Un impotente Rovigo affonda nel fango del Battaglini nel match contro l'ultima formazione di classifica. Casellato ammette gli errori tecnici. Alejandro Canale riporta il sorriso alla formazione lagunare.
Rovigo - Niccolò Badocchi non è Pablo Calanchini. Finisce infatti nelle mani del flanker polesano, schierato lungolinea a destra, l’ultimo possesso per agguantare la vittoria da parte del Rovigo, contro il Casinò di Venezia ultimo in classifica. Peccato che Badocchi non si fidi delle proprie gambe e, anzichè puntare in bandiera all’altezza dei 5 metri, tenti un complicato ‘sidestep’ a rientrare, che permette alla difesa ospite di chiudere il varco. Un possesso che era frutto di un’azione disperata e lunghissima, partita da dentro l’area di meta rossoblu e giunta nei 22 metri lagunari, dopo svariati penalty battuti veloci in serie da Travagli con i break di Van der Merwe e Travagli stesso.
E così l’ennesima gara stagionale dei Bersaglieri a venire decisa negli ultimi secondi è anche quella che porta alla seconda sconfitta casalinga; peccato accada contro il Casinò di Venezia coda della classifica, allenato dall’ex tecnico rossoblu Alejandro Canale, da parte di un Rovigo sempre più impalpabile nello spirito ed indecifrabile nell'identità.
La squadra lagunare, seguita e lungamente applaudita al fischio finale da un folto manipolo di tifosi stipati in tribuna Quaglio, è da considerare squadra di categoria inferiore per organizzazione, ritmi di allenamento e qualità del proprio roster. Tuttavia capitan Gianesini e compagni non hanno rubato nulla, dopo 80’ passati a triturare la Femi-Cz in mischia ordinata (Mahoney in tribuna per un risentimento al polpaccio), sui punti d’incontro e nell’aggressività sulla difesa dei trequarti, pur se sempiternamente in fuorigioco, peraltro quasi mai rilevato da un Falzone nettamente insufficiente.
Eppure Rovigo era partito bene; prima con la bella giocata al largo di Basson e Calanchini ad originare il mani in ruck lagunare (Basson, 3-0 al 1’), quindi sempre con l’estremo sudafricano a punire il fuorigioco ospite da 40 metri, per il parziale di 6-0 al 3’.
Un pomeriggio offensivo alla ricerca del bonus sembrava addirittura alla portata per capitan Bustos e compagni, con la bella loop esterna al 10’ di Anouer per Pizarro ed Immelman, mentre sulla fase successiva Bustos mandava dentro Pizarro con un chip basso, ma l’estremo lagunare annullava.
Il blackout polesano arrivava però senza preavvisi: prima due penalty ingenui, per tuffo in ruck su un pallone lagunare che sarebbe stato calciato in out da Lucchese e su entrata laterale su un possesso lento e senza pericolosità sui propri 10 metri; quindi lo spegnimento di ogni determinazione ed aggressività sul gioco al piede offensivo di Basson e Bustos, con Sartoretto e Pratichetti molli ed Immelman unico atleta a portare pressione. Rovigo guadagnava comunque un terzo penalty centrale da 40 metri per fuorigioco, che Basson stavolta mandava a lato.
Comprensibilmente, il risicato parziale dopo ben 20’ metteva coraggio al Casinò, che rubava due possessi in mischia ordinata. Sul secondo, Pozzebon bucava centralmente quattro placcaggi, Rovigo finiva in fuorigioco sui 5 metri e Lucchese batteva veloce per Palmer (Duca trasformava per il 6-7).
Un colpo ferale per la Femi-Cz: lo scarso mordente e le difficoltà in touche erano infatti il preludio al contrattacco di 60 metri con cui Venezia occupava decisamente la metacampo rossoblu. Rovigo rispondeva con un Travagli incapace di trasmettere possessi senza pressione ai propri trequarti, e la bella verticalizzazione Pizarro/Tumiati (migliore in campo tra i bersaglieri) per l’allargamento a sinistra su Calanchini e De Marchi, sospinto fuori sui 22 avversari.
Stanti le nette inferiorità in touche e mischia ordinata, l’imprecisione nei pochi possessi dei trequarti rodigini, su palloni rinviati al piede da Venezia, consentiva a Duca e compagni di guadagnare campo. Rovigo ci metteva del suo con il giallo a Burman, per fallo di reazione alla ginocchiata di Cazzola su atleta rossoblu a terra, raccogliendo al 2’ di recupero addirittura un penalty per tenuto dopo l’ennesima mischia retrocedente, che Duca mandava tra i pali (6-10).
I peggiori 40’ casalinghi dell’anno non portavano a nessun miglioramento da parte rodigina dopo l’inversione di campo. Sul crosskick di Bustos per Sartoretto nei 22 ospiti Candiago chiamava il mark, batteva per se stesso e risaliva le deserte praterie rodigine, Van der Merwe e Basson unici atleti in grado di recuperare il possesso. L’estremo rossoblu liberava in affanno svirgolando su Lucchese, che incredibilmente non sfruttava un 3 vs 1, conquistando comunque la mischia ai 5 metri da cui Rovigo usciva con mestiere e fortuna, dopo 3 reset che avevano portato Falzone a contemplare addirittura gli estremi per una imbarazzante meta tecnica.
