POLITICA ROVIGO Riflessione di Paolo Avezzù dopo il convegno di Rete Italia a Riccione

"Possiamo costruire insieme il bene comune"

Re Artu San Valentino


Ho avuto la fortuna di partecipare, assieme ad altri amici di Rovigo e provincia, alla 3 giorni di Rete Italia a Riccione che aveva per tema "Costruire il bene comune è possibile". Molti gli interventi dei politici nazionali, dal governatore della Lombardia Formigoni, all'Europarlamentare Mario Mauro, al vice-presidente della Camera Lupi, al Ministro Sacconi, agli esponenti Pdl Bondi, Cicchitto e Gasparri. Volevo però soffermarmi su quanto ha avuto modo di affermare il segretario di Stato Cardinal Bertone, intervenendo al convegno di Rete Italia, e cioè che per chi fa politica oggi i due modelli sono Niccolò Machiavelli e Tommaso Moro. E guardando la realtà odierna si è tentati di dire che il modello vincente è quello di Machiavelli, mentre quello di Tommaso Moro sarebbe ormai un episodio, fortemente minoritario. La verità è che la politica machiavellica tende al successo immediato, mentre una politica fondata sugli ideali e sui valori si radica nel bene comune e diventa, alla lunga, storia.
Per questo, come politici cristianamente impegnati, dobbiamo fare nostre le parole di Benedetto XVI: "Bisogna trovare solide ragioni per credere, amare, lavorare". Il riferimento deve tornare ad essere la dottrina sociale della Chiesa come modello di educazione politica, non come un prontuario di ricette pronte. Occorre tradurre la dottrina sociale in scelte concrete: questo è il compito della nuova generazione di cattolici, così come fece quel gruppo di giovani cattolici che nel lontano 1943 scrisse il Codice di Camaldoli, dove ritroviamo i valori cristiani che ispirarono i Costituenti e la successiva azione politica dei cattolici al Governo del Paese.
I valori fondamentali a cui ispirarsi secondo la dottrina sociale cristiana sono la dignità della persona umana, la solidarietà, la sussidiarietà, il bene comune, come l'insieme di quelle condizioni della vita sociale che permettono ai singoli ed ai gruppi di realizzare una buona vita umana.
In conclusione, di fronte alla domanda diffusa se la politica è una cosa sporca, occorre ribadire con forza che la politica non è una cosa sporca, ma è un atto di carità al prossimo ed ha il compito di infondere fiducia. Forse è proprio quest'ultimo il compito più importante per i cattolici impegnati in politica: in un'Italia sempre più senza valori e senza speranze, occorre ridare fiducia alla gente ed alla capacità di costruire, anzi di ricostruire una democrazia ed una giustizia sociale che parta dalle grandi risorse della società civile. Ecco perché, di fronte ai luoghi comuni che descrivono i politici, in gran parte, come malfattori o come rappresentanti di una casta, occorrono uomini e donne impegnati in politica secondo una moralità personale e sociale, con l'obiettivo di seguire e realizzare leggi giuste e di servire i più poveri oltre l'utile personale.
Sarà possibile inserire questi temi nel contingente, a partire dalla campagna elettorale per le regionali, avviatasi anche a livello locale con troppi veleni e troppi personalismi? Ci proviamo!

Paolo Avezzù
Consigliere comunale Pdl Rovigo
22 febbraio 2010
Il telefonino di Rovigo

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