“Un grande esempio di democrazia”. E’ così che interviene Enrico Bellinello sulla vicenda leghista che vede il segretario Antonello Contiero sfiduciato dal partito. Il già candidato presidente per la Provincia di Rovigo alle scorse elezioni, esprime dunque tutta la sua soddisfazione per un grande esempio di democrazia interna alla Lega.
“Di fatto – spiega Bellinello - era nota la bufera che stava scuotendo il Carroccio polesano, in particolare da quando sei componenti del direttivo esecutivo si sono dimessi in massa esprimendo la loro contrarietà sulla guida del partito e facendo emergere la figura dittatoriale del segretario, mettendolo in minoranza sulla gestione del partito”.
Bellinello ricorda inoltre di essere stato il precursore di quanto emerso in questi giorni. Già nel febbraio scorso, infatti, fece la scelta di abbandonare la Lega polesana portando fuori dal partito molti altri militanti e fondando, poi, il movimento Progetto Polesine. “Assieme alla Liga veneta – illustra – abbiamo avuto la forza e il coraggio politico di andare contro la figura di Antonello Contiero determinandone poi la sconfitta alle elezioni provinciali. Già a quel tempo abbiamo portato a galla tutti i problemi del segretario, facendoci portavoce della base più e meno giovane del partito leghista. Le angherie di Contiero sono state molteplici: dalle decisioni autoritarie senza consultarsi con la base alle minacce per far sostenere la sua candidatura provinciale fino all'entrata forzata di tanti “extracomunitari politici” che pur di accaparrarsi una poltrona sono entrati in Lega sostenendo il segretario”.
“Oggi si e fatta giustizia - tuona Bellinello - Il partito deve essere sempre espressione della base e dei suoi componenti (e ricorda la vicenda di Diego Crivellari nel Pd, cui esprime la sua solidarietà). I giovani devono essere la linfa vitale della società e dei partiti a cui appartengono. Bisogna dire basta ai soliti volti politici che pur cambiando casacca mantengono sempre il loro potere. La posizione della base leghista è esemplare e da imitare”.
Enrico Bellinello