ECONOMIA ROVIGO 100.00 euro da Ascom Rovigo come misura anticrisi per 350 dipendenti del Polesine

Sostegno immediato a dipendenti ed imprese in difficoltà

Maurizia Rizzo
Giampietro Pizzo
Giacomo Prandini
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Per far fronte alla crisi che sta colpendo il settore terziario, Ascom Rovigo, organizzazioni sindacali ed Ente bilaterale erogheranno 100 mila euro a sostegno degli ammortizzatori sociali, allo scopo di evitare l'ondata di licenziamenti



Rovigo - La crisi imperversa sull’economia locale. E non ultimi ne risentiranno il settore turistico, del commercio e dei sevizi, secondo le previsioni. Pertanto, Ascom Confcommercio di Rovigo, l'Ente bilaterale di Rovigo e le parti sindacali hanno sottoscritto, lunedì 27 luglio, un accordo che fungerà da sostegno immediato alle imprese in difficoltà: 100 mila euro saranno presto a disposizione di imprese e lavoratori per fronteggiare la situazione in atto, come misura anticrisi.
L’annuncio arriva dalla sede di Ascom Confcommercio di viale del Lavoro, alla presenza di Giampietro Pizzo e Daniele Tecchiati, rispettivamente presidente e direttore di Ascom, Pieralberto Colombo e Gerolamo Gendri, rappresentanti sindacali, Maurizia Rizzo e Giacomo Prandini, presidente e vice presidente dell'Ente bilaterale di Rovigo.
Appena ci sarà la firma anche della direzione regionale dell’Inps, le aziende con i requisiti necessari, ossia iscritte all’Ente bilaterale da luglio 2006, potranno accedere al finanziamento anticrisi in modo immediato, il quale sarà a sua volta erogato fino al 31/12/2009. E le non iscritte, potranno mettersi in regola, versando una quota.
Come ha spiegato Maurizia Rizzo: “Si tratta di un sostegno concreto al reddito, volto ad evitare il licenziamento ai dipendenti sospesi dal lavoro per 90 giorni, prima che scatti la cassa integrazione in deroga”.
I 100 mila euro saranno così ripartiti: 50 mila euro a sostegno delle imprese del terziario, 4 mila per i contratti di solidarietà sempre del terziario, 42 mila euro andranno al settore del turismo e 4 mila ai contratti di solidarietà di quest'ultimo; e andranno ad integrare, previo l’ok dell’Ente bilaterale, in misura del 20% l'ammortizzatore sociale che l’Inps corrisponde per legge (ossia l’80% del lordo mensile del lavoratore dipendente).
“Senza tale accordo - ha spiegato Giacomo Prandini - l’Inps può chiedere la cassa integrazione immediata in deroga, per la durata di 90 giorni, al termine della quale il lavoratore può essere reintegrato a lavoro oppure licenziato. Grazie alla sottoscrizione, allunghiamo di altri 90 giorni i tempi della sospensione del lavoratore. La ditta ha così 6 mesi di tempo, anziché 3, per trovare uno sbocco alla situazione di stallo”.
Secondo le previsioni degli enti che hanno firmato la convenzione, il finanziamento servirà ad intervenire su circa 300 dipendenti, e 50 contratti di solidarietà, “Ma il numero di casi è passibile di modifiche entro fine anno - ha spiegato Giampietro Pizzo - infatti ci riuniremo nuovamente a novembre per valutare la situazione e decidere come proseguire, avendo qualche dato in più a disposizione”.
La sottoscrizione rientra in quadro di accordo territoriale per evitare il collasso dei licenziamenti,  poiché, se finora i termini della crisi sono state le mancate assunzioni, che hanno condotto alla conseguente mancanza di canali finanziari, l’ondata peggiore della crisi pare debba ancora farsi arrivare.

Elisa Barion
27 luglio 2009

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