Graziano Azzalin, nato a Donada il 20 giugno 1959, attualmente ricopre la carica di Vicesindaco del comune di Rovigo, Rapporti con il Consiglio Comunale - Valorizzazione delle Risorse Umane - Lavori Pubblici e Patrimonio - Servizi cimiteriali. “Credo che la mia candidatura sia il frutto della mia competenza come amministratore e uomo politico. In regione voglio portare il mio contributo al consiglio, sempre comunque tenendo ben presente le linee programmatiche per lo sviluppo del territorio polesano, e continuando a ribadire la mia contrarietà al nucleare nel Veneto”
Il Polesine è al passo con il Veneto?
“Parlano i numeri: i dati Istat mostrano che la nostra provincia è all'ultimo posto della regione per quanto riguarda il reddito, mentre la crisi sta facendo pagare il conto più salato proprio al Polesine. E questo anche per la convinzione, che purtroppo ancora sopravvive, che il Veneto finisca con l'Adige. E' un pregiudizio che dobbiamo combattere: in una prospettiva di crescita e sviluppo il Veneto ha bisogno del Polesine tanto quanto il Polesine ha bisogno del Veneto. Le condizioni difficili in cui ci troviamo come provincia, nonostante abbiamo due assessori in giunta regionale che dicono di voler bene alla nostra terra, fanno sì che sia necessario un piano di sviluppo specifico per il Polesine”.
Quale potrebbe essere il suo punto di forza in poche parole?
“Questa terra ha molto da offrire e il Po, dal quale il Polesine prende non a caso il nome, è la risorsa che segna la strada da seguire: una valorizzazione dell'ambiente dal punto di vista turistico, l'implementazione delle idrovie come arteria per il traffico merci, una piccola e media industria che operi in rete sul fronte delle tecnologie pulite e interagisca con le caratteristiche del territorio, un'agricoltura e una pesca che puntino alla qualità e alla riconoscibilità. Il dover colmare un ritardo con altre realtà può essere proprio l'opportunità per superare un vecchio modello di sviluppo e fare della sostenibilità e della qualità il punto di forza per rilanciare il nostro territorio”.
Ulss 18 e Ulss 19 sono in linea con le altre Ulss venete?
“Più che i freddi numeri dei bilanci, bisogna guardare i servizi offerti. Siamo abituati a una sanità d'eccellenza, ma per colpa di un governo regionale che non è nemmeno riuscito ad approvare il piano socio-sanitario, stiamo segnando il passo. Nella nostra provincia le strutture ospedaliere pubbliche di Adria, Rovigo e Trecenta vanno mantenute e potenziate non solo in termini edilizi o tecnologici, ma soprattutto come personale sanitario, anche e soprattutto con la stabilizzazione dei precari”.
Lavoro per i giovani, c'è possibilità di crescita?
“La disoccupazione giovanile è a livelli altissimi: nella fascia di età tra i 15 e i 24 anni il 26,8% dei ragazzi cerca lavoro ma non lo trova. E' uno dei livelli più alti dell'intera Europa e il quadro che offre il Polesine non è certo rassicurante. La Regione deve costruire opportunità, bandi, incentivi e investire su istruzione, ricerca e formazione perché i giovani non siano più costretti a lasciare il Polesine per studiare o trovare lavoro, ma possano costruire il futuro della nostra terra. Sono loro la risorsa più importante”.
Insediamento Enel a Porto Tolle: favorevole al carbone?
“La riconversione a carbone ormai è stata decisa. Ora che il processo è stato avviato, agli enti locali spetta il compito di governare la trasformazione, perché non entri in collisione con le esigenze del territorio. La difesa degli interessi occupazionali va accompagnata a un rigido monitoraggio da parte di strutture terze che vigilino sul rispetto dei limiti di emissione per la salute dei cittadini”.
Possibilità nucleare in Polesine: favorevole?
“No, fermamente contrario. Il nucleare costa troppo, non solo in termini ambientali. In Italia ci sono 235 tonnellate di combustibile nucleare 'irraggiato' usato prima del referendum dell'87 nella centrale di Caorso. Invece di pensare al nuovo, bisogna comprendere anzitutto che la sistemazione delle scorie costerà non meno di 4 miliardi di euro, prelevati dalle bollette della luce con gli 'oneri nucleari', 150 milioni all’anno circa”.
