
Il teatro sociale di Rovigo ha ospitato in mattinata la presentazione della mostra "Bortoloni, Piazzetta, Tiepolo: il '700 Veneto". La novità di quest'anno è che sono stati scelti i tre luoghi simbolo della cultura polesana: palazzo Roverella, villa Badoera e il museo dei Grandi Fiumi. Quindi al turista interessato a visitare tutte e tre le mostre viene offerto uno speciale pacchetto di 12 euro, per un biglietto valido per le tre rassegne visitabili fino al 13 giugno
In un sociale strabordante di autorità e ospiti illustri, a farla da padrona è stato Mattia Bortoloni, considerato per tanto tempo artista milanese o lombardo, giusto perché in Lombardia sono presenti molti sue opere. Invece Bortoloni è polesano doc. “Lo scorso anno con l'art dèco abbiamo registrato oltre 50mila presenze - ha ricordato con viva soddisfazione il presidente della Fondazione Cariparo, Antonio Finotti - Questo dato ci conforta nel portare avanti questo genere di iniziative. Molti visitatori vengono da fuori provincia. Gli investimenti culturali stanno dando i loro frutti, anche a livello turistico e questo è molto importante per il nostro territorio. Ci incoraggia ad essere fiduciosi e il mio augurio è che Rovigo si confermi punto di riferimento per gli amanti dell'arte”. Il sindaco di Rovigo Fausto Merchiori ha fatto notare come quella di Bortoloni sia la quinta proposta di alto valore artistico, che la città delle rose ha l'orgoglio e il vanto di ospitare. “Si tratta di una mostra di grande valenza culturale. E' un ritorno alle atmosfere e alle suggestioni della nostra civiltà veneta. La mostra non si esaurisce al Roverella, ma un altro centinaio di opere di maestri della pittura dal '300 al '900 saranno esposte ai Grandi Fiumi. Quindi vi è la mostra in villa Badoera dedicata al "'700 da tavola in casa Palladio". Dunque un itinerario turistico-culturale che richiamerà nel nostro Polesine l'attenzione che esso merita, essendo purtroppo ancora poco conosciuto e apprezzato”. Il presidente della Concordiana, Luigi Costato ha affermato di sentirsi molto amareggiato per il fatto che mentre i ferraresi sono riusciti a vendere bene il Delta del Po pur non essendo loro, il Polesine invece che è nel Delta del Po non è ancora stato in grado di farlo proprio. La presidente della Provincia, Tiziana Virgili ha evidenziato come la mostra del Roverella ogni sabato vedrà guide a disposizione per ciechi e così pure le brochure sono state realizzate in braille. L'assessore regionale al bilancio, Maria Luisa Coppola ha così commentato: “non si nasce polesani per caso. E' una terra che si porta nel cuore con passione. Questa provincia crede ancora nella valorizzazione del territorio, oltre che una zona dove poter investire”. Il sovrintendente Fabrizio Magani ha lodato il lavoro corale di Accademia dei Concordi, Soprintendenza e altri enti, per un '700 che torna a far parlare di sè come cuore dell'innovazione culturale. La curatrice Alessia Vedova ha parlato di una sfida ardua, cioè quella di scoprire un artista spesso confuso con i più grandi protagonisti della storia veneta del '700. “Non avendo documentazione precisa su Bortoloni è stato veramente difficile allestire questa mostra, anche se alla fine abbiamo riscoperto un pittore comunque estroso oltre che relativamente molto giovane, dato che è da solo 50 anni che se ne è iniziato a parlare. Il suo esordio avvenne poco più che ventenne a villa Cornaro di Piombino Dese, dove realizzò oltre 100 affreschi raffiguranti scene religiose con disegni criptici massonici. Grandi iniziative come questa mostra sono oramai possibili solamente nelle piccole città”. Infine spazio al testimonial ufficiale della mostra, il noto critico d'arte Vittorio Sgarbi. “Bortoloni, Piazzetta e Tiepolo sono stati gli ultimi artisti ad avere toccato e dipinto il cielo. Il secolo che abbiamo alle spalle e quello che abbiamo davanti, non prevede dipinti su soffitti, cupole, cappelle. Palazzi, chiese, cattedrali, duomi del '900 sono quindi spogli essendo privi di affreschi in alto. Bortoloni è il pittore che detiene un record: quello di avere dipinto la più grande cupola del mondo, presente a Vigofonte in quel di Mondovì in Piemonte. E' stata dipinta con estro, sensibilità, vertigine. Questa è stata l'ultima grande cupola in cui si sintetizza un Dio cristiano. Da allora, ossia da oltre un secolo e mezzo, non si hanno più pittori cristiani. Con Bortoloni si è avuta la fine del cielo”.
Marco Scarazzatti

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