SANITA' ROVIGO L'assessore regionale Stefano Valdegamberi risponde alle critiche di Guglielmo Brusco

Garantiamo alle famiglie un futuro migliore

Re Artu San Valentino


L’ignoranza del diritto e della programmazione socio-sanitaria regionali dell’Assessore Guglielmo Brusco è direttamente proporzionale all’uso strumentale che egli fa dei problemi delle persone non autosufficienti nella sua infinita campagna elettorale. Ignorante, letteralmente, dal momento che per lui io da solo, “arcigno assessore” come mi definisce, sarei in grado di imporre alla Giunta e al Consiglio regionale manovre che valgono centinaia di milioni di euro l’anno. Si renda conto, invece, che l’Unione Sovietica, che sognava come lui una società in cui lo Stato elargisce tutto e subito ai cittadini è miseramente fallita per mancanza di realismo. Comunque sono assolutamente d’accordo su una cosa con Brusco: le famiglie vanno sostenute economicamente quando un loro componente è in situazione di non autosufficienza. Però occorre farlo con realismo e coraggio, pensando (come io ho fatto in questi anni) a tutte le famiglie, anche a quelle, per le quali lei, assessore Brusco, non spende una parola, che scelgono le cure domiciliari e non solo a quelle che ricorrono ai centri di servizio per non autosufficienti. Con realismo vanno individuati strumenti idonei a creare maggiori entrate regionali per aumentare la spesa per la non autosufficienza. Un lavoro che ho personalmente compiuto sia in Giunta sia in Consiglio regionale che unanimemente (da destra a sinistra) ha approvato lo scorso novembre la legge regionale istitutiva del Fondo per la non autosufficienza, con il sostegno e l’incitamento di tutte le parti sociali, sindacati compresi. Non abbiamo speso il nostro tempo al servizio dei cittadini per incitarli a far causa alle istituzioni, né ci hanno intimorito le “sentenze” di un Difensore civico che non si è degnato una volta di consultarsi non dico con me, ma almeno con i tecnici dei Servizi sociali o del Bilancio. Abbiamo invece posto le basi per creare in futuro nuovi strumenti e procedure per garantire alle famiglie aiuti maggiori e più concreti sia per le cure residenziali che domiciliari. E’ un percorso in crescita, che la Regione sa come continuare, come dimostra il trend degli stanziamenti veneti che solo per la residenzialità degli anziani dal 2000 ad oggi è passato da 225 a 460 milioni di euro. Un’annotazione finale per Brusco: non faccia paragoni senza senso tra centri di servizio veneti e case di riposo piemontesi. I nostri centri nel Veneto integrano servizi sociali e sanitari, laddove in Piemonte si tratta di case di riposo e basta. Non è lo stesso servizio di alta qualità che diamo in Veneto.

Stefano Valdegamberi
Assessore ai Servizi sociali della Regione Veneto
11 febbraio 2010
Il telefonino di Rovigo

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