ELEZIONI REGIONALI 2010 Serenella Mazzetti si presenta a RovigoOggi.it

La salvaguardia dell’ambiente, il completamento delle infrastrutture, il recupero delle risorse esistenti

Re Artu San Valentino


Serenella Mazzetti, nata a Occhiobello il 27 maggio 1951 è un'insegnante


Il Polesine è al passo con il Veneto?
Purtroppo no. Negli anni scorsi c’era stato un certo riequilibrio, ora la crisi ha riposizionato in negativo il Polesine.
   
Quale potrebbe essere il suo punto di forza in poche parole?
Il nostro punto di forza sta nel non aver subito gli effetti, sul territorio e sull’ambiente, di una industrializzazione forte.
   
Ulss 18 e 19 sono in linea con le altre Ulss venete?
No. La differenza sta anche nei servizi erogati ai cittadini.
   
Lavoro per i giovani: c’è possibilità di crescita?
Sì, rafforzando il sistema formativo e collegandolo al mondo del lavoro e qualificando il tessuto produttivo.
   
Insediamento Enel a Porto Tolle: favorevole al carbone?
Come partito siamo sempre stati contrari. Certo il ricatto esercitato dalla crisi sull’occupazione rende appetibile l’ipotesi, se si realizzerà si tratta di farlo diventare un’opportunità, un risarcimento vero a garantirci il massimo controllo sui rischi ambientali.
   
Possibilità di nucleare in Polesine: favorevole?
No. Trasformare il Polesine in sito energetico nazionale azzererebbe il vantaggio che ancora esiste nell’ambiente e sarebbe l’esatto contrario della valorizzazione del territorio, del turismo,della pesca e di ciò che, in particolare il Delta, rappresenta come Parco.
   
In seguito all’accordo Eni-Enel-Governo per la riduzione delle emissioni di Co2 in atmosfera le aziende si impegnano a studiare sistemi per la cattura e lo stoccaggio dei gas in profondità nel sottosuolo che potrebbero essere usati già da subito dopo la riconversione a carbone di Polesine Camerini: favorevole?
Sono impegni ancora poco chiari.


Ora qualche domanda aperta in cui esprimere meglio i concetti sopra accennati

Secondo il tuo programma elettorale, qual è il più importante cambiamento che il Polesine dovrebbe affrontare per “essere al passo” con il Veneto?
La salvaguardia dell’ambiente, il completamento delle infrastrutture, il recupero delle risorse esistenti: agricoltura, turismo, pesca, distretti produttivi, ricerca, innovazione e formazione sono questioni importanti da trasformare in progetti e su ciò, il sistema imprenditoriale, le organizzazioni sociali, il sistema politico e istituzionale dovrebbero fare “squadra” per rappresentare queste esigenze.
   
Quali sono le necessità della Provincia di Rovigo che porterai all’attenzione del Consiglio regionale una volta eletto?
Le precedenti questioni sono un imperativo per il mio impegno.
   
Si può parlare di “eccellenza” del sistema sanitario pubblico veneto? Quali eventuali cambiamenti dovrebbe subire per garantire un migliore servizio al cittadino?
Per garantire un miglior servizio sanitario sarebbe auspicabile analizzare da vicino i bisogni dei cittadini penalizzati da lunghi tempi di attesa per prestazioni importanti e non sempre assistiti in modo efficace dai medici di base insufficienti numericamente, dove la concentrazione di abitanti è maggiore, quindi una distribuzione più funzionale sul territorio.
   
Hai delle proposte in merito che intendi rivolgere alla Regione?
Un’azione sinergica tra sindaci, distretto generale, assessori alla sanità e interlocutori privati potrebbe sicuramente risolvere disservizi che creano non solo malcontento . Potenziare e non dequalificare ospedali periferici, ripristinare punti sanità in modo che gli utenti non abbiano a sobbarcarsi lunghi viaggi e disagi per sottoporsi a cure necessarie.
   
Centrale a carbone pulito di Porto Tolle, rigassificatore al largo di Porto Levante, ed ora la possibilità di ospitare in Polesine anche una centrale nucleare. Qual è la tua posizione in fatto di politiche energetiche? 
L’ energia è una necessità, sapere sfruttare quella alternativa come, ad esempio, il fotovoltaico, è un’opportunità per rimettere l’ “uomo” al centro della vita e senza per questo considerarla una regressione dello sviluppo civile.
   
Che cosa porti della tua esperienza personale al Consiglio regionale?
Della mia esperienza personale porto la serietà e l’impegno che mi contraddistinguono da sempre, la mia sensibilità e l’esperienza maturata in campo scolastico. Mi è d’aiuto il saper ascoltare le nuove esigenze, le nuove istanze e le nuove opportunità che il mondo contemporaneo offre, per coglierne i linguaggi, intercettarne le aspettative e apprezzarne le risorse. Senza dimenticare le mie origini, le tradizioni a cui appartengo perché il passato aiuta a leggere il presente e a progettare il futuro.

Dimentichiamo qualcosa?
Non mi sembra.



16 marzo 2010
Il telefonino di Rovigo

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