DIOCESI Il vescovo di Rovigo Lucio Soravito De Franceschi incontra i giornalisti polesani

“Non possiamo vivere sempre di brutte notizie”

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Il Vescovo punta l’attenzione sul ruolo negativo dei social network del mondo web, ma al contempo incoraggia i giornalisti a perseverare nel loro lavoro e a dare il giusto spazio alle buone notizie



Rovigo - La sede del vescovado in mercoledì mattina il vescovo Lucio Soravito De Franceschi ha incontrato la stampa polesana. Prima dell’appuntamento con i media locali, sua eccellenza ha celebrato la messa nella cappella della curia vescovile, nel corso dell'omelia ha usato parole di ammirazione ma anche di incoraggiamento per i giornalisti. “Non possiamo vivere sempre di brutte notizie. Abbiamo bisogno anche di belle notizie. Il 90% dei fatti che ogni giorno ci vengono raccontati, sono negativi. Il male viene dunque sempre di più amplificato. Così facendo rischiamo di intossicarci di negatività. Delitti efferati vengono sfruttati perché fanno vendere di più i giornali. E' un meccanismo questo al quale dobbiamo reagire, per impedire che il nostro spirito venga inquinato. Dobbiamo allora guardare verso il bene. Per questo motivo l'informazione assume anche un ruolo di formazione”. Monsignor Soravito De Franceschi ha usato poi parole di apprezzamento verso quei giornalisti che sanno dare risalto anche a quelle notizie che normalmente hanno poca audience. “E' vero che fa più rumore una pianta che cade piuttosto che una foresta che cresce, però il giornalista ha il compito anche di mettere in evidenza iniziative positive, visto che ce ne sono: basta saperle trovare e sviluppare”. Quindi al termine della messa, si è svolto un incontro nella vicina sala delle riunioni, alla presenza del nuovo presidente dell'Ucsi, Giovanni Boschetti e del presidente dell'Assostampa Polesana, Maurizio Romanato i quali hanno fatto il punto sull'attuale situazione del giornalismo, che sta attraversando uno dei suoi momenti più difficili. Spazio quindi ad un breve dibattito tra i presenti e poi prima di pranzo ci si è trovati per un aperitivo. “Sono molto preoccupato anche per il ruolo negativo che stanno sempre più assumendo tra i giovani internet e i social network come Facebook – ha concluso il vescovo – Viene a mancare il dialogo vero, fatto di sentimenti, emozioni, cuore e al suo posto c'è solo il linguaggio freddo della rete virtuale”.

Marco Scarazzatti
27 gennaio 2010

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