TEATRO ADRIA In scena l'originale spettacolo Cirk prodotto da Pantakin

La magia della fantasia nello spettatore

Re Artu San Valentino



Cirk la storia di un piccolo circo alla disperata ricerca di stupire il suo pubblico con numeri strabilianti che possono vivere però solo grazie alla fantasia degli spettatori, guidati dalla forza evocativa della musica



Adria (Ro) - Coinvolgente ed entusiasmante lo spettacolo “Cirk” andato in scena venerdì 26 febbraio al Teatro Comunale di Adria. Un esordio coinciso con l’entrata degli artisti tra il pubblico presente in platea, i quali hanno dato vita ad uno spettacolo veramente originale e travolgente.
“Cirk” è la storia di un gruppo di artisti circensi squattrinati che improvvisamente si trovano a fare i conti con la scomparsa della stella del circo: l'elefante Bombo. E nello stesso giorno una sconosciuta viene trovata nel guardaroba.
Tutto ciò porta il piccolo circo ad una profonda crisi e tutti i tentativi di tranquillizzare il direttore agitato falliscono. I nostri eroi dovranno essere capaci di trovare un sostituito di Bombo e devono inventarsi nuovi numeri per continuare a stupire il pubblico. E’ così che puntano sul nuovo acquisto trovato nel guardaroba, nella speranza che riesca a far passare la malinconia per la mancanza della stella principale del circo. Tra i divieti e le peripezie con le forze dell'ordine che portano i protagonisti anche in carcere, Cirk è una storia in cui gli interpreti si pongono tante domande riuscendo a darsi solo qualche risposta, nel tentativo – quasi sempre fallito - di fare le cose per bene.
Lo spettacolo è una tragedia comica sull’arte di sopravvivere con tre palline, una corda tesa, una pertica ed un’energia coinvolgente. Un paradigma della vita, con una morale che vale per tutti noi: “soltanto accettando il rischio di non riuscire, possiamo pensare di farcela veramente”.
Dopo la fortunata esperienza nell’ambito del progetto Arcipelago Circo Teatro - che ha esplorato le potenzialità del teatro acrobatico, di figura e di piazza -  Pantakin prosegue il suo percorso di ricerca nell’ambito del Nouveau Cirque con questa nuova produzione.
Al centro di questa ricerca è la figura del Clown, che diventa trait d’union tra la spettacolarità del circo e la poesia del teatro.
Perché la figura del CLOWN? Perché il clown non è un personaggio recitato, ma l’essere umano straordinario, letteralmente. La gioia e la tristezza sono amplificate. I combattimenti sono violenti ma nessuno si fa male. I clown possono mangiare all’ infinito senza aver mal di pancia. I clown possono ridere a crepapelle e nello stesso momento piangere a crepacuore. I clown non hanno memoria ma al massimo il ricordo del momento precedente. I clown non prevedono i disastri, se ne accorgono quando ormai è troppo tardi. Lo sguardo del clown ci porta a vedere il mondo attraverso una lente di ingrandimento. Tutto questo è solo possibile quando il clown è VERO e non un pagliaccio (uomo di paglia) come succede spesso.
Da sottolineare che lo spettacolo è stato preceduto dal saluto di un’associazione adriese di giovani artisti di strada che ha mostrato al pubblico gli eventi che li hanno visti impegnati in quest’ultimo anno: tra tutti la clown terapia, l’impegno per l’Abruzzo e, più recentemente, attività benefiche a favore di Haiti.

Angela Trombini

27 febbraio 2010
Il telefonino di Rovigo

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