Il Movimento 5 Stelle percorre il Po, sabato 6 e domenica 7 marzo. Una carovana simbolica formata dai ragazzi con gli elmetti bianchi vuole incontrare i cittadini rivieraschi per "informare"
Rovigo - I ragazzi del Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo iniziano la loro campagna elettorale, in vista delle elezioni regionali del 28 e 29 marzo. Singolare l’iniziativa organizzata: il 6 e il 7 marzo sfileranno lungo il Po, da Melara a Porto Tolle, con una simbolica carovana di mezzi, attrezzati con megafoni cartelloni, bandiere e biciclette, per incontrare i cittadini rivieraschi. “Vogliamo manifestare il nostro sdegno - spiegano - Avremmo fatto a meno di questa vetrina ma tutti devono sapere che questo scempio, con conseguenze dice la Protezione civile minime per il nostro territorio, probabilmente non sarà punito”. Sono loro stessi a spiegare perché a loro avviso “l’illecito” non avrà copevoli: “Non sarà punito con la galera, come è giusto che sia, perché la legislazione ambientale italiana, già di per se di manica larghissima, è stata resa ulteriormente blanda da un Ddl proposto da Prestigiacomo, Alfano e Scajola e approvato dalla Camera il 2 febbraio scorso, modificando il comma 5 dell’articolo 137 del Testo Unico Ambientale che ora prevede, in luogo della sanzione penale prima prevista, per chi sversa reflui inquinanti nell'acqua una semplice multa da 3 mila a 30 mila euro. Un tale reato depenalizzato potrebbe domani ispirare imprenditori senza scrupoli a desertificare il Parco del Delta o ad avvelenare corsi d’acqua inquinandoli a favore di un qualsiasi progetto industriale, chimico o altro”.
“Noi cittadini del Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo - proseguono - saremo con gli elmetti nelle piazze e non si tratta di un travestimento goliardico ma il nostro modo di manifestare che “oltre il V(affa) c'è di più”: c'è un programma vero che parte da un progetto di ricostruzione che ovviamente può iniziare solo demolendo il vecchio e ancora vivo (ma agonizzante) sistema politico partitocratico a favore del “Parlamento pulito” per il quale da liberi cittadini avevamo raccolto 350 mila firme rinchiuse da chi ci governa in un cassetto. Questo e molto altro ci ha fatto decidere di organizzarci perché non ci sono alternative, bisogna entrare nei palazzi dei governi nell'unico sistema democratico che conosciamo, attraverso i cittadini, attraverso il voto”.
5 marzo 2010