Da parte locale, l’ingresso di Bacchetti per Sartoretto, la maggiore grinta di Pratichetti, i drive di Calanchini ed i sostegni sull’asse valsi due bei break a Van der Merwe - su palloni portati avanti dalla propria metacampo - erano il preludio al penalty per tuffo in ruck che Basson mandava a lato di pochissimo da 50 metri. Poco in altri contesti, abbastanza per imporsi contro questo Venezia-Mestre. Un altro penalty per mani in ruck su invenzione di Bacchetti ed Immelman nei 10 metri ospiti portava al -1 (Basson al 20’); il carico aggiuntivo lo mettevano Travagli, con un break senza sostegno al 25’ e Van der Merwe, che intelligentemente raccoglieva un calcio di liberazione e puntava due avversari in fuorigioco, permettendo a Basson di centrare il penalty del sorpasso (12-10 da 25 metri al 26’).
Nemmeno un risultato semplicemente da gestire portava però la truppa di Casellato al giusto atteggiamento: ancora errori nel possesso (Pizarro su passaggio di Calanchini, Pratichetti dopo ennesima touche sporca) ed impotenza difensiva su di una maul permettevano a Duca di riportare avanti i suoi (12-13 al 34’). Perziano poco dopo risultava addirittura sciupone, sugli sviluppi di una palla persa da Immelman nei propri 22 metri e gara di velocità tra l’ala trevigiana e Bustos. L’apertura argentina era abile ad anticipare di piede l’avversario, prima del provvidenziale in-avanti lagunare. Prima, soprattutto, del tenuto a terra su pick & drive senza sostegni di Barion nei propri 22 metri, che permetteva al nuovo entrato Pilat di allungare definitivamente.
Le interviste del post-partita:Umberto Casellato: “Oggi non ci siamo, abbiamo sbagliato tutto. Conoscevamo tutto del Venezia Mestre, durante la settimana avevamo preparato questo match nei minimi dettagli, sfruttando le loro carenze. Evidentemente non siamo entrati in partita sufficientemente concentrati. La mischia, la touche e le giocate dei trequarti non sono andate bene; diciamo che in campo non c’eravamo. Col senno di poi avrei potuto togliere Bustos per Bocchino. Checchè se ne dica, giuro che le scelte tecniche sulla formazione non sono frutto del calcolo per i minutaggi onde ottenere il contributo federale; per quanto mi riguarda sarà la Società a pagare gli stipendi di quei giocatori che non raggiungeranno il minutaggio richiesto. La settimana di allenamento davanti a noi sarà modificata e già giovedì ci troveremo allo stadio per fare un bagno di coscienza e di umiltà e per capire se sono io che sbaglio o se invece è qualcun altro. Il Rovigo in queste occasioni comunque ha sempre dato il meglio di sé. Non so come sarà la partita contro Parma, ora la cosa che mi preoccupa di più è concentrarmi sugli errori commessi oggi; domenica giocheranno gli uomini che mettono il cuore in campo”.
Daniele Tumiati: “Non siamo stati mai in grado di eseguire quanto ben preparato in settimana. Venezia non ha rubato nulla, ha giocato alla morte e ci ha dimostrato che in una partita di rugby si deve sempre scendere in campo con le p...”.
Stefan Basson: “Abbiamo giocato al 10% del nostro potenziale, di nuovo. Sono molto arrabbiato, avevamo stabilito di giocare il primo punto d’incontro in mezzo al campo, per poi rilanciare dalla chiusa; non l’abbiamo praticamente mai fatto”.
German Bustos: “Con tutte queste difficoltà di possesso è difficile avere i palloni buoni per attaccare e creare occasioni di fare punti. Il nostro gioco si basa sull’accumulo di fasi e i cambi di fronte, ma con tutti gli errori che commettiamo non riusciamo ad essere efficaci. L’unica ricetta è lavorare in silenzio, andando a Parma per dare il 200% e portare a casa i punti persi oggi”.
Pablo Calanchini: “Ci alleniamo e ci prepariamo bene, ma in campo abbiamo l’atteggiamento sbagliato e oggi abbiamo anche sottovalutato la partita, nonostante gli avvertimenti che Casellato ci aveva dato in settimana”.
Il tabellino:Stadio "M. Battaglini" - RovigoFemi-Cz Rovigo-Casinò di Venezia 12-16 (pt 6-10)
Arbitro: Falzone (Padova)
Giudici di Linea: Dordolo (Udine), Lento (Udine)
Quarto Uomo: Crivellini (Udine)
Marcatori: pt - 2' cp Basson, 4' cp Basson, 28' m Palmer tr Duca, 42' cp Duca.
St - 21' cp Basson, 27' cp Basson, 35' cp Duca, 40' cp Pilat.
Femi-Cz Rovigo: Basson; Calanchini, Pratichetti, Pizarro, Sartoretto (2' st Bacchetti); Bustos (Cap.), Travagli; Immelman, Van der Merwe, Anouer (27' st Badocchi); Burman, Tumiati (27' st Barion); Ravalle (12' st Boccalon), Damiano, De Marchi. All.: Casellato.
Non entrati: Dolcetto, Legora, Bocchino, Quaglio.
Casinò di Venezia: Ziegler; Perziano (38' st Fadalti), Pozzebon, Van Niekerk, V. Candiago; Duca (39' st Pilat), Lucchese (18' st Prati); Wium, Palmer, Paschini; Van Jarsveeld, Cazzola (29' st Ursache); McGovern (27' st Ceglie), Gianesini (Cap.), Levaggi. All.: Canale
Non entrati: Cafaro, Baldo, Pipitone.
Calci: Basson (Cp 4/6), Duca (Cp 2/4, tr 1/1), Pilat (Cp 1/1)
Ammoniti: 38' pt Burman
Punti conquistati in classifica: FemiCz Rovigo 1, Casinò Venezia 4
Man of the match: Willem Wium (Casinò di Venezia)
Spettatori: 900 circa
Alberto Gambato