TEATRO COMUNALE DI ADRIA Ballo al Savoy, la grande operetta moderna

Tradimento, bugia, e vendetta nella Nizza degli anni trenta

e Magazine sezione Speciali

La pioggia non ha scoraggiato i tanti spettatori intervenuti al Comunale di Adria per assistere a “Ballo al Savoy”, spumeggiante operetta ambientata nella Nizza degli anni ’30. Una storia che mette in luce in modo ironico e frizzante i possibili lati negativi della vita matrimoniale: il tradimento, la bugia, la vendetta



Uno spettacolo capace di attrarre l’attenzione del pubblico cogliendo gli influssi della rivista, di dialoghi spiritosissimi, di situazioni comiche e lievi dove tresche, gelosie, equivoci e conquiste si snodano fra valzer (il ballo del titolo), tanghi, ritmi swing, tip-tap e canzoni di forte presa melodica. 

In molti, e a ragione, descrivono il “Ballo al Savoy” come "la grande operetta moderna".

Sin dal suo debutto nel 1932 “Ballo al Savoy”, del magiaro Paul Abraham, piacque enormemente al pubblico. In un´atmosfera di innegabile suggestione il compositore seppe unire la tradizione operettistica europea al jazz e al musical americano. La scommessa era dunque quella di produrre uno spettacolo capace di scorrere velocemente e al contempo affascinare, grazie ai suoi ingredienti occhieggianti sia a Broadway che al sentimento e al piglio emozionale e melodico tipico dell´anima musicale mitteleuorpea.

Nella Costa Azzurra degli anni '30 con il suo lusso, la sua eleganza, i suoi hotels da favola si snoda, fra gelosie, equivoci, dialoghi spiritosi e situazioni comiche, la storia di Aristide e Maddalena Faublas, di ritorno dal loro viaggio di nozze.

Fra gli altri personaggi spiccano lo stravagante Mustafà Bey, un turco sempre alla ricerca di una nuova moglie, e la frizzante Daisy Parker, cugina della padrona di casa.

Nel bel mezzo di una festa organizzata per il ritorno degli sposi, Aristide riceve un telegramma da Tangolita, una danzatrice sua ex-fiamma, che pretende una notte d´amore con lui: lo aspetta al Savoy. Aristide, consigliato da Mustafà, trova una buona scusa per andare: deve assolutamente incontrare il suo amico Pasodoble, compositore jazz al Savoy. Naturalmente Aristide non conosce affatto Pasodoble, anche perché in tal caso saprebbe che Pasodoble altro non è che lo pseudonimo dietro cui si nasconde Daisy Parker, la cugina di sua moglie. 

Maddalena è così certa che si tratta di una scusa. 

Decisione fatale: anche loro andranno al Savoy! 

Daisy per dirigere il concerto, Maddalena per sorvegliare il marito. 

Al Savoy trovano fra gli avventori un buffo e timido avvocato, Celestino, che si concede ogni tanto qualche follia nel celebre hotel. Quando Maddalena si rende conto che suo marito, dopo il bellissimo numero di danza di Tangolita, si ritira con questa in un separé, fa altrettanto con lo stralunato Celestino. 

A questo punto la direzione del Savoy premia Pasodoble per le sue composizioni jazz rivelandone la vera identità. 

Aristide è sbalordito ma lo è ancora di più quando Maddalena, sotto l´effetto dello champagne, dice di aver tradito il marito.

Sulle ultime battute di questa esilarante commedia degli equivoci un battimani ha dimostrato ancora una volta la soddisfazione e la partecipazione del pubblico intervenuto al Comunale di Adria per questa eccezionale stagione teatrale. 


Angela Trombini

6 febbraio 2010
Il telefonino di Rovigo

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