrale di Porto Tolle. Ora manca solo l'ok da parte di Sandro Bondi, ministro dei Beni culturali


Roma - Il ministro all’Ambiente Stefania Prestigiacomo ha firmato il decreto Via per la conversione a carbone della Centrale Enel. Da più parti, i commenti positivi che vedono nell’atto della firma un’opportunità di sviluppo per il Polesine.

On. Emanuela Munerato: "Facciamo crescere insieme le opportunità di sviluppo per il Polesine"
Roma - L'ok del ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo alla riconversione della centrale Enel di Porto Tolle mette il Polesine nella dirittura d'arrivo di grandi risorse e opportunità contro la crisi. La conversione a carbone pulito è un'opera che servirà non solo a fronteggiare l'emergenza crisi, ma anche a qualificare le professionalità polesane e a rendere più competitivo il sistema locale, che dopo i cinque anni di cantiere della centrale potrà contare su un contesto economico e su un mercato del lavoro più dinamici di fronte alle sfide della competizione globale. Con il progetto Enel, infatti, si amplieranno anche le iniziative di formazione permanente per aumentare le competenze dei lavoratori; e a sostenere l'economia locale saranno attivati protocolli d’intesa con le amministrazioni. Oggi, allora, chi si ferma al "Sì" o "No" alla riconversione si mette nella posizione di chi, domani, non avrà i risultati che sono da costruire adesso, aspettando che l'iter di autorizzazione sia completato. In questa fase, infatti, dobbiamo ragionare in termini di investimenti e non solo di compensazioni da ottenere attraverso la centrale. Facciamo crescere così le nuove opportunità di sviluppo per il Polesine, per rilanciare il nostro territorio oltre i confini locali, utilizzando i collegamenti con le istituzioni centrali, il Parlamento e il Governo, e i contatti con la Regione Veneto.

Carbone pulito: premessa per la riduzione delle bollette, secondo il Comitato polesano per lo sviluppo
Porto Tolle (Ro) - La firma del ministro Prestigiacomo al decreto Via per la conversione della centrale di Porto Tolle arriva puntuale rispetto all'evidenza dell'attuale crisi economica, che ha confermato come i costi dell’energia incidano sul reddito disponibile delle famiglie e sulla possibilità per le imprese di competere nel contesto globalizzato. Il sistema energetico italiano soffre una forte dipendenza dagli idrocarburi, che è la causa di escursioni significative dei prezzi finali dell'elettricità, visto che la produzione elettrica si basa prevalentemente sul gas naturale (54%). Per questo è convinzione degli oltre cento componenti del Comitato polesano per lo sviluppo, costituito nel 2005 - in vista della conversione della Centrale Enel - da soci volontari attivi nelle associazioni di categoria, nelle amministrazioni e negli ordini professionali delle province di Rovigo, Ferrara e Venezia, che il settore energia possa trasformarsi da concausa dell’attuale, difficile congiuntura, in una delle leve strategiche per superare la crisi e per il conseguente rilancio economico-sociale, anche in termini di sviluppo sostenibile. La conversione a carbone pulito della centrale a olio combustibile di Porto Tolle avrà, infatti, un indotto stimato in 350 milioni di euro per le imprese locali e un positivo effetto sull'ambiente, con la riduzione di polveri e ossidi di zolfo e azoto di oltre l'80 per cento rispetto all'assetto attuale dell'impianto, che vedrà ridursi anche le emissioni di CO2 di circa 2,1 milioni di tonnellate all'anno. Con il carbone pulito, inoltre, si creano le premesse per la riduzione delle bollette elettriche: senza, invece, i consumatori italiani continuerebbero ad essere troppo esposti alle escursioni dei prezzi petroliferi, e il mix energetico troppo petrolio-dipendente rimarrebbe lontano dalle medie europee e dei Paesi con i quali le imprese italiane sono chiamate a competere.

Consorzio Polesine: "Crescerà la grandezza e la qualità delle imprese del territorio"
Porto Tolle (Ro) - "Il "Sì" del ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo si intreccia a una fase determinante per il futuro della politica energetica in Italia e per l'economia in Polesine. La conversione a carbone pulito, infatti, creerà le premesse per diminuire i costi delle bollette elettriche e per migliorare, quindi, la competitività delle nostre imprese, che oggi pagano l'energia elettrica il 35% più cara della media europea". A parlare è Emilio Oriboni, direttore generale del Consorzio Polesine: "L'apertura di un cantiere da 2,2 miliardi di euro non porterà con sé solo il valore dell'investimento di Enel, chiamato a riservare ai consorzi di imprese locali la parte delle gare d'appalto sotto la soglia comunitaria dei 5,150 milioni di euro. Dalla nuova centrale ci aspettiamo anche la forza di politiche di sviluppo che le amministrazioni locali, in attesa del decreto autorizzativo, sono chiamate oggi ad attuare, per coordinare nuove sinergie tra la nuova centrale e il territorio, e ricavare, così, il massimo dall'investimento di Enel. - afferma Oriboni, e conclude - Questa azione locale farà crescere la grandezza e la qualità delle imprese in Polesine, che saranno chiamate a misurarsi alle dimensioni di un progetto con le migliori tecnologie, impiegate in un contesto unico al mondo come il Delta del Po per centrare gli obiettivi di innovazione, efficienza energetica e sicurezza".

Per Maurizio Ferro rappresenta una via d'uscita dallo stato di crisi
Porto Tolle (Ro) - "Apprendiamo con viva soddisfazione che il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo ha firmato il decreto relativo alla Valutazione di Impatto Ambientale (Via), - commenta Maurizio Ferro, portavoce del Comitato d'azione dei lavoratori della centrale - con il progetto di conversione da olio combustibile a carbone pulito della centrale Enel di Porto Tolle, il Polesine beneficerà dell'indotto che farà uscire l'economia dal profondo stato di crisi che, da inizio anno, ha contato oltre 3 mila lavoratori in cassaintegrazione e altre centinaia in mobilità o disoccupati. Il lavoro di squadra del governo Berlusconi, dei ministri Prestigiacomo e Scajola e del governatore del Veneto Giancarlo Galan ci sta avvicinando alla svolta, ormai prossima con la firma del decreto Via da parte del ministro dei Beni culturali Sandro Bondi". "Sarà una giornata storica, - conclude Ferro - in termini di sviluppo sostenibile: per l'economia del Polesine, che beneficerà dell'indotto di 350 milioni di euro dal cantiere; e per la sicurezza energetica in Italia, oggi "petrolio e gas dipendente", e troppo lontana dalle medie europee e da quelle dei Paesi con i quali le imprese italiane sono chiamate a competere".
17 luglio 2009
Tecnostore Occhiobello 468x60




Correlati:

Seren automobili affiliazione fino a dicembre 2017