SEX AND THE COUNTRY Cento abiti da sera nell'armadio ma per il rimorchio meglio jeans e maglietta

Una mise color petrolio

e Magazine sezione Speciali



Alzi la mano chi non si è mai sentito completamente fuori luogo in certe occasioni. Insomma, può capitare di indossare un abbigliamento non proprio "adatto" alla situazione. Certo è che ritrovarsi ad avere a che fare con qualcuno che ci attacca deliberatamente proprio per questo non è senz'altro piacevole, ma i "principi azzurri" possono rivelarsi fondamentali...



Le favole esistono davvero! Io adesso ve ne racconto una che è a metà tra “Cenerentola”, “Il brutto anatroccolo” e “La piccola fiammiferaia”. Ovviamente la protagonista c'est moi!
Allora, questo fine settimana sono stata ad una sfilata ultra mega chic! Da oggi in poi la pianto col lamentarmi che nella mia città c'è il piattume, la noia, non succede mai niente, tutto è banale.
Dopo questa sfilata cambio idea su tutto e su tutti, ragazzi. Intanto per cominciare, nevicava, neanche avessero scomodato anche gli angeli del paradiso per fare la scenografia ancor più bella!
Io che però ho sempre mille cose da fare, mi sono presa troppo in ritardo per capire che, forse ,ad una sfilata dovevo andarci in tiro.
Diciamolo pure, io in queste faccende sono sempre contro corrente, mio malgrado. Esco di giorno vestita da sera, d'inverno in abitini senza maniche, scambio il giorno per la notte e poi, nelle occasioni mondane, riesco sempre ad essere fuori luogo. Faccio fiasco.
Insomma mi presento alla sfilata in jeans e maglione e mi trovo davanti più abiti da sera messi insieme di quanto io stessa possa concepirne: un luccichio di gioielli, gambe, seni, strass, eleganza e divismo allo stato puro.
Mi sento una merda.
Una gentile ragazza dello staff mi accompagna al mio posto. Sfilano davanti ai miei occhi coppe di champagne, camerieri in livrea, sushi e sashimi, canapé di una eleganza raffinatissima, cocktail coloratissimi.
Signora, gradisce? continuano a ripetermi i camerieri. Ma io mi sento così tanto il brutto anatroccolo di turno, mi sento così tanto piccola fiammiferaia, che muovo timidamente la testa sussurrando: no grazie, con un fil di voce che mi muore in gola. Dalla rabbia.
E intanto mi mordo le mani pensando che sono proprio una cretina: ho un Lanvin nuovissimo in velluto nero e tortora che è uno splendore, un Versace super trasparente, un Cavalli da mille e una notte, ho mille abiti da sera super scintillanti e sono quasi sempre vestita in modo esageratamente appariscente per i posti low profile che frequento e, una volta, dico UNA VOLTA che c'è da mostrare un po' di gambe, che c'è da mettersi in ghingheri, io che faccio? esco all'ultimo momento con la tastiera che ancora frigge e visto che si è fatto tardi, non mi cambio nemmeno!
Mi viene a da piangere. Ma questo è niente.
Alle mie spalle c'è una signora, un po' pingue, la vedo solo di sfuggita e quando inizia a parlare, a voce alta, è già troppo tardi perché io possa girarmi.
Costei, in uno slang molto country, modulando volutamente l'ugola alla massima potenza perché io senta e sprofondi nella mia poltroncina, comincia a sparlare ... di me.
Dice che di moda non capisco niente, che sono incompetente, che scrivo da cani.
Siccome tutti i presenti sanno che l'incompetente in questione sono io, se la svignano tutti a gambe levate, forse nella convinzione che io mi alzi e prenda a sberle la signora in questione.
Avessi avuto il mio Lanvin, giuro, l'avrei fatto. Eccome!
L'eleganza ti aiuta sempre a superare le situazioni più difficili.
Ma così, coi miei jeans e il mio maglioncino, soffocavo le lacrime e mi sentivo come Pollicino, sperduto nella valle degli orchi cattivi.
Però le favole esistono, e il principe azzurro compare al momento giusto per salvare la sua principessa.
L'orchessa bionda stava ancora inveendo a fauci spiegate contro di me quando, dalla parte opposta della sala, si alza un signore, un po' in là con gli anni ma decisamente aristocratico nel suo abbigliamento composto ed allegro, niente smoking, niente doppio petto, pantaloni e maglione, proprio come me.
Ferma un cameriere, prende due coppe di champagne e si dirige verso di me: “Signora mi scusi, ma mi sono chiesto: come fa una donna così bella ad essere così triste e sola in una serata come questa? La prego, beva con me questa coppa di champagne. Lei deve approfittare delle cose belle della vita, la prego, mi regali un sorriso. Ah, scusi, mi presento, io sono un petroliere...”.
Il signore in questione mi dice nome e cognome – per la cronaca, esiste davvero e non fa l'agente immobiliare - mi fa un inchino e mi dice che ci si vedrà dopo, a fine sfilata.
A quel punto, con la coppa in mano, mi giro e rivolgo all'orchessa uno dei miei sorrisi più belli.
Scriverò anche da cani, ma che importa... il petroliere è così... simpatico!

Barbara Codogno
anubi31@hotmail.com
2 febbraio 2010
Il telefonino di Rovigo

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