Innovazione: è su questo che in sintesi si basa il programma elettorale di Luca Zaia, Ministro del'Agricoltura e candidato alla presidenza della Regione Veneto
Rovigo - “Se il buongiorno si vede dal mattino, chissà cosa mi devo aspettare da Rovigo”. Con queste parole Luca Zaia commenta il folto pubblico radunato nella sala della Gran Guardia martedì 9 marzo in occasione della visita in città del candidato governatore della regione Veneto. Circondato dai membri della Lega Nord provinciale, in testa il commissario Antonello Contiero, e a seguire i tre candidati al consiglio regionale Alessandro Zanforlini D’Isanto, Stefano Falconi, Cristiano Corazzari, oltre al segretario della sezione di Rovigo Moreno Cezza.
Tutti contraddistinti da un accessorio rigorosamente verde, in sala cala il silenzio e ci si alza in piedi: mano sul cuore, è il momento dell’inno padano. Zaia inizia poi ad illustrare i punti salienti del proprio programma elettorale, interrotto dai continui applausi dei presenti. Il clima è euforico, tant’è che il candidato raccomanda: “Facciamo festa alla fine, un po’ per scaramanzia, un po’ perché la partita si chiude il 29 marzo. La nostra missione è quella di stravincere, perciò andate alle urne, perché le riforme si fanno con il popolo”. In caso di elezione, Zaia lascia il Ministero dell’Agricoltura, il motivo è lui stesso a spiegarlo: “Perché il Veneto viene prima. Ecco come ho coniato il mio slogan”. Un Veneto che sarà la prima regione a testare il federalismo fiscale e l’autonomia, “ci immoliamo per il federalismo, garantito dalla Costituzione italiana”, secondo quella che definisce la “grande strategia della geometria variabile”: si andrà a Roma per negoziare una parte dell’autonomia che spetta alle regioni, perché “ne abbiamo le scatole piene di versare tasse a favore di comunità che le sprecano. Fatti salvi i principi di solidarietà e sussidiarietà, siamo padroni a casa nostra”.
Secondo le parole del candidato, “prima il veneto” significa inoltre “prima il cittadino che ci abita”, poiché la Costituzione sancisce che ogni comunità si occupi dei propri residenti, “non sarà chi è arrivato ieri mattina e bussa forte alle nostre porte a passarci davanti”, sebbene ammetta che il lavoro degli immigrati produca il 5% del Pil regionale. Salvaguardare la manifattura è un altro punto del suo programma, dato che l’80% delle imprese venete conta meno di 15 dipendenti: “Non vogliamo sul nostro territorio gli imprenditori che arrivano qui, ci saccheggiano e se ne vanno”.
Infine qualche parola anche sulle banche: “Gli istituti di credito ci danno l’ombrello quando c’è il sole e ce lo tolgono quando piove - sottolinea Zaia - è ora che si inverta la tendenza e che comincino a starci vicino”, e un piccolo scivolone sulla sanità: “Sono stufo di sentire le lamentele sul servizio pubblico”, sebbene gli ultimi tre assessori siano stati leghisti.
L’incontro si conclude con un annuncio: il “leader maximo” Umberto Bossi incontrerà i rodigini alla sala della Gran Guardia sabato 13 marzo alle ore 21.00.
Elisa Barion