ARCHITTETTURA Alessandro Massarente spiega i restauri della casa museo di Giacomo Matteotti

Il futuro polo museale polesano

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Intervista a Alessandro Massarente, architetto responsabile dell’integrazione delle prestazioni specialistiche nell’ambito del progetto museografico relativo ai lavori di restauro della Casa Museo Giacomo Matteotti



Fratta Polesine - Si potrebbe innanzitutto rispondere a chi ha criticato la nuova muratura della casa e a chi sostiene che le scale antincendio siano "brutte". Magari una Sua risposta tecnica potrebbe essere utile.
"Ogni nuovo intervento, sia esso di restauro che di radicale trasformazione, tende inevitabilmente a suscitare opinioni diverse.
Il nostro progetto, su espressa richiesta del Comitato scientifico della Casa museo, ha previsto il recupero del secondo piano della Casa, precedentemente utilizzato come soffitta, per attività espositive e culturali aperte al pubblico. Il che ha richiesto di dotare lo stesso piano di una via di esodo alternativa, che con gli uffici della Soprintendenza si è convenuto potesse essere qualcosa di più di una scala antincendio convenzionale. Abbiamo quindi concepito questa scala insieme al suo involucro, costituito da una leggera orditura di profili verticali e orizzontali in ferro, come una sorta di supporto per la vegetazione rampicante e di schermo per traguardare il parco, oltre che come protezione per chi la percorre. In questo modo siamo riusciti a evitare di inserire i parapetti e a rendere più trasparente l’intera struttura, che ha richiesto per la sua realizzazione non poca perizia costruttiva". 
Quali gli scenari che attendono la casa-museo relativamente al mobilio e al recupero dei documenti?
"Gli arredi, le suppellettili e gli oggetti appartenenti alla Casa sono stati, prima dell’inizio dei lavori, censiti e catalogati con la supervisione della Soprintendenza per il Patrimonio storico e artistico di Verona, quindi trasportati in un laboratorio specializzato per il restauro di mobili antichi e sottoposti a trattamenti di disinfestazione e prevenzione antitarlo, dove sono tuttora custoditi in attesa di restauro.
I costi di tali restauri sono stati preventivati, in previsione del possibile reperimento delle risorse economiche necessarie.
Per quanto concerne i documenti, credo che il Comitato scientifico, in collaborazione con l’Amministrazione comunale di Fratta Polesine, ne stia coordinando la raccolta: sia dei libri presenti nella Casa, sia dei libri e documenti donati da enti, come ad esempio L’istituto di Studi sociali “Giuseppe Saragat” di Rovigo".
La spesa preventivata per l'allestimento del museo?
"Per preventivare una spesa ovviamente è necessario redigere un progetto di allestimento museale. D’altra parte, il progetto di restauro della Casa è stato fin da subito necessariamente integrato con la sua destinazione museale, attraverso la predisposizione di adeguate dotazioni impiantistiche e la previsione negli spazi di arredi (compresi quelli originariamente presenti) e di apparati allestitivi, che verranno successivamente inseriti nella Casa Museo. Abbiamo infatti redatto un progetto di restauro ma anche, con la supervisione del Comitato scientifico, un progetto museografico, il quale prevede ad esempio spazi per esposizioni permanenti e temporanee, servizi per il pubblico, supporti didattici e multimediali, lungo diversi percorsi di visita. Ciò significa che è stato già compiuto un lavoro importante e utile per il successivo allestimento della Casa Museo".
Entro quando è ipotizzabile l'allestimento del museo e del centro studi?
"Dipenderà dai tempi per il reperimento delle risorse economiche necessarie, che si auspica possano provenire da enti quali ad esempio la Regione del Veneto, attraverso bandi per il potenziamento di strutture museali di livello regionale, la Provincia di Rovigo nell’ambito della valorizzazione del sistema museale provinciale, la Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, da sempre attenta a iniziative di spessore culturale e didattico. Ciò è subordinato in ogni caso all’iniziativa dei due soggetti che hanno promosso finora tutto il percorso fin qui svolto: il Comune di Fratta Polesine e l’Accademia dei Concordi di Rovigo. Dalla loro possibile intesa in relazione ai modi, ai tempi e ai costi di gestione della Casa Museo dipenderà la fruizione della Casa e il suo futuro.
Ovviamente ci auguriamo vivamente che ciò avvenga in tempi rapidi, sia per il bene dell’edificio restaurato sia per il suo valore culturale".
Quali le potenzialità che la casa-museo potrà rivestire nella nostra provincia? Ossia come si andrà a collocare e che importanza avrà a livello nazionale?
"La Casa Museo Giacomo Matteotti, una volta dotata dei suoi arredi e apparati allestitivi, potrà a pieno diritto rappresentare uno dei poli del sistema museale provinciale, che già oggi è costituito da circa una ventina di realtà di dimensioni diverse, dedicate prevalentemente alla storia del territorio, al patrimonio archeologico, ai beni artistici e culturali. A livello nazionale la Casa Museo potrebbe diventare, in accordo con i diversi enti e fondazioni che ruotano attorno alla figura di Giacomo Matteotti, una sede espositiva e istituzionale per ospitare mostre temporanee dedicate alla sua figura di amministratore, di politico e di parlamentare, per accogliere visite turistiche e didattiche, ma anche per offrire al pubblico informazioni sui diversi luoghi nel territorio che hanno caratterizzato la sua vita e sulle diverse istituzioni dove sono raccolte altre memorie sul suo operato.
In questo senso, il Comitato scientifico ha ora un ruolo fondamentale nel farsi promotore di questo percorso, non meno importante di quello già compiuto finora".

Alessandro Massarente, laureato nel 1990 presso l’Iuav di Venezia, dal 1992 svolge attività didattica e di ricerca presso la Facoltà di Architettura di Ferrara. Dottore di ricerca presso la Facoltà di Architettura di Genova, dal 1999 è Ricercatore universitario in Composizione architettonica e urbana presso la Prima Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino e dal 2004 presso la Facoltà di Architettura di Ferrara.
Redattore della rivista Area e direttore della collana “Momenti di architettura contemporanea”, Alinea, la quale raccoglie monografie su opere di architettura contemporanea, ha pubblicato libri e articoli su temi relativi alle metodologie di progettazione, occupandosi in particolare delle logiche compositive operanti nei casi di trasformazione di edifici esistenti. Dal 1993 svolge con Gianni Massarente e Donatella Basutto attività progettuali e di consulenza in forma associata, progettando e realizzando interventi pubblicati su riviste e cataloghi di mostre.

Marco Scarazzatti

22 luglio 2009
Il telefonino di Rovigo

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