Se l'incontro con lo scrittore Antoine Laurain ha suscitato l'invidia dell'intero parco amicizie femminili della nostra protagonista, molto più clamore ha riscosso l'incontro con il tecnico incaricato di consegnarle la nuova lavatrice...
Da quando è comparso il parigino nella mia vita tutto ha cominciato a girare per il verso giusto. Le mie amiche mi devastano le e-mail e mi riempiono di sms in cui, fameliche, con tanto di bava alla bocca, mi chiedono di conoscere - carnalmente, ovvio! - lo scrittore parigino. Sono tutte innamorate: chi lo invita a cena, chi si depila per una notte d'amore, chi ha già prenotato cento copie del libro pensando di costringere l'autore a firmarle tutte e così godere necessariamente di un incontro ravvicinato. Stefania è verde dalla rabbia, da quando è comparso Antoine Laurain si è rintanata nel suo appartamento e se per caso ci si incrocia sulle scale, torna da dove sta venendo pur di non dovermi salutare. La mia amica Francy invece è un usignolo cinguettante, mi blandisce in ogni modo purché io acconsenta a prestarle il parigino almeno un paio d'ore. D'altronde la capisco. Veniva da un mese di tormentata assenza e privazione, nessun maschione all'orizzonte da stendere sulle lenzuola per fare almeno un po' di ginnastica amatoria. Poi spunta un avatar. Ma l'errore in cui è incorsa è dei più comuni, credetemi: chi è senza peccato scagli la prima pietra. Io per esempio è meglio che stia zitta. L'avatar in questione era uno che al tempo lei filava e lui scantonava, l'occasione non c'era, lei poi tentennava... Passano gli anni, lui si rifà vivo e lei pensa di farsi quattro salti in padella dopo un mese di dieta forzata. Ecco, invece quando il fatidico incontro accade, lei mi racconta: mancava solo che comparisse lo striscione “Sei su scherzi a parte”, perché un uomo con un pisellino così piccino, dopo un mese di soliloquio... beh, è difficile prenderla con filosofia. Reduce da questo inganno sostanziale, mi si è attaccata al telefono per elemosinare un incontro con Antoine, neanche io fossi una
entraineuse o meglio un pusher di scrittori parigini. Insomma, mi mette in difficoltà, la Francy. La verità è che io sono già andata oltre, adesso vi spiego bene. Succede che una mattina entro in bagno e noto un leggero umidore alla pianta del piede: il bagno il corridoio lo studio, sono allagati. La lavatrice. Dopo il primo mantra bestemmiatorio, affronto la situazione e insomma, ordino una lavatrice nuova, alla Trony. Là un incaricato magro come un grissino ma molto zerbinabile mi organizza la vita: ritiro e smaltimento dell'usato, installazione lavatrice nuova, consegna a domicilio. Io dico: abito al terzo piano e non c'è l'ascensore. Lui dice, non c'è problema. Io decido che mi fido. Due giorni dopo suona il campanello. Ero reduce da una serata di sovraindebitamento alcolico, capelli alla “Fuga di Cane”, sguardo assente e tuta da ginnastica, al citofono grugnisco un: “Sali!” poi mi affaccio dal pianerottolo e il mio istinto
scopatorio vede prima dei miei stessi occhi. Con scatto felino indosso un paio di pantaloni e ravvivo i capelli, e già che ci sono tre piani di scale riesco anche a mettermi un po' di rossetto e mascara, poi apro. Mi appare un ragazzo giovanissimo, ma carino, ma carino, che vacillo al solo pensiero. Alto, tonico, tutto un tatuaggio che gli usciva dal collo, tutto un pearcing tribale, andatura ritmata come chi è appena uscito dall'Amnesia di Ibiza. Mi guarda con un sorriso che mi stende e mi dice: “Ciao bella, dove ti montare lavatrice? Io tecnico Trony”. “Io Jane” rispondo al selvaggio strappa mutandine.
Insomma, adesso sorvolo sulle banali questione descrittive, sappiate solo che ho fatto testamento: lascio tutto alla Trony. Dopo essere stata centrifugata e stesa, mi ci son voluti un paio di giorni per riprendermi dallo shock. Mai avrei pensato che gli elettrodomestici fossero veramente in grado di cambiarti la vita. Beh, passano un paio di giorni e, udite udite, un'altra sorpresa meravigliosa mi appare all'orizzonte. Il fanciullo in questione è veramente un gioiellino e mi trovo in seria difficoltà. Non so bene come fare, io sinceramente ormai ho perso l'abitudine, e se fossi troppo anziana? E se poi mi sento male? Ho cercato conforto nelle amiche. La Francy quando l'ha visto in foto è svenuta e mi ha detto cose che a voi umani non posso ripetere. Perché insomma si stupiscono tutte di come sia possibile che una come me possa rimorchiare. Adesso, rimorchiare è una parola grossa, direi piuttosto che il mio entusiasmo è un suv che ti investe in piena faccia. Non sono una donna con cui si è portati ad immaginare un dialogo, nemmeno atletico... però però... si vede che i maschietti hanno bisogno di una comprensione, di un affetto materno che io sono in grado di donare, con generosità. Sono stanchi del modello velina, mi dicono, queste donne sembrano fatte con lo stampo, si lamentano! Io che degli uomini non ho mai avuto una grande opinione sorrido, coccolarli in fondo ha dei vantaggi: meditate!
Barbara Codogno
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