AMBIENTE L'amministrazione comunale di Rovigo accetta due proposte fatta dall'associazione Salvadanaio per i boschi

Foreste vicino alla città e limitazioni al "Piano Casa"

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Incontro positivo per la dirigenza dell'associzione Salvadanio per i Boschi con Luigi Osti assessore all'urbanistica di Rovigo



Rovigo - L’associazione “salvadanaio per i boschi”, preso atto dell’approvazione avvenuta l’8 luglio da parte del Consiglio Regionale del Veneto della legge n°14  “Intervento regionale a sostegno del settore edilizio e per favorire l’utilizzo dell’edilizia sostenibile e modifiche alla legge regionale 12 luglio 2007, n.16 in materia di barriere architettoniche” ha chiesto al Sindaco di Rovigo, Fausto Merchiori, di essere ricevuta per presentare la propria opinione sull’impianto generale della legge, per proporre all'amministrazione comunale di valutare la stessa anche dal punto di vista ambientale.

Registrata la sensibilità del Sindaco il 16 Luglio, anche su invito di quest’ultimo, l’associazione ha avuto un appuntamento con l’assessore all’Urbanistica Luigi Osti e con il dirigente arch. Giampaolo Ferlin. L’incontro è avvenuto giovedì 6 agosto negli uffici comunali di via Badaloni. L’associazione si è presentata insieme alla consulente esterna per le normative urbanistiche arch. Giulia Tammiso.

Perché intervenire
Il motivo per il quale l'associazione ha deciso di intervenire in seguito all'approvazione di questa legge è che ritiene alcune delle misure previste nocive per l'ambiente e il territorio e che il fatto che queste offrano l'opportunità di lavorare un po' di più a parte del settore edile per un periodo limitato di tempo non giustifichi i danni che ciò può causare all'ambiente, per sempre.


Proposte
Quello che l'associazione salvadanaio per i boschi ha proposto all’Amministrazione rodigina:
1. Non concedere gli ampliamenti nelle zone produttive e commerciali, vista la quantità di edifici produttivi all'oggi realizzati ma non utilizzati.
Motivazione: per creare lavoro nel lungo periodo è inutile aumentare la “dimensione delle scatole”, è necessario pensare un nuovo modello di sviluppo, e, per quanto riguarda i capannoni, pensare a cosa metterci dentro che crei occupazione intercettando una fetta di mercato. L'aumentare i metri cubi di cemento, spesso vuoti, non fa che aumentare i consumi e la produzione di CO2. Gli strumenti di valutazione di assetto strategico (VAS), funzionali ai PAT (piani di assetto territoriale) non potranno essere applicati con efficacia con due anni nei quali, praticamente senza controllo, l'aumento dei metri cubi di cemento armato sarà incentivato al di fuori di un quadro programmatico. Di fatto, l'importante e relativamente nuovo, strumento della VAS, viene svilito, atrofizzato e reso inefficace.
2.Non concedere gli ampliamenti se coinvolgenti aree demaniali.
Motivazione: consideriamo che la svendita del patrimonio statale sia un errore e che quindi in nessuna maniera i comuni dovrebbero agevolare questo processo.
3.Istituire una un “contributo di scopo” per attuare la compensazione boschiva nel territorio comunale anche acquistando terreno agricolo e riforestandolo a macchia autoctona, a partire da questa nuova legge ma da mantenere per sempre.
Motivazione: in paesi più avanzati del nostro c'è già (è chiamata “tassa di scopo”) e serve a compensare il consumo di territorio in favore dell'ambiente.
La nostra proposta è che il Comune di Rovigo, a partire da questo momento di fervore urbanistico totalmente speculativo, istituisca una tassa di scopo che preveda, da parte del costruttore, l'obbligo di versare all'amministrazione 10 euro a metro cubo. Tali quote andranno a costituire un capitale ecologico con il quale il comune dovrà acquistare terreno e riforestarlo, o incentivare attraverso convenzioni con il privato la riforestazione di aree agricole suburbane.


La risposta dell’amministrazione
Sono state valutate e discusse tutte le proposte anche se l’amministrazione considera che l’impatto del Piano Casa a Rovigo non sarà molto vasto per l’impossibilità di realizzare gli ampliamenti in molte zone per via dei vincoli sulle fasce di rispetto che la nuova legge deroga non tocca. Quindi sulle prime due sicuramente ragionerà ma non vede il pericolo che vede il “salvadanaio per i boschi”.
La reazione dell’assessore Osti è stata, invece, molto positiva per quanto riguarda la proposta del contributo di scopo, anche se, sulle cifre e le modalità deve partire un ragionamento più approfondito. La creazione di un patrimonio ecologico comunale che, ad ogni nuova edificazione vada ad ingrossarsi per il solo scopo di riforestare parte del suolo agricolo nel territorio comunale la reazione è stata davvero positiva. L’assessore Osti ha già fatto le prime verifiche per capire l’attuabilità di una legge di questo tipo che comunque dovrebbe essere approvata dal Consiglio Comunale.
Salvadanaio per i boschi sta già collaborando con l’arch. Tammiso al fine di provvedere alla creazione di una bozza che, i primi di settembre verrà consegnata all’assessore Osti e al dirigente Ferlin in modo da agevolare loro la stesura di una proposta più completa da presentare in Consiglio Comunale.
6 agosto 2009

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