Stefano Falconi è nato il 17 dicembre 1960 a Rosolina, luogo in cui risiede. Iscritto alla Lega dal 1993, è stato candidato al Senato della Repubblica alle elezioni politiche del 2008. E’ assessore in carica dal 1995 a Rosolina, di professione è imprenditore agricolo
Il Polesine è al passo con il Veneto?
Purtroppo no.
Quale potrebbe essere il suo punto di forza in poche parole?Come candidato il mio punto di forza è quello di ogni buon leghista, la vicinanza e il confronto con la gente e l’avere realmente a cuore i problemi nonché il futuro della mia terra.
Il punto di forza del Polesine invece sta nel fatto che ci sono risorse non ancora valorizzate e che con un’adeguata politica di sostegno e sviluppo questo territorio può uscire dal ruolo di cenerentola del Veneto al quale è stato relegato sino ad oggi.
Ulss 18 e 19 sono in linea con le altre Ulss venete?No.
Lavoro per i giovani: c’è possibilità di crescita?Certamente e in maniera superiore al resto delle province.
Insediamento Enel a Porto Tolle: favorevole al carbone?Sì favorevole.
Possibilità di nucleare in Polesine: favorevole?Favorevole al progresso anche su questo fronte ma non in Veneto, siamo già più che autosufficienti in termini di produzione di energia.
In seguito all’accordo Eni-Enel-Governo per la riduzione delle emissioni di Co2 in atmosfera le aziende si impegnano a studiare sistemi per la cattura e lo stoccaggio dei gas in profondità nel sottosuolo che potrebbero essere usati già da subito dopo la riconversione a carbone di Polesine Camerini: favorevole?Non si può esprimere un parere perché vincolato da aspetti tecnici e geologici che ad aggi non sono ancora stati valutati precisamente.
Ora qualche domanda aperta in cui esprimere meglio i concetti sopra accennatiSecondo il tuo programma elettorale, qual è il più importante cambiamento che il Polesine dovrebbe affrontare per “essere al passo” con il Veneto?Certamente il Polesine deve valorizzare le sue risorse e in quest’ottica sarà fondamentale da una parte l’applicazione del federalismo fiscale, il Veneto infatti sarà la regione pioniera nell’applicazione dei decreti attuativi del federalismo; dall’altra è fondamentale sfruttare il Parco del Delta affinché coniughi finalmente opportunità e rispetto ambientale, ricettività di ottimo livello e turismo durante larga parte dell’anno. Bisogna poi sfruttare le peculiarità di ogni singola zona della provincia. Nell’alto Polesine supportare e ampliare il distretto della giostra di Bergantino e Melara, il comparto agricolo e quello più specifico ortofrutticolo di Lusia. Nel basso Polesine va sostenuta l’agricoltura, l’acquacoltura e la pesca, il comparto ortofrutticolo di Rosolina e il comparto legato al turismo. Fondamentale per l’intera provincia sarà un adeguamento della rete viaria e delle aree industriali sino ad ora poco appetibili per le aziende. Da ultimo è essenziale la facilitazione d’accesso al credito alle imprese che in questa fase di crisi hanno bisogno di liquidità per investire e continuare a svolgere l’importante funzione sociale all’interno del sistema economico-finanziario-creditizio.
Quali sono le necessità della Provincia di Rovigo che porterai all’attenzione del Consiglio regionale una volta eletto?Fondamentalmente le necessità sono quelle che ho appena elencato, di certo non ho la presunzione di sapere i problemi dell’intera provincia, tuttavia mi impegnerò con estrema umiltà a confrontarmi con i cittadini per farmi portavoce delle loro istanze ed essere quel collegamento prioritario con la regione che sino ad ora è mancato al Polesine.
Si può parlare di “eccellenza” del sistema sanitario pubblico veneto? Quali eventuali cambiamenti dovrebbe subire per garantire un migliore servizio al cittadino?Il sistema sanitario pubblico veneto è di certo un ottimo sistema sanitario, nel caso specifico della provincia di Rovigo, vuoi per la morfologia del territorio e la struttura della provincia, abbiamo due Ulss che sono totalmente diverse per bacino di afferenza e per struttura. L’Ulss 19 è grande tanto quanto un distretto dell’Ulss 18 e non si può dire che non si stia lavorando per portarla ad un elevato livello qualitativo. I problemi maggiori di certo si rilevano nell’alto Polesine, nella fattispecie a Trecenta, l’ospedale San Luca sin dalla sua nascita ha avuto problemi e di certo questo non ha fornito un servizio sanitario d’eccellenza ai cittadini altopolesani che spesso sono stati costretti a spostarsi a Legnago, Verona o Ferrara. E’ fondamentale implementare questa struttura sia in termini di personale che di strumentazioni e servizi per non lasciare in uno stato d’abbandono i cittadini dell’alto Polesine.
Hai delle proposte in merito che intendi rivolgere alla Regione?Di certo mi impegnerò per un aumento del personale in servizio e delle strumentazioni da inserire nelle strutture polesane con particolare riguardo a Trecenta. In secondo luogo sarebbe fondamentale l’assegnazione del referato della sanità regionale ad un leghista che di concerto con il presidente e i consiglieri regionali attuasse un gestione quanto più mirata possibile delle risorse regionali destinale alla sanità che ammontano circa all’80% del totale.
Centrale a carbone pulito di Porto Tolle, rigassificatore al largo di Porto Levante, ed ora la possibilità di ospitare in Polesine anche una centrale nucleare. Qual è la tua posizione in fatto di politiche energetiche?Su questo fronte posso dire di essere a favore della riconversione della centrale di Porto Tolle. Questa creerà di certo posti di lavoro per circa 3400 persone per un tempo stimato di circa quattro anni. Ovviamente la priorità dovrà essere data ad aziende e lavoratori del territorio. In secondo luogo ritengo doveroso il rispetto della salute pubblica e pertanto la massima osservanza delle leggi in materia di emissioni dannose nell’atmosfera, cosa peraltro già confermata da opportuni studi, nonché compensazioni per il territorio da parte dell’Enel, quali l’impegno a diminuire i costi della fornitura dell’energia elettrica ai consorzi di bonifica e la realizzazione di opere di pubblica utilità su tutto il territorio provinciale. Il rigassificatore di certo non ha portato vantaggi al Polesine, il futuro presidente Zaia è già informato su questa questione e in accordo con lui lavorerò perché la provincia di Rovigo abbia agevolazioni sul prezzo delle forniture di gas metano nonché la giusta ricompensa visto che questa struttura è situata sul nostro territorio provinciale. Per quanto riguarda il nucleare la Lega è a favore del progresso tuttavia il Veneto con la centrale di Porto Tolle, l’impianto fotovoltaico di Castelguglielmo (il più grande d’Europa), quello di Canaro e quello di Loreo, è una regione in positivo in quanto a bilancio energetico, anzi si stima che copriremo le esigenze di gran parte del Nord Italia nel momento in cui entrerà in funzione la centrale basso polesana, pertanto non vi è la necessità di una centrale nucleare sul nostro suolo. Oggi tuttavia il nucleare garantisce elevati standard di sicurezza con i reattori di quarta generazione e al tempo stesso elimina le emissioni di CO2 pertanto non ha controindicazioni particolari.
Che cosa porti della tua esperienza personale al Consiglio regionale?Porto la conoscenza del territorio polesano e della sua gente, la voglia di cambiare questo stato di immobilità nel quale versa la nostra provincia e la sincera volontà di essere al servizio del cittadini polesani perché solo con un rapporto sinergico con la mia gente potrò assolvere al meglio al mio eventuale mandato.