SOS CITTADINO Infortuni sul lavoro: la responsabilità del datore di lavoro

Le morti bianche hanno un colpevole

Rovigo Oggi Sezione ristoranti



A stabilirlo è stata la Corte di Cassazione: gli infortuni subiti dal dipendente sono sempre responsabilità del datore di lavoro


Nella domenica appena trascorsa (11 ottobre) l’Anmil ha celebrato anche a Rovigo la 59a Giornata nazionale per le vittime del lavoro.
In quanto a sicurezza sul lavoro l’Italia si mostra in controtendenza rispetto al trend discendente degli altri paesi Ue. Tra il 1995 e il 2004, infatti, gli infortuni mortali nell’Unione europea sono diminuiti mediamente del 29,41%, mentre in Italia soltanto del 25,49%. In termini assoluti, il nostro paese resta quello con il più alto numero di morti sul lavoro.
Sono sempre di più le sentenze che si esprimono sulla responsabilità in materia di sicurezza sul lavoro: e, quasi costantemente, tendono a dare torto al datore di lavoro il quale deve sempre provare di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno. In caso contrario, infatti, a nulla varrebbe dimostrare che il lavoratore non ha operato con la massima diligenza.
Da ultima, una recente pronuncia della Corte di Cassazione ha ribadito che gli infortuni subiti dal dipendente sono sempre responsabilità del datore di lavoro. A meno che non si riesca a provare che siano conseguenza di qualche comportamento caratterizzato dall’impossibilità di essere previsto in anticipo e quindi prevenuto con la normale prudenza. Neppure, ad opinione dei supremi giudici, vale un concorso di colpa del lavoratore, in quanto ciò non lo esonera dal dover controllare e vigilare che le misure di sicurezza approntate siano sempre realmente funzionanti.
In particolare la pronuncia in commento stabilisce che, affinché ci sia veramente un esonero di responsabilità del datore di lavoro, occorre che quest’ultimo individui specificatamente quei comportamenti che devono essere chiaramente proibiti.

Angela Trombini
angela.trombini@libero.it
12 ottobre 2009

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