SCUOLA L'onorevole Giuseppe Fioroni a Rovigo per discutere della riforma Gelmini e degli insegnanti precari

“La scuola è un problema di tutti”

Diego Crivellari
Pietro Bassani
Giuseppe Fioroni e Gabriele Frigato
Valeria Cittadin
Teresa Bradiani
Bertilla Gregnanin
Causin e Fioroni
Re Artu San Valentino



L'onoreveole Giuseppe Fioroni, ex ministro dell'Istruzione e i sindacati della scuola si sono riuniti al Ridotto del Teatro Sociale per affrontare in un dibattito pubblico i problemi in cui versa attualmente la scuola



Rovigo - “Di centralità della scuola hanno parlato in molti, nessuno però ha saputo concretizzare la propria proposta al termine delle campagne elettorali - dichiara Pietro Bassani vicepresidente provinciale di Snas scuola - una richiesta: non prendeteci in giro”. Questo l’appello dei sindacati, intervenuti venerdì 18 settembre al dibattito organizzato dal Partito democratico al Ridotto del Teatro Sociale, il tema è la scuola appunto, o meglio “la situazione della scuola oggi, che definire drammatica sarebbe a dir poco eufemistico” come ha dichiarato lo stesso Bassani.
Sala piena, pubblico numeroso: sindacati, professori, genitori, cittadini qualsiasi, una platea attenta e vivace che purtroppo si è assottigliata drasticamente nel corso dell’incontro, protrattosi fino alle 21.00, così che solo meno della metà del pubblico iniziale ha potuto ascoltare l’intervento più atteso del dibattito. Sono le 20.00 passate infatti quando Giuseppe Fioroni, ex ministro della Pubblica istruzione, prende finalmente la parola. “Abbiamo perso la capacità di indignarci”: è la prima accusa che Fioroni muove a tutti gli italiani. Ricorda alcuni degli epiteti assegnati dal governo agli insegnanti, fannulloni, parassiti, o alla scuola tutta, considerata ora ammortizzatore sociale o, peggio, luogo di sedizione politica. “Attraverso un’intensa operazione mediatica si è passata l’idea di una scuola fatta non per i nostri figli ma per i parassiti che vi lavorano, colpevole di un’educazione fuorviante - afferma Fioroni - ecco così legittimato il più grande licenziamento di massa di questi anni”. Secondo Teresa Bradiani di Cgil scuola, stiamo assistendo al vero e proprio smantellamento del sistema dell’istruzione pubblica senza reagire, senza renderci conto che l’inevitabile conseguenza sarà l’impoverimento culturale del Paese. “E’ stata instillata nella popolazione un’idea marcia di scuola e ottenuta una profonda divisione sociale” afferma la Bradiani. Fioroni è chiaro al proposito: dobbiamo renderci conto che la scuola è un problema di tutti.
Sono ancora i sindacati ad introdurre un altro dei temi scottanti della riforma Tremonti - Gelmini, o meglio solo Tremonti, “inutile prendersela con la Gelmini, in questa riforma lei ha fatto solo da voce ad una decisione già presa”: si parla così di precari. “I precari della scuola si trovano in una situazione particolarmente drammatica- spiega Valeria Cittadin di Cisl - primo non godono degli stessi ammortizzatori sociali dei precari degli altri settori, secondo, al contrario di quanto si pensa, non sono tutti giovani, molti hanno una famiglia alle spalle da mantenere”. Non sono nati con questa riforma i precari della scuola: “I tagli all’istruzione sono stati imposti da ogni governo da ormai vent’anni” sostiene Bertilla Gregnanin di Uil scuola. Sembra esserci un’idea di fondo che precede quella dei “fannulloni” di Brunetta: “La scuola non produce, non costruisce, ecco perché deve essere tagliata - risponde la Gregnanin - forse sarebbe il caso di rivedere il nostro concetto di persona”.
In ogni caso con questa riforma la scuola è travolta da “un’onda anomala”. Fioroni tira fuori i numeri: “Si parla di 135 mila posti da tagliare nel triennio 2009-2011, ma si dimentica di aggiungere il calo delle assunzioni previste del rallentamento del turn over: in totale più di 200 mila posti tagliati per l’istruzione”. Non è prevista nessuna flessibilità secondo il ministro all’interno della riforma: “L’unica possibilità del governo è distribuire variamente in questi anni i tagli del personale, possibilmente limitando i danni prima delle elezioni”. Andrea Causin, candidato regionale del Pd per la mozione Franceschini, affronta la situazione della scuola in Veneto, una realtà dove i problemi si acuiscono: 570 mila studenti, 14% di studenti stranieri, più alto tasso di occupazione femminile e dunque maggiore necessità di tempo scuola. “C’è un dato poi che proprio non torna: per l’anno 2009/10 si è registrato un aumento di 8 mila iscrizioni e un taglio di 3 mila elementi nel personale scolastico” commenta Causin, ma forse non c’è niente di strano, semplicemente con la riforma Gelmini la matematica è diventata un’opinione.

Arianna Piva
19 settembre 2009
Il telefonino di Rovigo

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