ELEZIONI REGIONALI VENETO 2010 Stefano Zanellato si presenta ai lettori di RovigoOggi.it

Occupazione, turismo, infrastrutture, viabilità ed energie alternative

Re Artu San Valentino


Stefano Zanellato ha 41 anni e vive nella provincia di Padova. E’ sposato ed ha tre figli. Ha conseguito diploma di geometra. Lavora in proprio nel settore dell'imprenditoria edile e commercia articoli professionali, prodotti tecnologici e materiali anche bio ed ecosostenibili per l'edilizia


Il Polesine è al passo con il Veneto?
Non proprio. Il Polesine è un’area trascurata dal sistema politico italiano non è dissimile dalla bassa padovana nella quale vivo, non per nulla queste zone rientravano in quelle cosiddette “zone depresse” con i vari obiettivi e incentivi europei, purtroppo questa soluzione non è servita a molto perché parte dei finanziamenti prendevano “altre” strade, diverse da quelle cui erano destinate. Trattenendo invece il 100% delle nostre risorse e deciderne la loro destinazione potremo eliminare la maggior parte dei problemi economici che ci attanagliano in questi anni, abbiamo la possibilità di decidere Noi il meglio per il nostro territorio ed affrontare più serenamente questa crisi.
Quale potrebbe essere il suo punto di forza in poche parole?
Ve ne sono diversi, uno tra i vari potrebbe essere quello del rilancio dell’agricoltura, preferibilmente bio e a chilometri zero. Un’altro quello d’incentivare la produzione nel terziario che ha subito un tracollo con le delocalizzazioni all’estero, anche se questo, non è solo un problema del Polesine, ma di tutto il Veneto. Altro ancora, promuovere il turismo e l’indotto relativo, esistono luoghi straordinari da valorizzare, sia per le zone costiere, ma anche fluviali, qualcosa è stato fatto, un solo piccolo tentativo che non risulta affatto sufficiente.
Il Parco, i percorsi naturalistici, le oasi, riserve, storicità ect. sono solo alcune risorse finora sottovalutate che porterebbero ad una filiera positiva per tutta la popolazione.
Ulss 18 e 19 sono in linea con le altre Ulss venete?
Non proprio, la causa è sempre legata al motivo appena accennato sopra. Attualmente le risorse diminuiscono ed i problemi si aggravano, ciò nonostante i virtuosismi sono di casa, si riesce ugualmente a far funzionare il sistema, la gente Veneta è sempre stata forte nel rimboccarsi le maniche,  ciò nonostante si è riusciti ad informatizzare e a sfruttare le nuove tecnologie, almeno in parte, un paziente da casa propria può ad esempio, visualizzare e stamparsi il proprio referto, può effettuare un minimo di telediagnosi, tutto ciò è stupendo anche se siamo solo ai primi stadi, in questo modo si riescono pure ad abbattere costi e tempi anche dalla parte del cittadino, con le maggiori risorse di cui potremmo disporre, implementare la telemedicina sarà facile ed immediato. Anche per questo motivo è necessario potenziare le infrastrutture, tra le urgenti quella della banda larga, siamo rimasti molto indietro anche in questo settore. Molti ospedali fanno fatica a pagare le spese correnti e di manutenzione dei macchinari, inoltre non sono in grado di riparare o di comprare macchinari sanitari. In alcuni ospedali gli addetti stanno aspettando la paga da alcuni mesi: non è ammissibile. Con un Veneto indipendente potremo disporre di risorse sufficienti e riusciremo pure ad aggiornare ai costi della vita attuale lo stipendio del personale sanitario.
Lavoro per i giovani: c’è possibilità di crescita?
Certo che si, ma cambiando sistema e iniziando a ragionare diversamente in un contesto moderno, dinamico al passo con i cambiamenti del mercato Veneto e internazionale.
Non abbiamo problemi a lavorare, l’importante è che questo ci sia.
