ENERGIE RINNOVABILI Alberto Guglielmi illustra il progetto Desertec a Rovigo

La fine dei combustibili fossili, il miracolo del sole

I quadrati rossi rappresentano in scala la superficie di deserto da attrezzare con impianti collettori fotovoltaici necessaria per soddisfare i differenti fabbisogni giornalieri: mondiali o della sola Europa
Re Artu San Valentino
 

100 milioni di anni di energia da combustibili fossili consumati in poco meno di 200 anni dall'uomo "moderno". Oltre al nucleare, la possibilità del sole, con un progetto sviluppato in Europa che sfrutta l'energia raccolta dai deserti


Si è parlato di tre modi differenti di fare energia, all'Accademia dei Concordi di Rovigo, in occasione dell'appuntamento organizzato dalla Fidapa alla sala degli arazzi. Il titolo dell'incontro era" Energia o energie: quali futuri scenari nel rispetto dell'uomo e dell'ambiente". Il primo relatore ad intervenire è stato Alberto Guglielmi, direttore di ricerca dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, insegna al dipartimento di fisica "Galileo Galilei" dell'Università di Padova e svolge attività di ricerca al centro europeo del Cern di Ginevra e dell'Inf del Gran Sasso. "Energia è la vita stessa. Abbiamo bisogno di tanta energia, ma senza sprecarla. Dobbiamo produrne, tenendo però conto dei Paesi in via di sviluppo. In Italia, solo al nord, vi sono 4.000 decessi all'anno dovuti all'inquinamento atmosferico. Il petrolio si sa avrà durata ancora per poco. Si stima che entro 30-40 anni le sue riserve finiranno. In 100-200 anni l'uomo è stato in grado di consumare qualcosa come 100 milioni di anni di energia. La Cindia (unione di Cina e India), sarà il nuovo continente che porterà altri grossi problemi per quello che riguarda lo smog. Le nuove fonti rinnovabili potrebbero garantire altri 200 milioni di anni di energia, ma anche il nucleare pulito, ossia quello di quarta di generazione. Il futuro dell'Europa ha oggi un nome: Desertec. In pratica la Germania ha studiato un progetto con il quale si raccoglierà tutta l'energia solare proveniente dal deserto. Questo permetterà al nostro continente di essere autosufficiente rispetto al resto del mondo. I fossili stanno scomparendo e dunque è arrivato il momento di trovare altro tipo di energie". Quindi è stata la volta di Massimo Nicoli, amministratore delegato Asm Set (azienda per la fornitura di servizi energetici e tecnologici). "Bisogna investire sul fotovoltaico. Stiamo testando un nuovo tipo di impianto di geotermia, che farà buttare via tutte le bollette di luce e gas. Il dramma che si vive nelle famiglie è dovuto all'uso squinternato che si fa dell'energia. Abbiamo intenzione di "adottare" una classe prima media di Rovigo e di accompagnarla per tre anni, in un percorso attraverso il quale gli studenti apprenderanno il corretto uso di energia. La provincia di Rovigo è si impegnata nella campagna a favore del fotovoltaico, ma è ancora distante da altre vicine realtà. Basti pensare ad esempio che la provincia di Treviso nel corso del 2009 ha allestito 900 impianti. Il fotovoltaico conviene anche perché soggetto ad incentivi dello Stato, che premia per ogni Kw installato, con vent'anni di tariffe agevolate. Due anni fa costava 7.000 euro al Kw, ora costa solo 5.000 euro al Kw per impianto, ma già dal 2011 questa agevolazione verrà ridotta". Infine spazio a Lisa Roncon e Adriano Gambetta di Adriatic Lng, i quali hanno illustrato l'impianto innovativo di Porto Levante. "Il nostro rigassificatore utilizza gas naturale. La piattaforma è lunga 375 metri, larga 115 metri, per una profondità di 29 metri. In pratica è una piccola città. Sono 8 i miliardi di metri cubi, mentre la distanza dalla costa è di 17,5 km. Il processo si divide in quattro parti. Il maggior partner è il Qatar. In Italia sono due i rigassificatori, ma solo quello polesano è off-shore. Per realizzarlo sono servite 20 milioni di ore di lavoro in totale sicurezza. La prima pietra era stata già messa nel 2001. Le date da ricordare sono due: 10 agosto 2009 arrivo della prima nave e 6 settembre 2009 primo lancio nella rete nazionale. Le strutture si estendono verso l'alto per 11 piani. Oggi si è al 99,81% di produzione, con 20 milioni di metri cubi di gas al giorno. Il primo monitoraggio sulle acque dove stiamo lavorando ha dato esiti positivi. Sul terminal possono "vivere" 60 persone, ma in realtà va avanti con 35-40 unità. Per raggiungerlo: o in elicottero partendo dalla base di Padova o in nave da Porto Viro, dopo un viaggio di un'ora e mezza. Nel solo 2009 abbiamo registrato 250 milioni di euro da contratti con ditte polesane o venete".

Marco Scarazzatti
20 febbraio 2010

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