Analisi passo a passo della Femi-Cz targata Casellato, Cossu e Coppo. L'esito finale è: tanto lavoro da fare
DifesaCome dichiarato da coach Casellato dopo le otto segnature subìte a spese della neopromossa e rivoluzionata formazione abruzzese, tale frangente è stato trascurato nelle prime settimane al “Battaglini”, con successiva cura specifica ad esso riservata nel breve ritiro di Tarvisio. E’ uno dei tanti aspetti che rendono l’approccio e l’identità attuali rossoblu opposte a quelle invece volute ed impartite da Massimo Brunello, che proprio dalla difesa individuale e collettiva era partito nell’estate 2007. A Padova, senza palla in mano
i Bersaglieri hanno fatto vedere cose migliori rispetto a Badia nell’uno contro uno, con Sartoretto, Tumiati, Mahoney, Boccalon, Immelman e Reato molto famelici nel placcaggio. Una reazione attesa; era d’altronde difficile assistere ad un remake della mollezza vista
presso l’impianto badiese. Ancora lontano dagli standard sfoderati nella scorsa stagione permane invece la distribuzione latitudinale; sia al largo, dove anche il Petrarca ha spesso goduto di sovrannumeri, sia attorno ai punti d’incontro, zona in cui Rovigo soffre la mancanza di reattività e dinamismo di atleti risultati fondamentali nella passata stagione, quali Giuria e Favaro. L'arrivo di Van Der Merwe - comunque extracomunitario - porta qualità sul sostegno, la corsa e la tecnica palla in mano, ma non risolve pienamente la carenza difensiva sul breakdown.
MischiaLe cure di Alessandro Cossu non sono state ancora assimilate completamente; situazione comprensibile, per un nuovo approccio alla fase ad otto uomini che richiede applicazione e costanti interventi. L’head-coach Casellato ritiene completabile il processo di assimilazione entro le prime cinque giornate di campionato, con conseguente non indispensabile presenza di Cossu nello staff tecnico. Vero è che la mischia polesana è spesso intrattabile sulle introduzioni avversarie, come dimostrato dai molteplici disassamenti e dalle due introduzioni rubate in quel di Padova. Tutt’altra musica quella udita quando è il mediano bersagliere ad introdurre: a Padova tre anticipi sugli ingaggi, oltre alla scarsa stabilità per i lanci in prima fase dei trequarti e per le raccolte di Immelman (Abadie non era stato ingaggiato per impiegare finalmente il sudafricano nella propria posizione naturale di flanker?). Per quanto riguarda tali difficoltà, Casellato punta il dito sull’uso dei piedi del tallonatore, sul livello di concentrazione richiesto da mischia e mediano e sul differente stato di forma degli atleti a disposizione per il pack. C’è soddisfazione per la performance di Dolcetto a pilone sinistro, mentre sono richieste ulteriori conferme a Buquete, ambidestro.
Punti d'incontroArrivano da qui le note più stonate. Ancora troppi i penalty, i turnover ed i rallentamenti subiti sulle proprie ruck, punto di forza del Rovigo 2008/09 unitamente alla difesa.
Non sembra solo un problema di ritardo nell’arrivo degli atleti sul punto d’incontro, come lamentato nel dopogara da Basson (il sudafricano ha focalizzato l’origine nella stanchezza accumulata negli allenamenti dell’ultima settimana a Tarvisio) o di troppa frenesia
come affermato da Casellato; Rovigo fatica infatti a ripulire con velocità ed efficacia anche in situazione di superiorità numerica sia per organizzazione - spesso errato o sbilanciato il posizionamento dei rossoblu - che per aggressività. In quel di Padova Tumiati ha sfoderato una prestazione di grande sostanza e volontà, ma va considerato come Anouer sia partito titolare nella posizione che era di Favaro, Boccalon in quella di Orlandi, Abadie di Giuria, Pratichetti di Di Maura; quattro elementi, gli ex rossoblu, particolarmente preziosi per l’efficacia bersagliere sui punti d’incontro, situazione di gioco sicuramente a maggiore percentuale di avvenimento nell’arco degli 80’ di gioco rispetto alla mischia ordinata...
ToucheLeggermente superiore il possesso garantito a Padova dalle rimesse laterali, rispetto a quanto visto contro L’Aquila, almeno fino a quando è stato impiegato Tumiati sul primo blocco ed Immelman sul terzo. Qualche lancio storto di troppo ed è da notare come la squadra di Presutti e Roux schierasse titolare in seconda linea l’appena arrivato Mattia Filippini, 24enne proveniente dal Gran. Al bagaglio tecnico rossoblu mancano le cure di Fabio Coppo, presente agli allenamenti da pochi giorni, mentre l’arsenale di centimetri della Femi-Cz fa ancora difetto del sostituto di Lodie Britz (si parla del nazionale Montauriol, atleta validissimo ma che non è la 2a linea pesante di cui si parlava qualche tempo fa), di un minimo di profondità in panchina - considerato il minutaggio da
extraterrestre totalizzato lo scorso anno da capitan Reato - e della polivalenza, lo scorso anno garantita dal 2a/3a linea Giuria.
AttaccoL’aspetto sinora più allenato dallo staff tecnico bersagliere a partire dal 3 agosto, per gran parte rispetto all’utilizzo quasi esclusivo dei trequarti. Sono sei le segnature da cinque punti totalizzate in due gare ma soltanto due quelle marcate a Padova, di cui una con la maul dopo penaltouche al terzo tentativo.
Se gli schemi da prima fase abbisognano di applicazione e sincronismi per trasmissione (spesso viziata da sbavature) e sostegno (posizionamenti errati), preoccupa la grande discrepanza tra volume di gioco prodotto e terreno guadagnato, con la linea arretrata bersagliere spesso portata a shiftare il fronte di attacco, ma senza un avanzamento territoriale. Una situazione causata dalle poche rapidità ed avanzamento garantite sulle ruck - con conseguenze trasferite ai trequarti della Femi-Cz - e dalla differente struttura
conferita al pack bersagliere, più pesante e meno legato all’adattamento sulla distribuzione nel gioco offensivo.
Da rivedere anche l’organizzazione tattica nelle situazioni di gioco rotto e sui contrattacchi; il capoallenatore trevigiano predica infatti un approccio votato all’osare di Kirwaniana memoria, ma che appare ancora nelle intenzioni per quanto riguarda la copertura delle
zone di campo e la scelta delle linee di corsa per un sostegno più efficace, con Abadie tuttora atteso ad entrare nel vivo del gioco rodigino. Il centro Sartoretto e l’ala/estremo Pratichetti sono gli atleti su cui Casellato sta sperimentando di più, con un impiego a
ruoli invertiti. In attesa del pieno recupero dell’apertura Bocchino - che potrebbe dare ai centri un maggior apporto di fosforo con l’avvicendamento Pratichetti/Bustos - e della comprensione reale delle attuali qualità di Pedrazzi, ex-nazionale reduce da un’annata in Serie B, i nuovi movimenti richiesti alla linea arretrata bersagliere saranno sotto i riflettori delle prossime sedute di allenamento.
Alberto Gambato