Purtroppo l’esosa tassazione italiana ha fatto e continua far scappare gli imprenditori all’estero, anche gli investimenti dagli altri paesi vengono meno, la politica italiana ha commesso un grosso errore nell’aumento spropositato delle tasse, dalle mie parti si dice: “come el càn ke se magna la còa”  Con uno Stato Veneto la tassazione verrà ridimensionata di molto, presumiamo che da un 60-70% di carico fiscale attuale possiamo permetterci uno scalo al 20% fisso nella peggiore delle ipotesi, una volta stabilizzato il quadro saremo in grado di assestarci attorno al 16%  Con questo livello di tasse rifluiranno i capitali  permettendo quindi gli investimenti e un ritorno delle attività, di conseguenza si avvierà un processo di maggior benessere sulla popolazione.
E’ giunto il tempo di investire sulle persone e sulla qualità della vita, tutto il resto l’abbiamo già visto.
Insediamento Enel a Porto Tolle: favorevole al carbone?
Si e no. Il carbone potrebbe anche essere sfruttato, ma rispettando gli scarichi in atmosfera. Con le nuove tecnologie i filtri assicurano l’abbattimento totale o quasi delle polveri, purtroppo la tendenza italiana è quella di speculare sulla manutenzione dei sistemi di filtraggio, il problema di fondo è questo, mancano controlli seri e sanzioni esemplari. Notizie apparse poco tempo fa sui quotidiani locali e relative a certe patologie respiratorie nei bambini imputano la causa ad un non meglio precisato inquinante nell’aria, questo è un fatto gravissimo che deve essere chiarito e risolto quanto prima!
Possibilità di nucleare in Polesine: favorevole?
Non allo stato attuale. Non per essere totalmente contro il nucleare, ma la tecnologia che si utilizzerebbe è superata, dovrebbe affacciarsi un nuovo modo per produrre energia dal nucleo. Manca la fiducia nei cittadini, se uno Stato non è in grado d’infondere sicurezza troverà sempre una moltitudine di pareri contrari. Lo smaltimento delle scorie sta generando scandali anche in Francia, in Italia non si è riusciti a risolvere il problema nemmeno con i rifiuti urbani, figuriamoci con le scorie! Talune sono ancora stoccate nelle centrali dismesse, con poche o assenti misure di sicurezza, in una ex-miniera di salgemma dichiarata certamente sicura, si hanno dispersioni radioattive. Se consideriamo pure l’aspetto economico e la durata per la costruzione di una centrale dovremo anche considerare l’aumento delle bollette, conoscendo il malcostume degli appalti in Italia dovremo anche computare il continuo aumento dei costi di costruzione, così come avviene in tutte le opere pubbliche, vediamo ad esempio il mega progetto della linea ferroviaria “alta velocità” siamo giunti ad un costo per chilometro tre volte superiore agli altri paesi europei, in altri casi le opere invece non vengono nemmeno terminate! 
Questo desiderio di voler costruire a tutti i costi le centrali nucleari appare più come voler “muovere” un oceano di denaro che nel risolvere un presunto fabbisogno o fame di energia, temo dunque che il tipo di fame sia ben altro.
In seguito all’accordo Eni-Enel-Governo per la riduzione delle emissioni di Co2 in atmosfera le aziende si impegnano a studiare sistemi per la cattura e lo stoccaggio dei gas in profondità nel sottosuolo che potrebbero essere usati già da subito dopo la riconversione a carbone di Polesine Camerini: favorevole?
Si potrebbe fare, ma solo dopo aver compiuto attente analisi nel nostro sottosuolo.
Viene poco menzionato, ma il nostro problema inerente l’estrazione dei gas è il pericolo della subsidenza.
Sappiamo che in terraferma e sotto i nostri piedi esiste un enorme giacimento, ma prelevare quei gas è molto rischioso, sono già state compiute delle indagini molto tempo fa, ma non si sa dove siano finiti i risultati. Non sappiamo ancora se possa esistere un collegamento tra il giacimento presente in terraferma e quello marino.
Il pericolo subsidenza si manifesta anche in maniera naturale, ma intensificarlo con opere umane sarebbe da incoscienti!