In seguito all’accordo Eni-Enel-Governo per la riduzione delle emissioni di Co2 in atmosfera le aziende si impegnano a studiare sistemi per la cattura e lo stoccaggio dei gas in profondità nel sottosuolo che potrebbero essere usati già da subito dopo la riconversione a carbone di Polesine Camerini: favorevole?
“Quello è un progetto avveniristico: l'Unione europea ha già stanziato un 1 miliardo di euro per finanziare sei progetti di cattura e stoccaggio di anidride carbonica, compreso quello presentato da Enel che prevede la cattura di parte delle emissioni Co2 della centrale di Polesine Camerini e lo stoccaggio in una falda acquifera salina. E' una prospettiva interessante, ma le specificità tecniche devono essere valutate attentamente”.
Secondo il suo programma elettorale, qual è il più importante cambiamento che il Polesine dovrebbe affrontare per “essere al passo” con il Veneto?
“Il cambiamento è soprattutto culturale e non del Polesine verso il Veneto, ma del Veneto verso il Polesine. Non dobbiamo rassegnarci ad essere all'ultimo posto della regione, ma pretendere di essere sempre posti sullo stesso piano delle altre province.
Quali sono le necessità della Provincia di Rovigo che porterai all’attenzione del Consiglio regionale una volta eletto?
“Il Polesine deve essere al centro dei flussi economici e turistici che attraversano la regione: intendo battermi perché vengano completate la Nogara–mare e la Nuova Romea commerciale ma soprattutto perché vengano rafforzate la navigabilità e la rete ferroviaria per rendere la provincia di Rovigo uno snodo fondamentale dell'intermodalità nel quadrante Nordest. Da un punto di vista turistico, a una maggiore promozione veicolata attraverso le strutture regionali si devono accompagnare investimenti concreti che permettano di articolare l'offerta verso l'esterno e di promuovere sviluppo e occupazione interni”.
Si può parlare di “eccellenza” del sistema sanitario pubblico veneto? Quali eventuali cambiamenti dovrebbe subire per garantire un migliore servizio al cittadino?
“E' necessario migliorare la quantità e la qualità dei servizi sanitari offerti uniformando il sistema informatico, ridurre i tempi di attesa per le visite, offrire sostegno economico alle famiglie impegnate nell’assistenza verso disabili e non autosufficienti. Di assoluta importanza poi la pianificazione dei posti letto e del sostegno, anche con fondi regionali, per le strutture residenziali che si occupano di anziani autosufficienti e non, con un'adeguata presenza di Case di Riposo e Centri servizi per questa fascia di popolazione destinata in prospettiva a crescere”.
Hai delle proposte in merito che intendi rivolgere alla Regione?
“Per raggiungere questi obiettivi è necessaria la pianificazione, proprio quello in cui è mancato il governo del centrodestra in questi anni. Il piano socio-sanitario è una priorità”.
Centrale a carbone pulito di Porto Tolle, rigassificatore al largo di Porto Levante, ed ora la possibilità di ospitare in Polesine anche una centrale nucleare. Qual è la tua posizione in fatto di politiche energetiche?
“Sole, vento, biomasse: sono queste, e non certo il nucleare, le energie del futuro. Più fonti rinnovabili significa più occupazione per il Polesine. Una rivoluzione possibile, se finalmente la Regione Veneto si doterà di quel piano energetico che in 15 anni di governo Pdl, Lega Nord e Udc non sono riuscite a realizzare”.
Che cosa porti della tua esperienza personale al Consiglio regionale?
“Da amministratore conosco bene le difficoltà cui fanno fronte i Comuni, che sono gli organi amministrativi che sono chiamati a dare risposte immediate ai cittadini. E' proprio rafforzando il potere d'azione delle amministrazioni comunali, attraverso un adeguamento delle dotazioni finanziarie, che si attua un vero decentramento. Costruire un solido rapporto con gli enti locali, una collaborazione stretta con le forze sociali, un dialogo partecipato con il ricco tessuto delle associazioni e della società civile, sono il metodo e lo stile di lavoro che permetteranno al Polesine di vincere la sfida”.
11 marzo 2010