TURISMO Destinazione giungla con “un africano polesano”

Natale eco-sostenibile nel continente nero

Re Artu San Valentino



Passare le vacanza di Natale nell'Africa più nera assieme ad una guida 100% made in Polesine



Natale in Uganda, fra i gorilla di montagna, di cui ricorre l’anno internazionale designato dalle Nazioni unite. Oppure sulle spiagge bianche di Zanzibar a crogiolarsi al sole. Il viaggio in Africa è diventato molto trandy tra gli italiani e tra i polesani, basti vedere il moltiplicarsi delle proposte delle agenzie turistiche e dei siti web. Pochi, però, hanno pensato che il turismo nel continente nero è anche un modo concreto di contribuire allo sviluppo economico dei Paesi africani.
A fare questa scommessa è un tour operator ugandese, Destination jungle (destinazione giungla), che spicca nel panorama degli operatori turistici per essere “made in Italy”. Il fondatore, proprietario e direttore è, infatti, un giovane italiano di 36 anni. Anzi, è proprio un polesano originario di Fiesso Umbertiano e risponde al nome di Costantino Tessarin.
Tessarin vive a Kampala, capitale dell’Uganda, da 5 anni. Dopo un master a Londra di studi africani, ha trascorso qualche tempo in Africa come operatore di una organizzazione non governativa, poi come manager di un’agenzia turistica locale, infine ha deciso di mettersi in proprio. “Durante la mia permanenza a Kampala – spiega Costantino Tessarin – ho realizzato che le potenzialità di sviluppo turistico dell’Uganda sono enormi. Valorizzare la natura dei grandi parchi nazionali e farli conoscere al mondo è un modo concreto per favorire lo sviluppo sostenibile, sia economico, sia sociale del Paese. Fuori dalla solita logica assistenzialistica”.
“E’ così che è nata Destination jungle – aggiunge il manager - E’ un’impresa  che crea ricchezza e la redistribuisce agli ugandesi. Tutti i miei collaboratori sono del posto. Poi ci sono gli alberghi, le guide turistiche e l’indotto in genere”. “Fondamentale – precisa – è l’attenzione all’impatto del turismo sulle risorse del Paese e dare sostegno ai progetti locali a valenza eco-turistica. Questo si fa privilegiando una meta o una soluzione di viaggio piuttosto che un'altra. Ad esempio – chiarisce - noi appoggiamo il progetto di ripopolamento dei rinoceronti Ziwa, abbiamo scelto di far conoscere le tradizioni di alcune tribù locali, privilegiamo i piccoli lodge ai grandi alberghi e, cosa stravagante in Uganda, paghiamo il lavoro in maniera equa, nel rispetto delle regole e contro la corruzione che regna ovunque, anche nel settore turistico”.
I principali fruitori sono europei, soprattutto italiani e spagnoli e le mete proposte sono in continuo aumento: dall’imperdibile trekking nelle foreste equatoriali di Bwindi, dove si muovono liberi e pacifici i 370 esemplari ugandesi di gorilla di montagna; alla scalata del Rwenzori, alla vacanza a Zanzibar, ai safari in Kenya, Tanzania, Congo, Burundi.
“Io credo che venire in Africa debba essere soprattutto un momento di conoscenza – conclude Costantino Tessarin – e di rispetto per ciò che si visita”.
Destination jungle, info www.safaritoeastafrica.com
7 dicembre 2009
Il telefonino di Rovigo

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