SANITA' ROVIGO Rette alberghiere delle case di riposo a carico delle famiglie. La Regione non finanzia i Comuni

Senza vincoli: 15 milioni di euro alle casa di riposo

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L’assessore regionale alle Politiche sociali Stefano Valdegamberi, con grande soddisfazione, sua, ha dato alla stampa la notizia che la Regione Veneto ha stanziato 15 milioni di euro per aumentare del 2,5% le impegnative da erogare per il ricovero di persone non autosufficienti in strutture convenzionate.
E’ una notizia buona per le case di riposo pubbliche e private (che sentitamente ringrazieranno) ma che non obbliga nessuno a non aumentare le rette alberghiere, la cui integrazione viene illegittimamente ancora fatta pagare alle famiglie.
Perché infatti le case di riposo dovrebbero, come ha scritto Valdegamberi, “tenere debitamente conto di ciò nella determinazione delle rette alberghiere a carico delle persone accolte, affinché l’accesso ai servizi sia mantenuto in condizioni di sostenibilità per gli ospiti e le loro famiglie”? Perché queste strutture convenzionate con la Regione, non le avete obbligate, legando magari il vantaggio economico derivante dalla maggiore quota sanitaria, al non aumento della quota alberghiera? Era troppo autoritario per le aziende interessate, agire in tal modo? Era troppo garantista per le famiglie?
Così caro assessore, chi vuole aumentare le rette lo farà sapendo che le famiglie venete non sono adeguatamente protette dalla Regione. Pensi che le famiglie venete, a differenza ad esempio di quelle piemontesi, sono chiamate ancora a pagare le integrazioni di retta che dovrebbero pagare i comuni (che a loro volta dovrebbero essere adeguatamente finanziati dalla Regione).
Non sono bastate neanche le 200 mila firme raccolte dal sindacato a smuovere l’arcigno assessore Valdegamberi e la giunta Galan. Pochi i soldi per il fondo per la non autosufficienza. Paghino le famiglie e la Regione sia lasciata in pace, così è apparsa e appare agli occhi di molti la politica di Palazzo Balbi. Dalla Regione però è fortunatamente arrivato, ancora una volta puntuale, il parere del difensore civico, unico organo indipendente da questa istituzione ad aver chiaramente e precisamente difeso gli interessi delle persone che hanno chiesto giustizia in tema di integrazioni di rette per over 65 non autosufficienti ricoverati in casa di riposo o rsa convenzionate con la Regione Veneto. Il difensore civico ha recentemente ribadito al Comune di Ormelle (Tv) che a pagare non devono essere le famiglie, bensì i comuni, che a loro volta, ripeto, dovrebbero essere finanziati dalla Regione. Ma fino adesso l’assessore non ha contribuito a dare applicazione pratica alla legge 328/2000.
Finiamola con questa storia. Applichiamo le indicazioni corrette del difensore civico regionale e liberiamo decine di migliaia di famiglie venete da un onere che non è dovuto e che costringe la stragrande maggioranza di loro a sacrifici insopportabili.
Altrimenti assessore, mi spiega come lei, al di fuori di logiche propagandistiche, concretamente aiuta le famiglie delle persone non autosufficienti ricoverate in casa di riposo o rsa?

Guglielmo Brusco
Assessore alla Sanità della Provincia di Rovigo
9 febbraio 2010

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