SCUOLA ROVIGO Presentati i risultati del corso "Intelligenza emozionale" al liceo classico Celio

Studenti, insegnanti e genitori sui banchi di scuola per combattere il bullismo

Re Artu San Valentino


L'intelligenza emozionale quale strumento per prevenire i comportamenti devianti e violenti tra le nuove generazioni, con il supporto dei genitori e dei loro insegnanti. Si tratta del progetto pilota a cui ha preso parte la IV D del liceo classico Celio di Rovigo, i cui risultati sono stati presentati lunedì 15 marzo


Rovigo - I ragazzi fanno il 30% di quello che si dice ed il 70% di quello che vedono fare dai propri genitori. Partendo da questa consapevolezza il liceo classico “Celio” di Rovigo ha avviato un progetto pilota finanziato dalla Regione Veneto che ha coinvolto gli studenti, i docenti e i genitori della IV D finalizzato alla prevenzione e riduzione di comportamenti devianti e violenti: un corso per lo sviluppo dell’intelligenza emozionale.
“Il quoziente intellettivo è un metodo di classificazione delle persone largamente usato in diversi ambiti. A questo oggi si affianca lo strumento dell’intelligenza emozionale, attraverso il progetto pilota giunto alla seconda annualità, che, valutando gli individui nella loro totalità, da la giusta importanza anche all’aspetto emotivo - ha spiegato Isi Coppola, assessore alle Pari opportunità della Regione Veneto introducendo la conferenza - L’iniziativa è nata nell’ambito di un progetto di educazione alla legalità”.
I risultati dell’iniziativa sono stati infatti presentati lunedì 15 marzo presso l’istituto di via Badaloni alla presenza di Isi Coppola, del preside Dario Giovanni Quaglio, Emilio Lombardo della Questura di Rovigo, Alcide Contato dell'Ufficio scolastico provinciale, Lucia Carretti docente coordinatrice del corso, e Federica Pescarin, formatrice e coach per lo sviluppo dell’intelligenza emozionale, assente per impegni istituzionali l’assessore provinciale alle Politiche giovanili Leonardo Raito.
Il corso, nato dall’idea che ogni genitore sarà in grado di insegnare ai propri figli a vivere meglio, dopo averlo fatto per se stesso, si è articolato in un percorso esperienziale con una parte dedicata alle principali teorie sui modelli dell’intelligenza emozionale. Nei confronti degli studenti impegnati nella sperimentazione sono state applicate misurazioni e percorsi di allenamento e di sviluppo di tale tipo di intelligenza, parallela a quella tradizionale e consiste nella gestione e nel riconoscimento dei propri vissuti emozionali e di quelli altrui, in modo da creare rapporti interpersonali basati sul reciproco rispetto e sulla cooperazione, in un’ottica di prevenzione e riduzione di comportamenti violenti o discriminatori, come il bullismo. Ci si è proposti di conseguire obiettivi quali trasmettere ai genitori competenze emozionali necessarie per la costruzione di un dialogo efficace con i figli; sperimentare un processo di consapevolezza emozionale, intesa come la capacità di osservarsi e valutarsi; comprendere meglio i disagi relazionali dei figli preparandoli a gestire anche gli insuccessi.
15 marzo 2010
Il telefonino di Rovigo

Correlati:

Caaf Cgil