La giunta comunale sta decidendo se il Corso del Popolo debba diventare una zona pedonale. Sulla questione i commercianti del centro hanno opinioni diverse e varie proposte affinché non venga isolato rispetto al resto della città
Rovigo - Pedonalizzare il Corso del Popolo è una buona idea? Se da una parte la giunta comunale ne sta discutendo, promettendo di mettere al corrente la cittadinanza al più presto per aprire un dibattito e trovare una soluzione che metta d’accordo, se non tutti, almeno la maggior parte degli interessati, dall’altra i commercianti, in attesa delle decisioni “dall’alto” che vedono con incertezza il futuro delle proprie attività.
Le due parti, la cui frattura risale all’avvio dei lavori di restauro della principale arteria cittadina, sembrano non trovare un punto di incontro, neppure davanti ad un’operazione che, almeno nelle intenzioni, vorrebbe coniugare la conservazione dell’opera con la dimensione di “salotto” urbano.
Dalle biciclette "in affidamento" alla ztl a fasce orarie: le proposte dei commercianti - Eppure più di qualcuno formula delle proposte per rendere la pedonalizzazione il meno impattante possibile sull’economia del centro storico, o piuttosto per ridarle slancio. Certo, i commercianti auspicano che il Corso non sia precluso a tutte le auto, quanto piuttosto che diventi una zona a traffico limitato. “Farei delle prove prima di decidere - afferma in merito Aser Portesan, titolare del bar “Caffè Nazionale” -, lo chiuderei al traffico il sabato, la domenica e la sera, mentre in orario lavorativo lo lascerei com’è sempre stato. Sulla base dell’affluenza negli orari di chiusura, valuterei quale potrebbe essere la soluzione definitiva”. Del resto, a sua detta “è vero che grossi centri come Padova e Ferrara sono pedonali, ma hanno anche un maggior numero di abitanti, il centro storico di Rovigo ne conta solo 15 mila”. Ma c’è anche chi si spinge più in là, elaborando una proposta che presuppone degli investimenti, come Giancarlo Guarnieri, titolare di Eliocopy: “Si potrebbero consegnare delle biciclette a tutti i lavoratori del centro, in modo tale che possano lasciare l’auto alle porte della ztl e muoversi su due ruote, con validi sconti sulle tariffe dei parcheggi”. Al contrario Diego Stocco, titolare del bar “Caffè San Marco”: “Il centro non si può pedonalizzare ora - commenta - magari tra 4 o 5 anni, sperando che nel frattempo l’economia locale si sia rimessa in moto”. Ciò che lamenta, infatti, è l’immobilità delle attività della zona: “I commercianti non investono né per avviare nuovi esercizi, né per rinnovare quelli che già ci sono - spiega - i negozi che attirano un buon numero di clienti si contano sulle dita di una mano. Finché le cose rimangono così, è difficile pensare di rendere il Corso il luogo di una passeggiata di svago, perché non regge il confronto con i grossi centri commerciali alle porte della città”.
Rilancio attraverso politiche di marketing territoriale - Un’altra cosa di cui si avverte la mancanza è l’accordo sulle iniziative da adottare per ridare slancio al centro: “Dovremmo sederci ad un tavolo con l’amministrazione a studiare una strategia valida per tutti” propone Stocco, mentre Portesan: “Servirebbero più iniziative della portata simile alle mostre di Palazzo Roverella, che collocano Rovigo in un circuito di visibilità a livello nazionale - spiega -. Attirano moltissimi visitatori che per noi commercianti fanno la differenza, mentre ora non ce n’è”. Perplessità, invece sono espresse da Guarnieri: “Il rilancio del centro non può essere legato a iniziative isolate - dichiara -, ci vuole più organizzazione, e maggiori investimenti in marketing territoriale, un programma preciso e più dialogo tra le associazioni, i commercianti e il Comune, un elemento che attualmente è del tutto assente”.
Una decisione tardiva - L’ultimo controverso punto su cui i titolari fanno sentire la propria voce riguarda il trasporto pubblico e l’arredo urbano del centro, del quale il primo elemento sono i cubi in acciaio posati nei giorni scorsi. Se Stocco propone più taxi e autobus leggeri in sostituzione delle auto, per Guarnieri, al di là dei cubi, manca ancora la segnaletica orizzontale e verticale,ben più importante: “Non è possibile avere un tratto di Corso finito da mesi tra via Pighin e via Trento e vederlo sempre chiuso perché non se n’è ancora deciso che farne. Queste cose vanno decise fin da subito, non a lavori quasi terminati”.
Elisa Barion