POLITICA Lorenzo Feltrin di Rifondazione Comunista sottolinea la linea anti nucleare in Polesine

"No all'uranio nel nostro territorio"

Provincia di Rovigo 1 milione
Ciò che è successo pochi giorni fa in Consiglio Comunale a Porto Tolle è significativo: la Federazione della Sinistra, con il proprio consigliere Bortolotti, presenta un ordine del giorno che, elencando in maniera dettagliata e documentata gli svantaggi e i costi (economici, ambientali e sociali) del nucleare, chiede al Consiglio di pronunciarsi in maniera contraria all’insediamento di reattori nucleari o impianti di lavorazione di combustibile o scorie radioattivi nel territorio comunale, oltre a invitare la Regione Veneto a impugnare d’inanzi alla Corte Costituzionale il decreto berlusconiano che stabilisce il ritorno del nucleare in Italia.
Scontato il voto contrario del PdL, nuclearista in tutte le sedi, anche se in nessuna sede ha spiegato come smaltire le scorie, come risolvere il problema dell’enorme consumo d’acqua, dei costi spropositati di sicurezza e decommissioning di una centrale nucleare, del fatto che le riserve d’uranio finiranno tra pochi decenni mentre le scorie resteranno, ingestibili e pericolose, per decine di migliaia di anni.
Scontata anche l’astensione dell’UDC (politica dei due forni, pardon reattori?) e, ovviamente della Lega che, dopo aver approvato a Roma, con i suoi tre ministri (Zaia in primis) il decreto che individua i siti per la realizzazione delle centrale, a Venezia e Porto Tolle adotta la linea “il nucleare sì, ma a casa degli altri… e comunque dopo le regionali”.
Più “interessante”, invece, l’astensione del PD, con dichiarazioni filo nucleariste del Sindaco Finotti e di altri esponenti del partito. Questo nonostante il PD, sia a livello nazionale che regionale, col candidato presidente Bortolussi, si sia espresso contro il nucleare, perlomeno quello di terza generazione. Del resto posizioni analoghe a quelle dei collegi di partito portotollesi avevano espresso alcuni esponenti del PD in Consiglio ad Adria. Forse ciò significa che ENEL sta pensando di dare l’ennesimo schiaffo ai polesani e di rinunciare definitivamente al carbone a Polesine Camerini per trasformarlo in uranio? Forse c’è già chi sta pensando di non lasciarsi sfuggire questa ghiotta opportunità (per il Polesine, s’intende)?
Dulcis in fundo, l’astensione dei Socialisti. Sì, proprio loro, che in Veneto si presentano camuffati da Sinistra Ecologia Libertà, che portano in grande sul simbolo il nome di Vendola (lui sì, antinuclearista e ambientalista sul serio) e che candidano nella loro lista uno storico e convinto ambientalista come Danilo Stoppa. Chi più di loro dovrebbe combattere al nostro fianco contro il nucleare e per un Polesine rinnovabile e pulito?
Il Polesine è certo terra di grandi contraddizioni, ma siamo convinti che anche i polesani sappiano apprezzare il valore della coerenza. E, a Porto Tolle, mi pare che “coerenza” faccia rima con “Federazione della Sinistra”.

Lorenzo Feltrin
Segretario provinciale Rifondazione Comunista
9 marzo 2010

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