Ora qualche domanda aperta in cui esprimere meglio i concetti sopra accennati

Secondo il tuo programma elettorale, qual è il più importante cambiamento che il Polesine dovrebbe affrontare per “essere al passo” con il Veneto?
Non vorrei dilungarmi, ho già risposto sopra… l’occupazione, la valorizzazione del territorio, itinerari per il turismo, infrastrutture, viabilità, incentivare le energie alternative: fotovoltaico, geotermico, rinnovabile è possibile pure sfruttare il mondo ondoso ed invece ci costringono ancora a consumare petrolio…
Quali sono le necessità della Provincia di Rovigo che porterai all’attenzione del Consiglio regionale una volta eletto?
Appena elencate, dobbiamo pure inserire in primis e come urgente l’assistenza alla terza età, un problema che si farà sentire ancora di più nel prossimo futuro e molti comuni veneti a causa dei minori trasferimenti da parte dello stato italiano stanno tagliando servizi anche in questo delicato settore.
Si può parlare di “eccellenza” del sistema sanitario pubblico veneto?
Certo, anche se, come già accennato i minori trasferimenti stanno creando notevole disagio, l’Italia sta tagliando troppo anche sulla sanità e questo è un indice molto preoccupante, questi settori che per il sistema italiano non producono Pil sono i primi a risentirne. Dobbiamo inoltre diminuire le lunghissime liste d’attesa per le visite, attendere molti mesi per una sola visita non è di certo sinonimo di buona sanità, pagando invece, un posto libero lo si trova subito, questo è vergognoso.
Che cosa porti della tua esperienza personale al Consiglio regionale?
L’esperienza di dieci anni in amministrazione comunale con una Lista Civica eletta alla maggioranza. Il volontariato in due associazioni e la passione per la tutela e i diritti dei cittadini utenti e consumatori, troppo spesso lasciati soli a dover subire i soprusi dei potentati che arrivano persino a comandare i “loro” politici.
Dimentichiamo qualcosa?
Ci dimentichiamo che ora abbiamo la possibilità di poter scegliere un futuro migliore per noi e per questa terra che è il Veneto, ora è possibile cambiare sistema ed abbandonare tutti quei partiti appartenenti all'era giurassica. Possiamo dare un taglio netto e ripartire con un nuovo sistema, basta volerlo.
Mi rattrista molto constatare l‘abitudine alla rassegnazione nel subire qualsiasi scandalo, nessuno pare più protestare, assorbiamo impassibili a vergognosi episodi senza reagire, tutto ciò è assurdo, noi non ci meritiamo tutto questo noi ci meritiamo di meglio. In un paese civile e democratico certi personaggi dovrebbero essere immediatamente allontanati ed invece li ritroviamo continuamente a sedersi su quelle poltrone, dobbiamo ricordarci che queste persone stanno amministrando il nostro denaro, questi sono dunque nostri dipendenti, perchè allora li ritroviamo da decenni sempre ad occupare maldestramente le posizioni di Governo? La Democrazia non può e non deve essere di professione. La vera democrazia nasce per liberare la popolazione dall’oppressione di una casta dominante, questa è la vera democrazia partecipativa non quella che ci danno da intendere. Evidentemente qualcosa non funziona e in Italia stiamo scadendo fin troppo, la stampa estera ci prende in giro, quella nostrana è quasi totalmente censurata e scendiamo ogni anno nella classifica mondiale per quanto riguarda la libertà di stampa, vediamo che anche per la giustizia sta accadendo la stessa cosa. Non dobbiamo e non possiamo permetterci di attendere oltre è necessario un vero cambiamento se vogliamo affrontare le sfide del futuro, se vogliamo combattere la crisi dobbiamo reagire con un nuovo sistema politico.
C'è chi crede ancora al federalismo o all'autonomia, ma queste abbiamo visto che non sono più attuabili, da quanti anni queste promesse? Persino in Sicilia si fanno incontri a tema: “Vantaggi e benefici del federalismo fiscale in Sicilia” ma non era un prerogativa di quel partito del Nord? Perché lo propone dunque anche in Sicilia? Solo questo fatto basterebbe a far capire in che mani siamo messi. Si sta facendo passare invece un finto federalismo, porto un esempio: prendere una carota dipingerla di giallo e venderla come banana, questo è il federalismo che intendono. In Italia il vero federalismo sarebbe dovuto iniziare circa trent’anni fa se esisteva qualche politico lungimirante, ora è tardi e non è più possibile attuarlo, ormai l’abbiamo capito. Troppi anni di promesse lungamente e largamente disattese, quanto ancora dovremo aspettare?
In questo periodo pre-elettorale si stanno nuovamente ricomponendo nuovi scenari per riciclare ancora le stesse persone, gli stessi stratagemmi con il solo obiettivo di sedersi in quella “carèga”. In questo frangente qualcuno ha già capito che il proprio alleato sta perdendo da mesi molti consensi e si appresta a creare un nuovo partito e si riparte per l’ennesimo gioco di prestigio, l’illusione che qualcosa possa cambiare è giunto il tempo di dire basta, non vogliamo più essere presi in giro!
22 marzo 2010
Il telefonino di Rovigo

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